Ne parleremo giovedì 16 in Unipol (Palazzo Visconti Socrea, via Cino del Duca, 8) a Milano, a partire dalle 9.30. Io parlerò della Vita dei freelance. Ci sei?

Qui il Programma in formato .PDF
Ne parleremo giovedì 16 in Unipol (Palazzo Visconti Socrea, via Cino del Duca, 8) a Milano, a partire dalle 9.30. Io parlerò della Vita dei freelance. Ci sei?

Qui il Programma in formato .PDF
Vita da freelance
I lavoratori della conoscenza e il loro futuro
6 GIUGNO 2011 / ORE 16.30-18.30
c/o FONDAZIONE EINAUDI – VIA PRINCIPE AMEDEO 34 TORINO
A due anni di distanza dalla ricerca sui Lavoratori della conoscenza a Torino, che ha tratteggiato il profilo, il rapporto con il contesto urbano e gli specifici problemi di rappresentanza di questo nuovo ceto di professionisti, che operano a vario titolo nei processi di elaborazione, organizzazione e diffusione del sapere, Torino Internazionale e Torino Nord Ovest riprendono con l’appuntamento di oggi il filo del discorso. L’occasione è data dalla recente pubblicazione del libro Vita da freelance di Sergio Bologna e Dario Banfi, protagonisti di due differenti generazioni di freelance, che affronta il tema di come anche l’universo del lavoro indipendente postfordista si trovi in una fase di profonda trasformazione. L’individualismo del lavoratore indipendente, infatti, sembra stemperarsi in una nuova spinta all’associazionismo, alla coalizione, alla community, e al confronto diretto con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative.
Tutti elementi di un’inedita ricerca di riconoscimento del loro ruolo, operata da questi lavoratori, nell’economia della conoscenza.
NE PARLANO CON GLI AUTORI
Salvatore Cominu
Angelo Pichierri
INTRODUCE Giuseppe Berta
Scarica l’invito (.PDF)
“Un libro che scava nel mito, nella retorica e nell’ideologia, nella genesi stessa della nostra attuale forma di lavoro“. Così Aldo Bonomi definisce oggi su Nova il libro scritto insieme a Sergio Bologna, Vita da freelance.
“Non è un libro da happy hour, da professionisti rampanti e di successo. E’ un libro da leggere nella solitudine dell’ufficio-casa […] un manuale-racconto del come negoziare senso e reddito“, che, come coglie opportunamente Bonomi, si sposa con una speranza, quella di trovare nuovi ‘magneti’, forme di aggregazione e coalizione, luoghi, letture, associazioni come la Triennale, come Nova o ACTA, che sappiano raccogliere e dare forma alle istanze emergenti del lavoro autonomo e della società che viene.
Per leggere la recensione fai un click sull’immagine qui sopra.
Un’altra bella (e generosa) recensione di Vita da freelance (Feltrinelli, 2011) da parte di Elisabetta Amborosi pubblicata ieri su Europa Quotidiano.
![]()
Che cos’è il Quinto Stato
Elisabetta Ambrosi , Europa, 31 maggio 2001, pagine Libri
Dove va il lavoro autonomo in un’analisi culturale di Bologna e Banfi
Dopo la bella discussione di ieri in Triennale con Aldo Bonomi e Sergio Bologna, si ripresenta oggi (1 giugno) l’occasione per parlare di Vita da freelance. A confrontarsi saranno Massimo Cacciari, Adalberto Perulli, Franco Amatori.
Passa a trovarci, siamo in aula 302 dell’Università Bocconi di Milano. Inizio ore 17.00.

Oggi in Triennale a Milano si discute della “Vita da freelance” (il libro e non solo), del futuro della città e del lavoro cognitivo e creativo nella città del fare. Con Aldo Bonomi e Sergio Bologna. Ci vediamo?
Milano anche dentro la crisi rimane una grande stazione della creatività rispetto al mondo: è il primo mercato del lavoro e delle opportunità professionali e questo suo primato continua a fondarsi sul legame genetico tra chi produce “merci” e chi elabora le rappresentazioni perché le merci prodotte possano viaggiare e competere nei mercati del mondo. E’ sulla tenuta di questo legame che si giocano le chance di Milano nella competizione con le altre grandi metropoli terziarie. Perché se Milano continua ad attrarre designer e professionisti dall’Italia e da tutto il mondo, è anche vero che qui si arriva, si accumulano esperienze, relazioni e reputazione che però sempre più si tende a vendere e capitalizzare altrove. Il punto da cui partire è che nel corso dell’ultimo decennio la natura del lavoro professionale e del fare impresa e più in generale la composizione sociale della città hanno conosciuto grandi mutamenti. Mutamenti non solo economici ma antropologici, esito di una grande trasformazione che ci consegna un lavoro professionale sempre più polimorfo, destrutturato sotto il profilo delle condizioni di mercato e dell’identità collettiva e tendenzialmente irriducibile alle forme ricevute di rappresentanza e rappresentazione degli interessi
Le cinque giornate del sociale – PROGRAMMA
15.30 Inizio lavori – Relazioni introduttive:
18.00 Aperitivo
18.30-19.15 Proiezione di Oltre il ponte – Storie di lavoro. Regia: Sabina Bologna. Durata: ’39
P.S. Ai partecipanti (ai primi 50) verrà regalata una copia del libro di Sergio Bologna e Dario Banfi, Vita da freelance (Feltrinelli, 2011).
A parte l’emozione, e le frasi di rito, il cuore del discorso a caldo di Giuliano Pisapia è stata l’affermazione di volere difendere i beni comuni. Impressionante la marea arancione che lo ha subito circondato all’Elfo Puccini. Non è un caso che abbia espressamente citato il Presidente della Repubblica: il primo bene da tutelare – ha fatto intendere – è la democrazia.
L’intera conferenza stampa a caldo, ore 17.30, in download. (Attenzione: 130 MB)
Video by Humanitech.it
Perdonate la bassa qualità e il movimento del video, ma in alcuni momenti stavo saltando al coro LIBERA LIBERA LIBERA MILANO, OH GIULIANO LIBERA MILANO…
Sergio Bologna, coautore del saggio Vita da freelance, parla del nostro libro, ospite di Rai3 nella puntata di Apprescindere dedicata a come rimboccarsi le maniche in un’Italia sempre più problematica sul fronte del mercato del lavoro.
L’intervista a Sergio inizia al minuto 37′ e 05”.
Il candidato trovi le ragioni alla base del servizio giornalistico A “Generazione a perdere“, di Michele Buono e Piero Riccardi realizzato per REPORT, che descrive quale futuro non abbiano i giovani italiani, leggendo il documento B, “ISTAT – Rapporto annuale – La situazione del Paese nel 2010” (da pagina 105 in poi), che descrive la crescita senza freno di lavoro atipico, inattività, scoraggiamento, mancato impiego di figure sovraistruite, uso prevalente di politiche passive del lavoro, descrescita del valore generale del lavoro e della qualità dell’occupazione.
| A – Generazione a perdere | B – Rapporto ISTAT 2011 | |||
![]() |
![]() |