Economisti ininfluenti

Ha avuto una copertura mediatica pari a zero, ma per gli addetti ai lavori è un evento di capitale importanza. E’ il XXIII Convegno Nazionale di Economia del Lavoro, organizzato dall’Associazione Italiana Economisti del Lavoro (AIEL), che ha pubblicato sul sito gli interventi dei numerosi relatori italiani ed europei. Quello di Tito Boeri, sul paradosso del calo della disoccupazione in Italia, si trova tradotto in italiano anche su LaVoce.info.

Banditismo e disoccupazione

La rassegna stampa (.PDF, 2.28 MB) di oggi sui temi di lavoro è ovviamente dominata dal caso Alitalia (qui anche quella online). In questa brutta storia, quello che più mi colpisce è l’esultanza dei dipendenti per il mancato accordo, dopo che – stando alle dichiarazioni – tutti i sindacati, compreso CGIL (escludendo il personale di volo), avevano firmato l’accordo.

Il Tg1 ieri sera [commento del tutto anomalo] ha parlato di “suonatori sul Titanic“. Lo slogan più diffuso tra i dipendenti Alitalia, che hanno riportato tutti i giornali: “Meglio falliti che in mano a dei banditi!“.

Per converso, a me vengono in mente altri slogan del tipo “Un lavoro qualsiasi è meglio di nessun lavoro” (citato da Bill Clinton, 1999; Antonio Fazio, 1999; Emma Bonino 2000 ecc.) e “Nessun lavoro è così duro come non lavorare” (da un manifesto dell’Ufficio di coordinamento federale di iniziative per disoccupati in Germania, 1998), prontamente smentiti dai lavoratori Alitalia ieri. Come titola Italia Oggi, hanno scelto le mutande.

E c’è da chiedersi: perché? E’ realmente un suicidio professionale?

Le possibili ragioni di un comportamento del genere:

– le proposte di CAI erano indecenti; i lavoratori hanno una dignità da difendere e preferiscono affrontare una fase di disoccupazione e di ricerca di un nuovo lavoro piuttosto che svendere il proprio lavoro (un lavoro qualsiasi non è meglio di nessun lavoro);

– i lavoratori si fidano del mercato dei compratori possibili di Alitalia oppure del mercato del lavoro, che consente una mobilità sociale tale da rendere una perdita di lavoro non preoccupante;

– il periodo nelle mani degli amministratori pubblici li ha abituati così bene da accecarli sulla situazione attuale e di mercato;

– i lavoratori pensano che tanto mobilità; cassa integrazione e tric e trac vari aggiusteranno per anni la loro posizione: lo Stato li ha assistiti in passato, lo farà anche in futuro.

Questa storia è davvero emblematica e mette a nudo radici profonde che legano lavoro e dignità. In epoca di crisi, nessun lavoro è dunque meglio di un pessimo lavoro qualsiasi? Lavorare per dei banditi è inaccettabile? A pensarci bene il caso Alitalia è molto più del caso Alitalia. 

Mobilità del lavoro

Crolla Lehman Brothers, un crack senza precedenti. Le foto degli impiegati che escono dalla sede di New York con scatoloni in mano fanno il giro del mondo. Ma c’è anche un altro punto di vista, catturato con questa mirabile foto di CVerwaal, dal titolo “Job recruiters watching Lehman Brothers“, che illustra molto bene la differenza tra il mercato del lavoro americano e il nostro.

Job Recruiter
[Fonte: Flickr – CVerwaal]

Forza Job Recruiter italiani! se per voi “mobilità” non è soltanto quella invocata dai sindacati e se avete un minimo di palle andate fuori dalle sedi Alitalia con i vostri cartelli.   

E’ un mondo difficile, passione ci vuole

Così diceva Walter Veltroni nel suo discorso di apertura della campagna elettorale:

Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell’innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli“.

A soli 20 anni la figlia – si legge oggi sul Corriere della Sera – al quale il padre ha acquistato un appartamento a Manhattan, “ha fatto l’assistente in un film con Verdone e Silvio Muccino e in «Manuale d’amore 2» di Giovanni Veronesi“.

Affare e disfare

Seguendo il caso Alitalia non riesco a togliermi dalla testa questa frase di Matteo Arpe raccolta da Milena Gabanelli in un’intervista (giornalisticamente spettacolare!) pubblicata sul Sole qualche giorno fa:

“[…] Il sistema estero cerca buoni investimenti, il sistema italiano cerca buoni affari. Mi spiego: l’investimento si ha quando c’è un rischio molto importante e i ritorni solo legati al medio-lungo periodo, l’affare è subito conveniente con pochi rischi.”

Manodopera a 5 euro a Milano

Altro che Bolkestein e concorrenza ai professionisti. Altro che dentisti della Croazia ecc. L’ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE sta producendo effetti devastanti per le fasce di lavoratori più basse, una questione che Belgio, Olanda e Germania hanno già sperimentato grazie all’ingresso della Polonia. Si veda l’inchiesta (.PDF) di Rita Querzé sul Corriere della Sera di oggi.

P.S. Il ministero Damiano aveva promosso un progetto sul tema dell’emersione che metteva insieme Paesi (Romania, Belgio, Italia ecc.) ed esperienze europee in materia di irregolarità transfrontaliere. Speriamo non vada perso il lavoro fatto.

La discriminazione degli over 40

Segnalo l’interessante caso legato alla denuncia di Luca Mori di Oltrei40.org, che ha deciso di andare fino in fondo in materia di discriminazione dei lavoratori in età adulta negli annunci di lavoro [Cfr. D.Lgs 216/2003]. Ha fatto un esposto alla procura di Milano contro Infojobs.it. Credo – forse mi sbaglio – per iniziare dal portale Internet oggi più in vista… Leggete la vicenda, ben circostanziata e documentata, e passate parola perché il tema e chi lo sta portando avanti meritano un sostegno.