Indipendenti uniti al lavoro

Recensione di Aldo Bonomi al libro Vita da freelance (Dario Banfi, Sergio Bologna)Un libro che scava nel mito, nella retorica e nell’ideologia, nella genesi stessa della nostra attuale forma di lavoro“. Così Aldo Bonomi definisce oggi su Nova il libro scritto insieme a Sergio Bologna, Vita da freelance.

Non è un libro da happy hour, da professionisti rampanti e di successo. E’ un libro da leggere nella solitudine dell’ufficio-casa […] un manuale-racconto del come negoziare senso e reddito“, che, come coglie opportunamente Bonomi, si sposa con una speranza, quella di trovare nuovi ‘magneti’, forme di aggregazione e coalizione, luoghi, letture, associazioni come la Triennale, come Nova o ACTA, che sappiano raccogliere e dare forma alle istanze emergenti del lavoro autonomo e della società che viene.

Per leggere la recensione fai un click sull’immagine qui sopra.

Il professionismo anche senza la P maiuscola

In attesa dell’incontro in Università Bocconi dedicato al libro, vi segnalo qualche nuova recensione di Vita da freelance. Un grazie davvero agli autori!

  • I solitari della consulenza aziendale Iriospark, 5 maggio 2011
  • Universo freelance, i lavoratori della conoscenza di Fabio savelli, Generazione Pro Pro, Corriere.it, 18 maggio 2011 
  • Vita da freelance. Come sopravvivere all’incubo di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair, 24 maggio 2011

Riporto di seguito la bella lettura di Elisabetta Ambrosi, forse una delle più aderenti al senso del testo finora pubblicate, che trovate anche sul sito di Vanityfair.it:

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Vanity FairVita da freelance. Come sopravvivere all’incubo
Lo racconta un libro scritto da Sergio Bologna e Dario Banfi per Feltrinelli. La Bibbia dei lavoratori autonomi di seconda generazione

di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair

Home-Office Hell: così la redattrice di un webmagazine americano dedicato ai professionisti indipendenti raccontava ironicamente il rischio, per chi lavora in proprio, di vedere la propria casa trasformarsi in un girone dantesco.

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Presente e futuro dei lavoratori della conoscenza

RAI Radio 3 Suite

Per chi si fosse perso la puntata di Radio RAI del 10 maggio di Radio 3 Suite condotta da Oreste Bossini e dedicata “ai lavoratori della conoscenza e al loro futuro”, può ascoltare qui gli interventi di Sergio Bologna, il mio, di Aldo Bonomi e Gianni Lombardi (ADCI). Il punto di partenza della chiacchierata radiofonica è il libro “Vita da freelance“.

Interessante come sempre l’intervento di Aldo Bonomi (dal min. 13′ 24”) che ricorda, tra  le altre cose, come l’accostamento dei lavoratori della conoscenza al “popolo dell’happy hour” sia davvero una sciocchezza. La questione dei freelance ha radici ben più profonde e orizzonti allargati, che vanno ben oltre il campanile delle città italiane. Lo dimostra, per esempio, l’interessante ricerca videografica di Delia Peccetti che è partita da Genova per inquadrare figure e problematiche che vanno al di là dei territori e delle professioni.

Il lavoro video della Peccetti, come ricorda l’autrice, vuole “comprendere le diverse situazioni e i punti di vista per contrastare gli stereotipi ancora dominanti sul lavoro autonomo, fare emergere problemi e necessità, ma anche determinazione, fiducia nelle proprie capacità e la volontà di superare le difficoltà, nella speranza di non restare sempre invisibili e dover contare soltanto sulle proprie capacità”. Ciò che emerge da questa videoinchiesta è un semplice dato di fatto: se fino a oggi i sentimenti di scontentezza venivano gestiti a un livello privato dagli autonomi, ora cresce la necessità di trovare una dimensione collettiva nella quale condividere le proprie esperienze fino ad arrivare a nuove forme di rappresentanza per cercare di essere meno labili sul mercato.

Nel libro Vita da freelance l’abbiamo chiamato “principio di coalizione“. Guarda la videoinchiesta:

Vita da freelance, se ne parla in Bocconi

Cacciari, Liebman, Amatori e Perulli diranno la loro sull’ultimo libro che ho scritto con Sergio Bologna.  Non nascono un po’ di emozione, vita la bravura dei discussant. Appuntamento il 1 giugno alle 17.00 in Università Bocconi a Milano. Io sono da quelle parti. Ci vediamo?

Vita da Freelance - Università Bocconi

Scarica l’invito (.PDF) o la locandina (.PDF).

Roma trema, arriva la scossa del Quinto Stato

Manifesto ACTA RomaQuesta sera tutto cambia.

ACTA presenta il Manifesto del Lavoro autonomo, nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia, finalizzato a incentivare e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale.

Il Manifesto, presentato in prima a Milano, il 12 gennaio 2011 presso il Teatro Agorà della Triennale, oggi viene proposto alla platea nazionale, al gotha della politica, alla città in cui si giocano le mille partite del potere e della rappresentanza nel nostro Paese.

E’ un documento che vuole spingere verso la coalizione ed esprime un giudizio impietoso sul modo in cui è evoluto (o si è deteriorato) il Welfare in Italia. Illustra alcune proposte chiare e una lista di rivendicazioni a cui il mondo politico e il sistema previdenziale dovranno dare risposta.

Roma, 11 maggio 2001: ROMA TREMA
ACTA presenta il Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione.
Ore 18.30 – MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma – Sala Conferenze – Via Nizza 138, angolo via Cagliari

Al dibattito interverranno, per ACTA, Sergio Bologna e Anna Soru.

