Lavoro nero e biglietto del tram

Dopo l’indagine divenuta oramai storica Undeclared Work in an Enlarged Union del 2004 (e tutti i dubbi sulla base dati impiegata) è finalmente arrivata una nuova fotografia sul lavoro irregolare in Europa a opera della Commissione Europea. Costruita nel contesto di Eurobarometro, la nuova survey “Undeclared Work in the European Union” rappresenta una svolta metodologica, mixando analisi dirette con quelle indirette.

Da leggere attentamente, la ricerca presenta anche la valutazione del livello di “accettabilità” del lavoro nero (media europea, Italia [che ho aggiunto], valutazione di chi svolge lavoro nero e di chi acquista servizi o prodotti creati da lavoratori irregolari). Accettazione del Lavoro Nero

Il paragone con il livello di accettabilità è rispetto all’uso di un mezzo pubblico senza adeguato titolo di viaggio, che in Italia è considerato accettabile a livello 2,8 su una scala decimale. Peggiore di questo c’è soltanto l’idea che qualcuno si prenda un sussidio di disoccupazione senza averne titolo. Il lavoro nero, tutto sommato, ha una valutazione benevola rispetto al viaggio senza biglietto, così pure l’evasione fiscale e l’utilizzo irregolare di lavoratori per servizi domestici. Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e del Lavoro sono informati.

Precarietà e rischi psicosociali

Chi ha letto L’uomo flessibile (il cui titolo originale era “The Corrosion of Character“) di Richard Sennett sa di che cosa si parla quando si mescola il tema della flessibilità/precarietà con quello della salute personale e del benessere psicosociale. L’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro ha deciso di vederci un po’ più chiaro e con l’aiuto dello European Risk Observatory ha concluso l’indagine “Expert forecast on Emerging Psychosocial Risks related to occupational Safety and Health” (2,3 MB .PDF) in cui si mettono in relazione il “rischio per la salute” e le forme di “occupazione precaria”.

Leggi tutto

La qualità del lavoro

Vuole dire tante cose a seconda che si intenda per “lavoro” il prodotto finito, il processo, le tutele con cui lo si esercita. A proposito di messa in opera, ovvero di risultato, queste sono due frasi lette questa mattina su una stampa di grandi dimensioni (4 metri x 2) nel laboratorio di una tipografia:

La qualità è fare bene la prima volta
La qualità è quando torna il cliente e non il lavoro

Giorni e nuvole

Giorni e NuvoleIl nuovo film di Silvio Soldini (quello di Pane e Tulipani) presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Tema: i lavoratori in età adulta che perdono l’impiego e la reazione in famiglia.

Se vi interessa, su You Tube trovate qualche video per farsi un’idea prima che arrivi nelle sale: interviste a Silvio Soldini, Margherita Buy e Antonio Albanese + trailer del film.

Maschio, cinquantenne e garantito

OperaioHa vinto il Sì. Il protocollo sul Welfare è passato con qualche mal di stomaco di Fiom, PRC e di molti altri che voce in capitolo proprio non ce l’hanno. La democrazia diretta di chi ha una tessera sindacale – 5 milioni (3 di lavoratori + 2 pensionati) su 25 milioni di lavoratori e 16 milioni di pensionati – ha surclassato quella rappresentativa e parlamentare. Sebbene i sindacati affermino che si è trattato di una verifica “interna”, è inutile negare che è stata una prova politica. Per riaffermare un metodo, soprattutto, visto che si rilasciano in prevalenza dati in percentuale e non in termini assoluti (con l’esclusione di Sicilia 222.821 vontanti; Sardegna ca. 100mila, Puglia 139.849 e Marche 36.236).

La maggioranza di una minoranza di italiani ha confermato così le scelte governative. Ora si discute di quale rappresentatività possono ancora avere i sindacati per recuperare quelle nicchie di iscritti all’interno di quella “non trascurabile minoranza” di lavoratori italiani. Questa parte è lo zoccolo duro della grande impresa. Come dice Massimo Giannini è costituita dal classico “maschio, cinquantenne, garantito, fortemente ideologizzato“: è lui – lavoratore di Termini Imerese, di Mirafiori o della Piaggio – che domani potrà mettere in scacco il Consiglio dei Ministri in questa “grande prova di democrazia“.

Le primarie del PD, i candidati e il tema Lavoro

La Primarie del Partito DemocraticoDomenica 14 ci sono le Primarie per il Partito Democratico. Quale posizione avrà la nuova compagine sul tema del Lavoro?

All’ultimo Congresso dei DS si è sentito dire: “Il Partito Democratico deve essere un grande partito del lavoro e rappresentare politicamente il valore del lavoro in quanto massima espressione della personalità, della creatività, dell’ingegno umano oltre che della dignità della persona“. Il Manifesto programmatico del nuovo Partito Democratico parla più precisamente del Lavoro

Leggi tutto

Risorse antistress per “solo worker”

Le segnala Bootstrapper, con la lista “57 Tips and Resources to Make Solo Work FUN!“. Mi piace molto l’espressione “relaxify your workplace” (meno i modi per raggiungere l’obiettivo) e questa idea irrealizzabile: “Challenge yourself to get more done in less time, and force yourself to take a break every week by simply cutting out Fridays“. Insomma, niente venerdì.

Sentite poi questa espressione: “Procrastination isn’t evil“. Magnifica. Senza parlare della regola 27, troppo cool: lavorare al bar. Tra radio e Tv online, blog, pennichella pomeridiana alla fine c’è veramente da non fare più una beata.

Il “dibattito” sul contratto unico

Settimana scorsa, come ho raccontato, è tornata in auge la questione del contratto unico. Alla Sarkozy, dice qualcuno. Veltroni ha recepito la proposta Boeri-Garibaldi e l’ha messa sul tavolo. Tempo pochi giorni ed è arrivato l’immancabile pezzo [file .TIFF] di Michele Tiraboschi sul Sole 24 Ore.

Leggi tutto