Disoccupazione al 12%?

È la provocazione della CGIL, che inserisce nel calcolo dei senza lavoro anche quelli che non lo cercano più. Può sembrare una sottogliezza (che tra l’altro sottolineammo già tre anni fa!!!), ma ha una valenza reale molto forte. Il calcolo Istat può farci dire che siamo “meno peggiori” di altri Paesi, nei fatti però le cose vanno talmente male che aumenta il numero di chi si chiama addirittura fuori dal gioco occupazione/disoccupazione. Semplicemente ricade nel mondo degli inattivi, di chi non cerca più neppure una soluzione.

In download due documenti di IRES/CGIL: “Le tendenze dell’occupazione al secondo trimestre 2009” (.PDF) e Materiali aggiuntivi (.PDF).

L’8 per mille al Carnevale di Viareggio

Volendo le destinazioni dell’8 per mille potrebbero essere infinite.

Quella proposta da Podda (CGIL) di allargare le opzioni concesse ai Cittadini alla costituzione di un fondo utile ai Cassa Integrati non è sbagliata se non avesse un piccolo difetto: escluderebbe buona parte della popolazione. Gli “atei da lavoro”. Per esempio chi non ha diritto a questo tipo di sussidi, molti dei quali sono precari, lavoratori a tempo determinato ecc.

La CGIL, come la Chiesa Cattolica, ha bisogno di fare cassa in maniera indiretta, portando liquidità là dove può mettere mano, e non sorprende che si muova sullo stesso campo d’azione, con linee di difesa dei propri interessi del tutto simili. Domani l’idea verrà ribadita durante lo sciopero CGIL. Personalmente ritengo sia un fronte utile da aprire nel dibattito sul Welfare State.

Per il sindacato più numeroso d’Italia, però, è anche una buona occasione per offrire un segno di stile, ribadendo che questa proposta può essere sostenibile soltanto a due condizioni:

1) che siano riformati alla radice gli ammortizzatori sociali;
2) che sia liberalizzata la formula dell’8 per mille.

La posta in gioco non è soltanto la tutela del lavoro, ma il futuro della rappresentanza. Prova ne è il fatto che “più a sinistra della CGIL” (se così si può dire) ci sono oggi molti precari che contestano il sindacato, accusandolo di proteggere unicamente gli interessi dei suoi iscritti, metà dei quali sono pensionati. Si veda, per esempio, l’ultima azione di subvertising [definizione: cfr. wikipedia] ai danni della recente campagna di tesseramento.

ADV e subADV sul tesseramento CGIL
ADV CGIL Subvertising CGIL
Fonte: Chainworkers 3.0

Salari, produttività e sindacato

Tra le cose di cui capisco abbastanza (credo) ci sono le dinamiche retributive. Ho letto il recente studio di IRES-Cgil su “Salari e produttività” e mi ha colpito per la complessità e ricchezza di dettagli. (Qui sono disponibili: la Rassegna Stampa; i take di Agenzia usciti per l’occasione e tutti i pezzi della ricerca). Si mettono a confronto su base temporale le retribuzioni lorde, l’inflazione programmata, il fiscal drag, la produttività e alcuni benchmark di altri Paesi. Bene.

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