L’esito del concorso via e-mail

Tempo un mese e l’esito di un concorso pubblico per titoli (o meglio l’acquisizione di candidature per collaborazioni, visto che anche la PA non è esente da sistemi precarizzanti..) arriva direttamente per posta elettronica. Bella novità. Tutto ciò accade nella Provincia di Milano.

Esito Concorso Pubblico via Posta Elettronica

Peccato, però, che non fosse prevista alcuna graduatoria pubblica di merito (magari online), per conoscere chi ha vinto. Sarà.. ma talvolta all’efficienza preferisco la trasparenza.

La nuova generazione di manager

Sono convinto che anche per i manager si apra una nuova stagione, una fase in cui è sempre più necessario prendere confidenza con le tecnologie avanzate per il lavoro quotidiano. Io mi sono divertito a chiamarli “manager 2.0″…

Diventare Manager 2.0Questo il mio ultimo libro sul tema. Uscirà in libreria tra 10 giorni, ma vi anticipo qualcosa…

Diventare Manager 2.0

di Dario Banfi e Lucio Miranda
Pubblicazione: Giugno 2007
Casa Editrice: Apogeo/Feltrinelli
Collana: Che funziona
Pagine: 288
Formato: 14,8×19,8
Prezzo: 9.90 Euro
ISBN: 978-88-503-2587-0

  • Scarica il Sommario [file .PDF – 157 Kbyte]
  • Leggi la Prefazione di Claudio Pasini, presidente di Manageritalia [file .PDF – 149 Kbyte]
  • L. Miranda Website: www.sitidisuccesso.com.
  • La scheda su Apogeonline.com
  • Scrivi all’autore
  • Scarica la copertina del libro in  alta risoluzione [14×19 cm, 150 Dpi, 2.1 MB]
  • Il libro su Google Libri

Si può raccontare l’ICT?

Questo si chiede Roberta Chiti [con il mio supporto per un paio di articoli sul tema] nel Paginone del Corriere delle Comunicazioni (file .PDF 3,2 MB) di questa settimana, dedicato alla saggistica e alla manualistica informatica, dove si trovano voci e opinioni di publisher ed editori, oltre ai numeri ufficiali dell’AIE – Associazione Italiana Editori sull’editoria scientifico-informatica in Italia.

Blogger semidisoccupati

Espressione usata da Marco Camisani Calzolari, che – commentando un post di Lele Dainesi dedicato a un aperitivo che una nota società di informatica offre ai blogger italiani “più influenti” – sostiene, per inquadrare (o meglio, escludere) chi non condivide lo spirito dell’iniziativa, che ci sia “un discreto gruppo di semidisoccupati in cerca di esperienze che spende il tempo che ha criticando quel che fa chi si sporca le mani, senza avere le competenze per farlo”.

Il post parlava di “inclusione”.

Tecnologia e democrazia

Tecnologia e DemocraziaSi può parlare di tecnologie e di democrazia anche sotto il profilo del lavoro. Due temi che solitamente sono abbinati per disquisire di digital divide, democrazia diretta e compagnia bella, Luciano Gallino li propone invece in ottica di globalizzazione del mercato del lavoro. Il testo, uscito in questi giorni, verrà presentato oggi dall’autore alla Fiera del Libro di Torino (ore 16:00).

Segnalo alcune parti della bella intervista rilasciata oggi a La Stampa a Roberto Petrini dove si ricorda un fatto sempre trascurato della Rete: ha messo in competizione un miliardo di lavoratori che godono di buone condizioni di lavoro con due miliardi che hanno un salario dieci-venti volte più basso. Così racconta Gallino:

C’è stato un sapiente processo di ristrutturazione globale, una frammentazione delle cosiddette catene di creazioene del valore. Questo processo non sarebbe mai stato possibile senza telecomunicazioni e informatica: simili infrastrutture sono state oggetto di formidabili investimenti e di pressioni da parte delle corporation transnazionali. [..] Se si va a guardare come nasce il fenomeno della globalizzazione ci si accorge che si è trattato di un trasferimento o dell’avvio di attività produttive in luoghi dove i salari sono più bassi, gli orari più lunghi e le condizioni ambientali peggiori, con l’obiettivo primario di sottrarsi a tutele e obblighi dello stato sociale. Così le pressioni sui salari partono da Oriente e atterrano in Europa“.

Web class e no-collar

Devo a Lorenzo la bella segnalazione del testo di Sergio Bologna pubblicato su Luhmi dal titolo “Uscire dal vicolo cieco” (.PDF 120 Kbyte – Download anche qui). Una lucida riflessione sul tema della classe media e in particolare dei lavoratori della conoscenza che svolgono attività di lavoro autonomo. Quelli che io chiamo “Liberi Professionisti Digitali“. Bologna ricostruisce la genesi di questa classe di lavoratori, la “Web class”, nata negli anni novanta, con i movimenti open source, con la new economy e l’esplosione di Internet:

Qui si è formata quella nuova classe che i guru del management come Drucker chiamano knowledge workers, sociologi come Floridacreative class” o economisti e politici come Robert Reich “analisti di simboli”. Hanno sognato un nuovo mondo, un nuovo modo di lavorare, di fare impresa, un diverso modo di definirsi, né blue collar né white collar, tant’è che uno come Andrew Ross, cronista egregio della loro storia, li ha chiamati no-collar. È dalle vicende di questa web class – passatemi il neologismo – che bisogna ripartire per capire a fondo la natura del postfordismo e la sua capacità di rendere strutturale la condizione di lavoro precaria.

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La scalata di InfoJobs Italia

Numeri impressionanti quelli snocciolati ieri da InfoJobs Italia, che in soli due anni ha raggiunto il milione di candidati registrati e di 23mila aziende utenti con una media di 55mila nuovi Cv e 20mila nuove offerte di lavoro al mese. Stando ai dati Nielsen//Net Ratings (Cfr. tabella), ha superato anche Monster.it per unique users mensili. A febbraio 2007, sulla base delle rilevazioni di Google Analytics, ha registrato quasi 40 milioni di page views, 4 milioni di visite e 1,5 milioni di utenti unici.

Unique Users - Monster.it VS Infojobs
[Fonte: Nielsen//NetRatings – Unique users: utenze domestiche e aziendali]
All’evidente forza in termini di traffico e utenza

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