Apprendisti leader in 16:9

Logo ApprenticePuzza di americanata fin dalla porta di ingresso ed è per questa ragione che vale la pena di guardare qualche [massimo 3, suggerisco] puntata di The Apprentice. Negli Usa è arrivato alla sesta stagione, in Italia fa capolino su Sky Vivo per la prima volta. Presente come format TV in oltre 20 Paesi, offre al vincitore un lavoro da 250mila dollari all’anno.

In sintesi è un reality con in palio una posizione da manager presso una società di Donald Trump (!?). Due squadre [che comprendono giovani inesperti] si sfidano in attività (pensate da Trump, che genio) in cui si richiede un minimo di raziocinio e capacità di relazionarsi con gli altri, oltre a nozioni di management che pure mia sorella che fa la fisioterapista riuscirebbe a comprendere (Giusto per capirci, nella puntata che mi sono sciroppato si chiedeva di vendere gelati per strada a New York). Alla fine di ogni puntata viene licenziato qualcuno – credo che il momento più cool sia considerato questo: sentir dire “You Are Fired!” da Trump – e al termine della serie ci si gioca il posto di lavoro in tre, al tavolo, discutendo con il miliardario costruttore dal caschetto biondo.

The Apprentice - Il videogiocoIn sostanza, il modello è: datti da fare, non litigare con gli altri, parla bene, cerca di essere telegenico, non fare evidenti stronzate, metti pathos e un senso in cose assurde e andrai a fare il manager. Tradotto in “americanese” (come si legge in questa scheda):

Se non dimostri di avere capacità da vendere, se non riveli una personalità vincente e una dote naturale nel saper “vendere” allora non c’è posto per te in questo mondo. La morale di questo reality è cinica, dura, ma terribilmente attuale. Il miliardario Donal Trump è il sergente di ferro di questo gruppo di giovani in cerca di fama e successo nel mondo dell’alta finanza.

Bel format, che fa diventare (anche) il lavoro una finzione e consente a Donald Trump di apparire come un genio universale del management. C’è anche un videogioco associato alla serie e non è un caso. Così come non è un caso che per vendere meglio la serie Trump volesse inserire Britney Spears, Lindsay Lohan e Paris Hilton. Come noto, espertissime manager.

Ultima modifica: 2007-09-14T15:30:11+02:00 Autore: Dario Banfi

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