Quale diritto nell’epoca tecnica

Segnalo volentieri questa bella iniziativa, organizzata dall’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia:

Il diritto nell’età della tecnica

Sabato 7 marzo 2009 Ore 9.30 – 13.30
Centro Congressi Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 – Milano
Intervengono tra gli altri, Umberto Galimberti, Pier Luigi Celli, Stefano Rodotà.
Qui l’invito con il programma completo.

Lavoratori più o meno digitali

Ricordo che una volta, offrendo ripetizioni di matematica a un ragazzotto di prima liceo scientifico, mi venne fornita questa risposta alla domanda se per una determinata somma algebrica il risultato fosse “più” o “meno” il numero indicato: “.. Tze! Mi vuoi fregare.. Non sono mica stupido.. Il numero che ti ho detto? Più o meno, dici? Altro che ‘più o meno’, viene un numero preciso…!

Qualche mia breve confusa riflessione stimolata dal buon Antonio Sofi sul tema del lavoro autonomo.

Nasce la Rete di associazioni professionali

La solita ACTA – associazione che più di tutte in questi anni ha dimostrato di avere i giusti mezzi e la volontà per proporre soluzioni per i lavoratori indipendenti – lancia un’iniziativa senza precendenti: la costituzione di una rete di associazioni professionali che ha l’ambizione di diventare parte sociale nelle trattative e sui tavoli in cui si discutono iniziative istituzionali legate al mercato del lavoro. Le associazioni coinvolte sono 16 e hanno 7.000 associati (moltissimi con partita Iva), ma rappresentano un’avanguardia di circa un milione di persone.

Se ne parla giovedì 20 a Milano dalle 9.30 alle 13.30.
In Provincia di Milano, Via Vivaio, 1 (Sala Affreschi).

PROGRAMMA (qui l’invito)

I RAPPORTI FRA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E PROFESSIONISTI AUTONOMI

Ore 9,30 – Saluto e introduzioneFilippo Penati (Presidente della Provincia di Milano)
Ore 9,45 – “Chi sono i professionisti autonomi e le ragioni della loro crescente rilevanza” – Sergio Bologna (Consiglio Direttivo ACTA)
Ore 10,00 – “I professionisti autonomi e la Rete delle Associazioni” – Alfonso Miceli (Vicepresidente ACTA)
Ore 10,15 – “Professionals at NetWork” – Nicola Antonucci (Responsabile Professionals MANAGERITALIA Milano)
Ore 10,30 – “Le istituzioni e il mondo delle professioni” – Claudio Antonelli (Presidente PIÙ – Professioni Intellettuali Unite)
Ore 10,45 – “L’iniziativa della Provincia di Milano” – Maria Cristina Pinoschi (Direttore del Settore Lavoro della Provincia di Milano)
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Ore 11,00 Tavola rotonda: “Il rapporto tra Pubblica Amministrazione e Professionisti Autonomi

Coordinatore: Sergio Bevilacqua (Socio Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e Organizzazione)

Relatori: Renato Pirola (D.G. Istruzione, Formazione, Lavoro Regione Lombardia); Nino Ferrelli (D.G. Politiche Formative Regione Toscana); Eliana De Martiis (Labor Lab – IREFONLINE); Anna Cazzulani (Responsabile UnBreakFast Personal Profile); Giuseppe Camanni (Consigliere Associazione Professionale Italiana dei Consulenti di Direzione e organizzazione); Romano Calvo (Consigliere ACTA)
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Ore 12,20 Interventi del pubblico e Conclusioni – Anna Soru (Presidente ACTA)
Ore 12,50 – Aperitivo

Daje knowledge workers united

E’ bello avere innescato una discussione come questa. Grazie a Federico. A ogni modo sono almeno due anni, in definitiva da quando è nato questo blog, che insisto su questi temi.

Segnalo agli interessati alcuni post di Humanitech sul tema dei pagamenti:

Sulla tracciabilità dei compensi e sul Forfettone:
Il Gambero e le Partite IVA;
Tu chiamalo se vuoi forfettone;

Sulla tempistica e modalità dei pagamenti:
Due pesi, due palle;
I Pagamenti dei professionisti;
Codice incivile e multinazionali scaricabarile;
– I tre gringos;
– Surriscaldamanto da rotazione bassoventrale;

Sulla formulazione di preventivi:
Farsi pagare come freelance;
Costo orario e consulenza;

Sul tema della spese, del compenso e dell’IRAP:
Glossario retributivo autonomo;
A mie spese;
Autonomo disorganizzato.

Daje che sta uscendo questo tema allo scoperto, daje!!

