Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già terminato)…
… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale “in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.
Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).


Qui non c’entrano i blog, Internet e tutta la vicenda cara agli impallinatori della carta stampata. La storia è ben diversa. Distante anni luce da chi si diverte a trovare refusi su Corriere.it o agenzie di stampa, oppure a pesare il numero di immagini di scosciate messe in home page. Sto parlando del precariato nel giornalismo nostrano, una materia che non sarebbe male che si conoscesse di più, anche tra chi scrive online.
Sanzioni certe e più controlli: sono questi i metodi principali per contrastare le irregolarità del lavoro. Ogni altro sistema è un palliativo. Per 




Segnalo a chi si occupa di politiche attive per il lavoro, agli studenti universitari, ricercatori e giornalisti che vogliono tenere traccia dell’evoluzione normativa e delle indagini statistiche in materia di lavoro nero ed economia sommersa il nuovo Cd-Rom “Il lavoro irregolare in Italia e in Europa” realizzato dal gruppo di ricercatori del progetto Rete Europe per l’Emersione del Lavoro non regolare. È molto ben fatto sotto il profilo della raccolta di documentazione tecnica (leggi italiane ed europee, ricerche, studi ecc.). Si trovano anche alcuni tutorial multimediali utili, per esempio, agli addetti dei Centri per l’Impiego o delle Agenzie per il lavoro.