Un po’ in ritardo, ma benvenute in Rete alle donne manager di Manageritalia! Il blog, molto ben fatto, è raggiungibile all’indirizzo http://donne.manageritalia.it/. Da seguire.

Leadership
Il giorno dei boss
Ieri si è festeggiato (senza troppo clamore) in Usa il Boss’s Day, ricorrenza che ha fruttato forse di più alla Hallmark che alle buone relazioni tra i lavoratori e loro superiori.
Auguri, dunque ai boss. Anche a quelli con cui scappa ogni tanto di litigare.
P.S. Sul blog di Monster qualche consiglio su come gestire le situazioni più difficili con il vostro capo.
Il contest dei manager d’albergo
Si chiama Economix ed è il gioco predisposto dall’Università Bocconi per mettere alla prova studenti universitari che vogliono cimentarsi con la gestione di un albergo di lusso. Tutto virtuale, ovviamente, con in palio giornate di formazione.
Se avessi tempo ci proverei pure io: “James, la limousine è pronta per Mr. Gates?“. “Mi raccomando controllate che nessuno abbia portato via rubinetti o crackato il sistema satellitare..” . Il comunicato stampa con regole e premi.
Apprendisti leader in 16:9
Puzza di americanata fin dalla porta di ingresso ed è per questa ragione che vale la pena di guardare qualche [massimo 3, suggerisco] puntata di The Apprentice. Negli Usa è arrivato alla sesta stagione, in Italia fa capolino su Sky Vivo per la prima volta. Presente come format TV in oltre 20 Paesi, offre al vincitore un lavoro da 250mila dollari all’anno.
10 motivi per cui non sei un miliardario
Questo pezzo è apparso alcuni mesi fa su A2 Business Network Blog, che dispensa “Business Tips From a 17 Year Old“. Poi misteriosamente è stato rimosso. Ne è rimasta traccia su un sito arabo e qualche commento su Reddit. Curioso visto che sono suggerimenti tratti da un libro di Donald Trump, che ultimamente si è lanciato anche su un “suo” blog. Il tutto però si prestava a qualche reazione scomposta (come dimostra questa replica dal titolo eloquente “Top ten reasons you are a rich asshole“, da leggere!) e non è escluso che il post sia stato cancellato per il quieto vivere del povero diciassettenne.
A ogni modo beccatevi le dieci ragioni per cui voi poveri mortali, blogger sfigati, non sarete mai dei ricchi miliardari.
Leader cattivi e cattivi leader
Francesco Alberoni, ovvero della banalità del pensare. Qualche volta, però, si trovano cosucce da sottolineare nel suo pallosissimo taglio basso sul Corriere della Sera del lunedì [P.S. Nuovi Pasolini, per cortesia, fatevi avanti…].
Oggi scrive:
La prima cosa che dovete fare quando vi viene dato un posto di responsabilità è scegliere bene i collaboratori. E anche a squadra fatta se vi accorgete, a un certo punto, che uno è incapace o fannullone o disonesto o mentitore o invidioso, isolatelo, sbarazzatevene. Non perdete tempo nel tentativo di recuperarlo, non trovategli scuse o attenuanti.
Leadership, reputazione e caste
Colgo subito l’occasione, vista la messa online di Conquiste del Lavoro, per citare una bella intervista (File .PDF) al filosofo politico Salvatore Veca (autore tra l’altro di La riforma del Welfare e un’idea di equità, Iride, 1997), che ho sempre apprezzato
Manager e comunicazione
Io insisto ancora, dopo questo libro. A mio giudizio anche il middle management dovrebbe imparare a usare strumenti di comunicazione avanzati o perlomeno affrontare il tema della comunicazione interna ed esterna con maggiore perizia, visto che mercati e organizzazioni stanno sempre più aprendosi verso l’esterno e il Web offre mille opportunità.
A chi interessa un taglio professionale su questo tema, o strumenti di autoformazione rivolti al management, può consultare questo titolo che ho scritto per i tipi della OD&M Consulting, distruibuito in formato elettronico.
Qui (file .PDF) un sommario e un’introduzione. Sul sito della OD&M Consulting si trova una scheda più dettagliata.
Emergenze climatiche
Ogni tanto mi capita di visitare clienti e di trattenermi per tempi lunghi nei loro uffici. Ieri, per esempio, dopo un piacevole martedì trascorso a Roma, sono capitato in una sede staccata di una grande impresa fuori Milano. Nell’arco di 24 ore sono passato da un clima discretamente sereno, nonostante problemi contrattuali dei collaboratori, alla tomba della creatività di dipendenti supreprotetti e spesso anche nullafacenti. E mi è venuto in mente un mio ex capo, incapace di comunicare, innovare e guidare team. Decisamente paraculato, che non muoveva foglia neppure se gli disfavano l’ufficio.
Due considerazioni veloci: 1) molto spesso è il capo ufficio che fa la differenza, motiva, trascina, diverte, appassiona e questo genera un meccanismo virtuoso che porta le persone a crescere professionalmente, maturare esperienze, studiare, aggiornarsi, rischiare (che in fondo è la vera formazione continua); 2) la sicurezza sul lavoro non necessariamante rende più libera o rilassata la creatività.
Sono andato a ricercare una citazione che trovai ai tempi dell’Università. L’ho ripescata:
Si sente oggi che il lavoro come tale costituisce la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio d’indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità d’energia nervosa e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, al sognare, al preoccuparsi, all’amare, all’odiare. (F. Nietzsche, Aurora, 1981).