Raccomandazioni di lavoro 2.0

Nonostante lo stile marchettaro dello scoppiettante Robin Good, vale la pena di segnalare una sua recensione di Zubka. Servizio di nuova generazione che paga chi offre referenze di lavortatori che si adattano ai profili ricercati dalle imprese. In sintesi: le società (o agenzie per il lavoro) postano i loro annunci su Zubka, i lettori trovano le posizioni che si adattano ad alcuni amici, li presentano a Zubka e se il matrimonio tra domanda e offerta va in porto, il lettore/intermediario si becca una buona pagnotta (un general manager a Londra frutta 12mila sterline!!).

Zubka

In altre parole è una versione telematica di multilevel marketing sulle figure lavorative. Strumento che ingolosisce certo e che in sostanza serve: 1) a raccogliere candidature per via traversa in modo molto rapido; 2) supportare le agenzie di head hunting che vogliono usare il canale Internet senza sporcarsi le mani; 3) monetizzare le classiche raccomandazioni portando verso il basso il sistema di networking su figure di alto profilo oggi appannaggio delle società di selezione; 4) disintermediare [e magari ripescare come clienti] di conseguenza le società di executive search.

Cercando posizioni italiane ho trovato 3 annunci riferiti al nostro Paese. La versione italiana ancora non è attiva anche se Zubka sostiene di essere operativa in 96 Paesi. Volendo si può sfrugugliare anche tra le pagine del blog. Sulla questione relativa all’autorizzazione ministeriale per operare come intermediari sul mercato italiano forse è meglio non porsi la questione, già troppo complicata per i siti di recruiting online made in Italy.

Monster Employment Index

Ne parla oggi Rosanna Santonocito nell’articolo [File .PDF, fonte: Rassegna Stampa della Borsa Lavoro della Lombardia] di apertura di Job 24 del Sole 24 Ore. E’ un indice che misura l’andamento dell’occupazione attraverso la valutazione trimestrale della domanda di lavoro che passa attraverso 148 siti Internet europei (circa 2,5 milioni di offerte al mese). Da domani avrà anche una versione italiana che monitora 48 siti di e-recruiting.

Questo è un esempio di borsino delle posizioni. E’ un index, ovvero un parametro che misura lo scostamento, e prende come base 100 la media delle offerte mensili del periodo dicembre 2004 – novembre 2005. I valori più alti sono quelli che hanno visto crescere di più la domanda delle imprese.

Monster Employment Index - Italia

P.S. Ringrazio la redazione per avere messo a margine anche l’indicazione del mio libro Trovare Lavoro con Internet!!!

Estrai un lavoro dal cappello

Sembra che l’unico modo per attrarre le persone verso le agenzie di lavoro temporaneo sia quello di metterla sul ridere. Già Infojobs Italia (che non è un’agenzia di lavoro temporaneo, ma pubblica annunci) al May Day aveva provato a rinforzare il proprio brand con i “Gratta e vinci (un’occupazione)”, giocando sul fatto che a molti giovani si offre prevalentemente lavoro a termine o a basso contenuto professionale. Ora arrivano anche gli spot.

 

Lavoro e buoi

Oggi Il quotidiano di Sicilia (file .TIFF) pubblica una classifica del tempo medio che occorre nelle diverse Regioni d’Italia per trovare lavoro. Sarebbe bello leggere ogni tanto anche indagini sulla ricerca extraterritoriale, via Internet. Ovvero quanto ci mette un ragazzo in Basilicata a trovare un’occupazione in Trentino Alto-Adige. Temo, però, che non sia soltanto una questione legata al basso utilizzo della Rete per cercare lavoro quanto un radicato timore nell’allontanarsi dal Campanile vicino a casa.

Regioni & Durata della ricerca di lavoro (in mesi)

  • Trentino Alto Adige – 4,3
  • Umbria – 5,6
  • Friuli Venezia Giulia – 6,7
  • Lombardia – 6,8
  • Veneto – 6,9
  • Emilia Romagna – 7,2
  • Piemonte Val d’Aosta – 10,9
  • Liguria – 12,2
  • Marche – 12,5
  • Lazio e Abruzzo – 12,8
  • Toscana – 13,5
  • Campania e Calabria – 19,5
  • Molise – 19,8
  • Sicilia – 22,1
  • Puglia – 22,3
  • Basilicata – 22,3

