La scalata di InfoJobs Italia

Numeri impressionanti quelli snocciolati ieri da InfoJobs Italia, che in soli due anni ha raggiunto il milione di candidati registrati e di 23mila aziende utenti con una media di 55mila nuovi Cv e 20mila nuove offerte di lavoro al mese. Stando ai dati Nielsen//Net Ratings (Cfr. tabella), ha superato anche Monster.it per unique users mensili. A febbraio 2007, sulla base delle rilevazioni di Google Analytics, ha registrato quasi 40 milioni di page views, 4 milioni di visite e 1,5 milioni di utenti unici.

Unique Users - Monster.it VS Infojobs
[Fonte: Nielsen//NetRatings – Unique users: utenze domestiche e aziendali]
All’evidente forza in termini di traffico e utenza (non si dimentichi che il boom degli anni passati si deve anche alla scelta di offrire grauitamente alle imprese i propri servizi di pubblicazione delle inserzioni) – e nonostante abbia scelto di implementare tecnologie anche innovative per un sistema di recruiting, come la notifica delle nuove opportunità di lavoro via RSS – InfoJobs, tuttavia, nasconde ancora una debolezza, tipica però di quasi tutti grandi portali di job posting in Italia: una professionalità media abbastanza bassa espressa dalle figure che inseriscono il proprio CV dovuta a bassa scolarizzazione e mancanza di esperienza dei candidati.

È un male comune ai big del recruiting online. L’intermediazione di figure di medio-alto profilo resta infatti ancora marginale. Le stesse imprese per questo segmento di mercato sembrano preferire canali tradizionali: inserzioni su giornali e società di selezione. I servizi di alto livello [coaching, assessment retributivo e formativo, accordi con associazioni di categoria ecc.] che integrano il semplice sistema di matching, e potrebbero attrarre realmente anche il middle management, quadri e dirigenti, sono ancora pochi online e il generalismo dei grandi operatori in questo senso non aiuta.

Al contrario, per figure di staff e impiegati, operai o chi cerca lavoro a termine, lo strumento Internet è valido e consente interessanti ricerche, in particolare nell’area della Lombardia, una Regione presente a livello di CV pubblicati con una quota del 22,7% su InfoJobs e del 28% su Monster.it. Sul fronte della domanda, invece, aree funzionali e settori principe restano l’Informtation Technology e il mondo commerciale a tutti i livelli, dal marketing agli agenti di vendita.

Sulla strategia generale di InfoJobs, Cristina Popper, Country Manager, risponde a due domande sull’accordo Yahoo! Italia-Monster.it e sul rapporto che InfoJobs mantiene con i “metaportali” del lavoro, come JobRapido,  EurekaJob e JobCrawler.

Ultima modifica: 2007-03-28T15:09:37+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “La scalata di InfoJobs Italia”

  1. Per carità, quelli di infojobs saranno dei bravi ragazzi, ma potrebbero per cortesia fare una statistica per tipo di lavoro offerto o compenso correlato? È quanto meno disgustoso sentire cercare, nel campo IT, sistemisti pluricompetenti e poi vedere offrire 90 euro al giorno lordi, o contratti di sei mesi di prova e promesse di assunzione future… o compensi a tempo indeterminato per 1000 euro al mese.

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  2. Concordo, non è per nulla corretto. Sulla classificazione per compenso correlato non credo siano in grado, visto che spesso la retribuzione è trattata a livello individuale, non indicata obbligatoriamente negli annunci.

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  3. Non credo che sia solo un problema di infojobs o del settore IT, ma credo che sia un problema più generale legato alla situazione attuale del mercato del lavoro in Italia. E il fatto che questo sito abbia fatto questi numeri in pochi anni rispecchia in maniera speculare l’esatta fotografia del mercato: tantissime offerte, di vario grado e livello e più o meno qualificate, e tantissime persone disposte a registrarsi pur di trovare un lavoro o di cambiare quello attuale.
    Ovviamente c’è chi è più fortunato ed ambisce a posizioni di un certo livello e retribuzione, ma c’è anche chi, meno fortunato, si deve accontentare in attesa di tempi migliori!

    speriamo bene! e spero soprattutto che i portali come infojobs, convincano le aziende che il passaparola è un mezzo obsoleto e antidemocratico (in altri contesti, con differenti sfumature, si chiama raccomandazione!) e che dare visibilità online alle proprie posizioni/offerte disponibili è un bene, non solo per chi cerca lavoro, ma anche è soprattuto l’azienda stessa!

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