Find the executive search

[Questo post – di servizio – è dedicato a Cristiano C. che ha terminato la sua esperienza di lavoro qualche settimana fa. Spero possa essere utile a lui e a chi sta cercando un nuovo e più fortunato impiego]

Lista (non esaustiva) dei maggiori Executive Search

AIMS Italia
Alexander Hughes Italia Spa
Asa Executive Search
[.. altri ..]

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Il nuovo TrovoLavoro.it

TrovoLavoro.itIl Corriere della Sera online ha deciso di rilanciare TrovoLavoro.it rifacendo interfaccia grafica e ridisegnando le modalità di consultazione e motore di ricerca. Ha inserito i feed RSS, ma fatto sprofondare le notizie sul lavoro, le informazioni e il materiale per l’orientamento ecc. in cartelle e pagine di secondo e terzo livello. Messaggio: conta il matching domanda/offerta, le notizie non interessano.

Che ci vado affare al centro pubblico?

Trovare lavoro attraverso i Centri per l’Impiego (CPI) si sà non è cosa semplice perché le professionalità intermediate spesso sono di basso profilo. Arrivare a dire, però, che il “bilancio delle loro attività sia in forte rosso” dopo 10 anni dalla fine del collocamanto pubblico mi pare una forzatura. Forse non tutti sanno che nei Centri Pubblici si svolgono un’infinità di attività, alcune molto importanti di raccordo con il territorio o la gestione delle crisi, cosa che i privati non fanno, e non soltanto l’intermediazione. Sono l’unico punto di contatto, per esempio, dove “agganciare” gli inattivi.

Motivi dei contatti con i Centri Pubblici per l’Impiego

Attività dei Centri Pubblici per l’Impiego

[Fonte Rapporto di Monitoraggio 2007 sul Mercato del Lavoro – Ministero del Lavoro]

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Algoritmi discriminanti

Business Week dedica uno speciale al recruiting online e alle possibili deviazioni discriminanti che derivano da un uso scorretto di strumenti che consentono selezioni con parametri non leciti. Così scrive Kurt Rohn sul popolare newsmagazine:

Technology, and specifically the Internet, have revolutionized recruitment. Recruiters can access millions of job seekers on electronic résumé databases and millions of job seekers can apply online via corporate career sites. Such electronic access broadens the candidate pool, but it can also be used by recruiters to narrow the pool, sometimes with negative or “disparate adverse impact”.

I pericoli di discriminazione sono cioè dietro l’angolo con la tecnologia. Lo ricordano l’Office of the Federal Contract Compliance Programs (OFCCP) e l’Equal Employment Opportunity Commission’s (EEOC) nel Systemic Task Force Report del 2006. Come fare? Basta mettere filtri sul genere o su codici postali relativi, per esempio, a quartieri di grandi città abitati prevalentemente da stranieri per effettuare selezioni scorrette.

Questo impone perciò una grande attenzione alla cosiddetta compliance, al rispetto delle leggi vigenti, nella realizzazione di software e servizi di recruiting diffusi in Rete. Almeno negli USA, dove la commissione di indagine su questo tipo di abusi si è dotata di un action plan degno di 007 telematici.

La scalata di InfoJobs Italia

Numeri impressionanti quelli snocciolati ieri da InfoJobs Italia, che in soli due anni ha raggiunto il milione di candidati registrati e di 23mila aziende utenti con una media di 55mila nuovi Cv e 20mila nuove offerte di lavoro al mese. Stando ai dati Nielsen//Net Ratings (Cfr. tabella), ha superato anche Monster.it per unique users mensili. A febbraio 2007, sulla base delle rilevazioni di Google Analytics, ha registrato quasi 40 milioni di page views, 4 milioni di visite e 1,5 milioni di utenti unici.

Unique Users - Monster.it VS Infojobs
[Fonte: Nielsen//NetRatings – Unique users: utenze domestiche e aziendali]
All’evidente forza in termini di traffico e utenza

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Net head hunting

I manager si cacciano anche via Web, lo scrive il Sole 24 Ore oggi (l’articolo è in questo link). Come prevedibile Internet è usato per trovare informazioni sulle persone. L’autore del pezzo, Cristina Casadei, che ama tingere di rosa i temi legati al management, non distingue però correttamante tra chat e forum.

Come fanno gli amici di Monster.it a “intrufolarsi” nelle chat aziendali, che prevalentemente oggi sono basate su instant messanger?

Credo che al contrario, siano invece i newsgroup e i blog (e i commenti interni) le fonti più utili e accreditate per farsi un’idea delle conoscenze espresse da qualcuno e delle competenze maturate, oltre ovviamente alla pubblicazione di materiale scientifico, atti di convegni e interventi ufficiali e non ufficiali su materie specifiche in spazi pubblici di discussione online.