Ancora sui metamotori per cercare lavoro

Da quando l’ipertesto, con il salto generazionale dell’XML e i metatag, ha scalato di una posizione la sua capacità di etichettare contenuti in maniera dinamica, e da quando è esplosa la mania dei <tag> sui contenuti online (blog e affini), sembra che la voglia di acciuffare materia digitale con sistemi che sfruttano i metamarcatori sia inarrestabile. E se a questo si devono la fortuna del Web 2.0 e le chiacchiere che gli girano intorno, il caso dei metamotori per il lavoro dimostra che questa piccola rivoluzione può dare vita anche a servizi che funzionano, facili da usare e per tutti…

BigListTutto questo per segnalare una new entry nei metamotori di ricerca per il lavoro. Si chiama BigList.it che dichiara di avere indicizzato già 90.000 annunci di lavoro in Italia [per esempio: 1.500 offerte per segretarie a Milano, 1.200 ingegneri a Torino e oltre 3.000 operai a Napoli ecc.].

La lista si allunga, come si può notare, e sta rimarcando una tendenza da non sottovalutare. Oggi in Italia i principali metamotori per il lavoro sono JobCrawler, JobRapido, eurekajob e Motore Lavoro ai quali si aggiunge apputo BigList.it. Funzionano tutti allo stesso modo poiché consentono di immettere una chiave di ricerca relativa al lavoro desiderato e una seconda voce [tranne per Motore Lavoro] per identificare l’area geografica. I risultati fanno riferimento a qualsiasi tipo di domanda di lavoro pubblicata su Internet presso operatori specializzati o singole aziende (!) e rimandano con un link agli annunci originali.

Unbreakfast, da Rai3 a Panorama Economy

Bravi! Faccio i complimenti a Chiara e a tutto il gruppo degli amici di Unbreakfast, di cui ho parlato in questo post, che sono riusciti a conquistare un ottimo spazio e una buona visibilità su Rotocalco Televisivo di Enzo Biagi e questa settimana su Panorama Economy (in uscita domani disponibile QUI, con tanto di copertina del numero dedicata a loro!!).

Di seguito potete scaricare un file .WMV con il servizio del TG Regionale della Lombardia – Rai3 dedicato ad Unbreakfast.

unbreakfast

L’evoluzione del mostro

Piacevole sorpresa nel leggere il report di maggio rilasciato da Monster Italia con i numeri che inquadrano l’evoluzione dell’attività e la tipologia di utenti del servizio. In un anno gli account attivi di Monster.it sono aumentati del 42%, le visite del 54% e le offerte inserite dalle imprese del 110%, arrivando a quota 19.500. Ad aprile 2007, dei 1.250.000 CV presenti nel database il 9% (112.500) sono risultati essere manager e l’1% (12.500) senior executive! Aumenta mese su mese il numero di manager e di laureati che si candidano online. Un dato positivo, che speriamo costringa a ripensare i servizi interni, l’informazione, i meccanismi di attrattività dei portali per il lavoro, puntando anche su qualifiche di alto profilo.

Le categorie più richieste su Monster.it
Le categorie più richieste
Fonte: Monster.it – maggio 2007

Monster MobileDa segnalare anche l’intensa attività che si sta giocando dietro alle quinte sul piano tecnologico. A breve è prevista infatti una versione mobile per la ricerca sulla piattaforma di Monster.it e l’integrazione dei feed RSS per le vacancy.

Importante anche la scelta di trasparenza rispetto al mercato del lavoro: Monster.it è la prima Agenzia per il Lavoro online ad aver ottenuto l’Autorizzazione Ministeriale Definitiva.

Il social network del principe

Ieri e oggi la stampa estera ha dato ampio risalto al fatto che il principino inglese William abbia deciso di iscriversi al social network Facebook (nick: “William Wales“). Soltanto qualche giorno prima il network aveva annunciato la decisione di ospitare piccoli annunci di lavoro, i cosiddetti “classified”. Che stia cercando lavoro pure lui?

Career directory (di carta, però)

Career Directory Jobadvisor 2007Se fossi un neolaureato uno sguardo lo butterei al sito di Job Advisor, non fosse altro per sapere dove trovare copia gratuita del libro “Career Directory Jobadvisor 2007“, che riporta una descrizione delle opportunità e dei percorsi di carriera in 50 multinazionali e grandi imprese.

Quando mi sono laureato io (sob!) questi libri costavano in media 35.000 lire.