Tecniche di guerrilla freelancing per trovare lavoro

Uno dei nuovissimi metodi – piuttosto interessanti – per cercare lavoro oggi come freelance è di usare Twitter per farsi notare dai clienti (identificati con cura come prospect) usando una semplice citazione del tipo “Mi piacerebbe davvero lavorare con @tizio @caio o con il grandissimo @sempronio“. Nei canali Twitter di freelance americani capita spesso di trovare simili proposte. E’ certo che tizio, caio e sempronio perlomeno noteranno il vostro richiamo e faranno un giro dalle vostre parti per capire chi siete (l’effetto “ammirazione” funziona quasi sempre).

Ancora più geniale è il metodo usato da Alec Brownstein, creativo ed esperto di marketing online, per farsi notare da famosi art director di grandi agenzie, sfruttando l’ego surfing, ovvero il fatto di googleggiare cercando di capire che dicono altri di noi in Rete. Uno cerca il suo nome ed ecco la proposta di collaborazione. Costo? 6 dollari!

(Via Guerrilla Freelancing)

Mondo freelance, ovvero del sommovimento a venire

Vita da freelanceEra il titolo di un capitolo del libro che esce oggi, poi diventato semplicemente Gli outsider del welfare state, più comprensibile a chi non ha seguito le dichiarazioni recenti del Presidente INPS Mastrapasqua.

Oltre a parlare di diritti abbiamo deciso di scrivere un libro ad ampio spettro incrociando temi anche piuttosto differenti tra loro e inserendo frequenti richiami italiani e internazionali a chi si è occupato di lavoro professionale negli ultimi tempi sia da un punto di vista teorico sia, soprattutto, nell’azione quotidiana di difesa e tutela dell’autonomia del mondo freelance. Non ci sono soltanto Weber, Sennett o i dati Istat, troppo semplice. Siamo andati a cercare tra i blog, nelle righe degli ottimi lavori di ricercatori poco noti, raccogliendo testimonianze dirette, in particolare di chi vive l’autonomia con grande passione.

Siamo partiti dal lavoratore per arrivare alle nuove coalizioni, attraversando il terreno difficile del rapporto con la cultura del professionalismo, il tema del precariato e dell’economia che vive di progetti. Abbiamo cercato di capire di più sulla questione dei compensi, guardando anche alla cattiva informazione e al penoso Welfare State che ci ritroviamo, ricordando valore e ricchezza del freelancing, con una parentesi, per contrasto, sul degrado del lavoro dipendente.

Sergio Bologna, Dario Banfi – Vita da freelance (Milano, Feltrinelli 2011, Euro 17,00) esce oggi nelle librerie italiane.

La prima presentazione:
Roma, 28 aprile 2011 c/o la Feltrinelli, P.za Colonna 31/35, h. 18:00.

Un lavoro di sintesi e di proposta verso la coalizione del mondo freelance

Di che cosa si parla in questo libro? Beh, tenete conto che Sergio e io siamo di due generazioni differenti, per cui in primo luogo parliamo di che cosa unisce invece di dividere e come le cose stiano cambiando nell’universo del lavoro postfordista. Il tipico individualismo del lavoratore indipendente, chiuso nella sua casa-ufficio e collegato col mondo soltanto in via remota, oggi sta cambiando, grazie alla spinta dei coworking, delle community online (provate a cercare l’hashtag #freelancing su Twitter: questa è solo la punta di un iceberg!), dell’associazionismo, delle nuove e moderne coalizioni che surclassano il vecchio sindacalismo.

Passando da New York a Londra, da Parigi a Milano, abbiamo inseguito le tracce di un movimento associativo nuovo, che si confronta direttamente con lo Stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative. I lavoratori indipendenti vogliono oggi un riconoscimento del loro ruolo nell’economia della conoscenza. Basti pensare alle azioni di lobby di PCG nel Regno Unito o della Freelancers Union nello Stato di New York e non solo. In Italia c’è ACTA di cui Sergio e io siamo soci attivi.

E come cambia la percezione di un’identità di ceto? I freelancer esistono davvero in Italia? Per rispondere abbiamo affrontato a viso aperto il confronto con la vecchia ideologia borghese del ‘professionalismo’ e dei colletti bianchi tracciando una separazione netta dai tradizionali schemi del lavoro salariato. Siamo convinti che il nuovo mondo delle professioni sarà un mondo di no collar, secondo la felice espressione del sociologo americano Andrew Ross, un mondo di freelance, parola che in origine vuol dire “mercenari”, ma oggi indica milioni di lavoratori in perenne tensione tra libertà e vincoli, tra creatività e conformismo, tra sapere tacito e saperi standardizzati.

Settori importanti del mondo del business (si pensi ai broker online in ambiente anglo-americano) prevedono che questi lavoratori saranno il mainpower del futuro. Da noi le cose sono più complesse, i disegni di legge per creare statuti nuovi del lavoro autonomo o modificare i sistemi di protezione sociale sono impantanati in Parlamento e a dire il vero non sembra che nessuno voglia affrontare sul serio le questioni. In questo libro abbiamo cercato di portare in corto circuito quei sistemi di cattiva rappresentazione del lavoro indipendente, a partire per esempio dal tema dei compensi o della classica e imbecille voglia di assegnare il ruolo di precario a una Partita IVA.

Beh, mi fermo qui. Ovviamente su questo blog passo a passo vi racconterò anche altro. Se vi interessa, vi lascio di seguito una copia dell’Indice dell’opera Vita da freelance. Se cercate info o altro, scrivetemi pure.