Ci vediamo al CowoCamp 2011

Il 16 aprile si tiene a Milano il Coworking Camp, per fare il punto sullo stato dell’arte del Coworking in Italia. Grande iniziativa pensata e promossa da Massimo Carraro e dal Coworking Project, di cui parlammo su questo blog non appena nacque e che sostenemmo “moralmente” :-)

Coworking Camp 2011

Rompendo gli indugi sul modello dei BarCamp, che non ho mai amato, e visto che il tema dell’incontro mi interessa moltissimo (ed è stato messo a fuoco anche nel libro Vita da freelance, che ho scritto con Sergio Bologna e che uscirà a inizio aprile per i tipi di Feltrinelli), mi sono iscritto come relatore.

Porterò testimonianza sull’esperienza del Coworking di ACTA, che gestisco direttamente, parlando – se avrò tempo – anche del collante che unisce le persone che vi partecipano come coworker, ovvero il Manifesto del lavoro professionale autonomo di seconda generazione, promosso da ACTA – Associazione Consulenti Terziario Avanzato.

Più Zingarelli, meno Google

L’ABC del giornalismo freelance, secondo l’Unione Sindacale dei Giornalisti Freelance (USGF):

A – come Allarme. Non c’è più lavoro.
B – come Bozze. Un tempo si correggevano. Ora restano gli errori.
C – come Caporedattore. Chi ne trova uno buono, trova un tesoro.
D – come Diritti. Ci sono, ma se li fai rispettare perdi il lavoro.
E – come Editori. Quello puro si è estinto.
F – come FNSI. Dovrebbe difendere la categoria.
G – come Giornalista. Presto il WWF se ne dovrà occupare.
H – come Harakiri. Il futuro della professione.
I – come INPGI. La tua pensione, speriamo.
J – come Julienne. Così si taglia il tuo pezzo.
K – come K2. Più facile scalarlo che superare i condizionamenti.
L – come Leggere. Fondamentale per scrivere.
M – come Marchette. C’è chi ci vive.
N – come Niente. I prossimi compensi… al lordo.
O – come Ordine dei Giornalisti. Maneggiare con cura.
P – come Pezzo. L’articolo è solo determinativo.
Q – come Quattrini. Quando li prendi è troppo tardi.
R – come Refuso. La certezza del mestiere.
S – come Service. Se li conosci li eviti.
T – come Titoli. Valgono più di quelli di Stato.
U – come USGF: iscriviti.
V – come Visto si stampi.
W – come Wikipedia. Non ti fidare, è piena di errori.
X – come X. L’incognita del mestiere.
Y – come Yes man. La carriera è assicurata.
Z – come Zingarelli. Più Zingarelli meno Google.

Quale tipo di networking?

“Fare network” è una di quelle espressioni che – insieme a “innovare il sistema Paese”, “facilitare il cambiamento”, “nuove tecnologie” ecc. – oramai non faccio entrare più neppure nel padiglione auricolare. E’ un vuoto a rendere.

Ho imparato che è meglio dare sostanza, riempire i contenitori, scoprire e studiare esempi, toccare con mano, entrare a piè pari nelle pozzanghere dei gruppi sociali (professionali, business, associativi) per capire come funzionano le relazioni e fin dove si può arrivare rispetto a obiettivi personali e di business. C’è chi lo fa via Web e chi nella vita reale. Se sul primo versante siamo tutti bravi a raccontare come si fa – siamo tanti e belli – sul secondo credo sia più complesso.

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Cinguettii dal Wisconsin

Sembra lo storyboard di un film di Alan Parker, ma accade oggi davvero nel cuore degli Stati Uniti con tutti i connotati di un caso che farà scuola nella fenomenologia delle relazioni sociali tra Stato, forze sindacali, cittadini attivi e questa volta anche con il mondo dei freelance, curiosamente schierato a fianco dei sindacati del Pubblico Impiego! Una vicenda che esce dai più classici paradigmi con i quali siamo abituati a dividere e interpretare il mondo del lavoro.