Per un lavoratore autonomo non è una questione una tantum, ma un problema strutturale e di cultura tipicamente nostrana. All’estero è molto molto diverso. Le grandi imprese hanno pure un valore che definisce questo elemento competitivo sul piano finanziario. Si chiama TMI (Tempo Medio di Incasso). I controller sanno di che cosa sto parlando. Se ogni knowledge worker facesse il calcolo del suo e lo pubblicasse su Internet, vi assicuro che verrebbe allo scoperto uno dei maggiori problemi dello sviluppo del lavoro intellettuale autonomo in Italia. E adesso che sta per emergere un problema generalizzato di liquidità dovuta alla crisi bancaria, state pur certi che una delle conseguenze dirette sarà l’ammortamento del costo del denaro sul prolungamento del TMI di chi non ha mezzi per difendersi, ovvero del lavoratore autonomo e della piccola impresa. Io ve l’ho detto e ci posso pure scommettere, magari verificando tra un anno. Intanto daje, knowledge workers united

La giornata del lavoro dignitoso

WDDWNon basta avere un lavoro: deve essere dignitoso. Non lo dico io – anche se sottoscrivo in pieno questo concetto – ma la nostra Costituzione. Lo sostengono da anni l’ILO ed Eurofond, secondo i quali questo valore sostiene la coesione sociale, lo sviluppo economico, la lotta alla povertà. Lo ribadiscono tutte le organizzazioni internazionali del lavoro, non soltanto quelle sindacali. Oggi si festeggia questo diritto. L’UNI, il sindacato globale dei servizi che raggruppa 900 sindacati da tutto il mondo, composta dall’International Trade Union Confederation, dal Global Progressive Forum, da Social Alert e Solidar, ha promosso insieme a Eurofond, la Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso.

Lo scopo è di sensibilizzare cittadini, imprenditori, politici e istituzioni e aumentare la consapevolezza sul valore del lavoro dignitoso (decent work), punto cardine della lotta al sommerso e al lavoro irregolare, ma non solo. Comprende anche la questione dei salari, della continuità lavorativa (precarietà) e soprattutto della salute.

Ma che cosa significa “lavoro dignitoso” in concreto?

Facciamo un esperimento, se vi va. Io elenco ciò che a me sembra fondamentale. Se poi avete voglia di aggiungere altri elementi, fate pure, i commenti sono liberi.

Un lavoro dignitoso:

– non mette in pericolo la tua vita;
– non ti discrimina per razza, sesso, età, religione e convinzioni politiche;
– non impiega minori;
– è regolarizzato da un contratto;
– ti offre una retribuzione congua con l’attività svolta, il tempo impiegato e il costo della vita nel Paese in cui vivi;
– non lede i tuoi diritti fondamentali individuali;
– non crea sperequazioni nel trattamento verso prestazioni sociali;

– non ti ostacola se desideri dare continuità al tuo reddito;
– è pagato secondo tempi ragionevoli;
– è pagato secondo le normative vigenti in ogni Paese e comprende tutti gli oneri previsti per i rapporti di lavoro;
– valorizza le tue competenze o ti forma verso nuove e più adeguate allo svolgimento delle tue mansioni;
– ti consente di crescere una famiglia;
– non è fonte di stress, disagio e malattie, anche psicologiche…

… voi dite che tutto questo è cosa superata, già assimilata dalla nostra società? Non corriamo dunque alcun pericolo?

P.S. Ho controllato la rassegna stampa di oggi in Italia. Non c’è un solo articolo dedicato a questa ricorrenza! Per fortuna almeno Napolitano ne parla…

Le reti dei professionisti indipendenti

Il titolo dell’incontro è piuttosto accattivante: “Social Network e Comunità di Pratica per lo sviluppo associativo e d’impresa: reale opportunità o utopia?“.

Ne discutono Professioni Intellettuali Unite, AICA e gli autori del libro Community Management (Apogeo, 2007) martedì 7 alle 18:00 alla sede SIAM in Via Santa Marta 18 a Milano.

La discriminazione degli over 40

Segnalo l’interessante caso legato alla denuncia di Luca Mori di Oltrei40.org, che ha deciso di andare fino in fondo in materia di discriminazione dei lavoratori in età adulta negli annunci di lavoro [Cfr. D.Lgs 216/2003]. Ha fatto un esposto alla procura di Milano contro Infojobs.it. Credo – forse mi sbaglio – per iniziare dal portale Internet oggi più in vista… Leggete la vicenda, ben circostanziata e documentata, e passate parola perché il tema e chi lo sta portando avanti meritano un sostegno.