E’ il sistema che non si può

Preso dall’insofferenza per la faccia tosta con cui la maggior parte delle piccole imprese che (ho incontrato e che) operano nel settore dell’edilizia dichiarano di accettare lavori soltanto se in nero; piuttosto arrabbiato per avere perso un sacco di tempo con chi voleva lavorare alla ristrutturazione del mio appartamento senza DURC; motivato dalle interessanti testimonianze e dalle tecniche di investigazione apprese al Master in Giornalismo investigativo che ho vinto (e ahimè già terminato)…

… ebbene, ho deciso di avviare una piccola inchiesta sperimentale “in formato audio”. Il microfono che uso solitamente per le interviste è finito sotto la maglietta durante gli incontri con un imprenditore edile. La finalità è ovviamente giornalistica e non mi interessa citare le imprese. L’importante è che si comprenda realmente quale mercato del lavoro ci troviamo di fronte. Io insisto per pagare Iva e fatture, fare una regolare Denuncia di inizio attività (DIA). L’impresario cerca di convincermi che è il “sistema che non si può” e che non devo farmi prendere in giro dalle chiacchiere di chi (=lo Stato) mi offre un credito d’imposta del 36% sulle ristrutturazioni.

Ecco la parte migliore della conversazione (roba da scriverci un trattato di sociologia).

Ultima modifica: 2008-08-25T12:58:57+01:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “E’ il sistema che non si può”

  1. se ne vedono / sentono sempre di più.
    faccio l’assicuratore, e continuamente si vedono persone che devono assicurare la propria attività (per la resp.civile) e tentano di dirti (rimanendo seri): siamo in 5 operai, le retribuzioni lorde sono 60.000… la giustificazione è sempre “cosa vuoi che mi succeda…”

    sempre peggio.

    e ovviamente sempre più spesso vince il più furbo e chi tira al ribasso

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