Accade nel Wisconsin, dove un Governatore repubblicano sotto la falsa etichetta di “tagli alla scuola” in uno Stato quasi sull’orlo della bancarotta (con un deficit di 9,6 mld di dollari), nasconde la volontà di cancellare la contrattazione collettiva – collective bargaining – delle trade unions più vecchie d’America.

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Ancora sulla negoziazione

La brava Enrica Poltronieri il 15 febbraio a Milano replica l’intervento che ha tenuto al seminario “Negoziare contro Golia” organizzato da ACTA. Questa volta presso la sede AISL. Il tema è sempre la “negoziazione”, ovvero come fare a contrattare con le imprese quando, per definizione, ci si presenta piccoli al cospetto di un gigante. Anche in questo caso il seminario è gratuito. Io lo consiglio, poi fate voi. Qui i dettagli.

I riflettori sul lavoro professionale autonomo

Qui ne scriviamo dal 2006, ma pare che pian piano gli attori più accreditati di stampa e mercato del lavoro abbiamo deciso negli ultimi mesi di occuparsene. Bene. O meglio, attenzione.

Mentre non nutro dubbi sulla bontà dell’operazione portata avanti dal Corriere della Sera con gli ampi servizi guidati da Dario Di Vico, che ha dato vita anche a un blog, ho meno fiducia nell’azione che alcuni sindacati o parti sociali stanno mettendo in pista intorno alle problematiche del lavoro professionale autonomo.

ALAI FLESA CislDopo FNSI (che ha toppato alla grande!) è la volta di CGIL e CISL (Alai-FeLSA), che vogliono attivare Aree dedicate alle professioni e Consulte sul Lavoro Professionale. E sta per arrivare anche CNA (che con Uniprof ha unito Assoprofessioni e CNA-Inproprio).

I dubbi provengono dal passato. La percezione di quanto fatto finora da Nidil o Clacs non lascia ben sperare, oltre al fatto che hanno tutta l’aria di essere operazioni calate dall’alto per cavalcare il momento o rimediare a una perdita di credibilità nell’azione svolta nei confronti del lavoro atipico e professionale autonomo, magari raccimolando nuove iscrizioni in bacini finora poco profittevoli per i sindacati. Staremo a vedere.

Molto interessante, invece, l’approfondimento che propone la Camera di Commercio di Milano, che giovedì prossimo presenta la ricerca “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“, condotta sul mondo dei freelance e lavoratori indipendenti dell’area milanese. In coda tutti i riferimenti.

Ecco alcuni  appuntamenti interessanti che accendono i riflettori sul lavoro professionale autonomo:

  • Promosso da CGIL – MILANO, 5 febbraio 2010 –  “Regole e tutele per il Lavoro Professionale nell’economia della Conoscenza“. Qui la locandina ufficiale.
  • Promosso da CNA/Assoprofessioni – ROMA, 4 febbraio 2010 – “Quale Welfare per le nuove professioni?“. Qui la locandina ufficiale.
  • Promosso da CCIAA Milano, Triennale Milano e Consorzio AASter – MILANO, 11 Febbraio 2010 – “La città che sente e pensa. I creativi al lavoro nella città infinita“. Qui il programma.

P.S. Per amici & Co: credo di passare agli eventi CGIL e AASter… ci vediamo lì.

Nuovi canali YouTube per ACTA e PIU

Canale YOU TUBE di PIU - Professioni Intelletuali UniteAprono i canali YouTube di ACTA – Associazione Consulenti Terziario Avanzato e di PIU-Professioni Intellettuali Unite.

Il primo video su quest’ultimo è un lungo monologo di Claudio Antonelli, che mette a disposizione anche le slide del suo intervento Web.

Tra queste è utile a mio avviso riprodurne una, in cui si evidenzia l’ampio ventaglio di protagonisti del lavoro intellettuale in Italia e che nella sua area centrale vede oggi i lavoratori più in difficoltà.

Il ventaglio del Lavoro Professionale