Il rientro dopo il congedo parentale

Paternità & dintorni

A Marzo di quest’anno per la prima volta ho pensato di prendere il congedo parentale per stare vicino a mia figlia appena nata e a mia moglie e inevitabilmente si sono presentati alcuni dubbi rispetto alla possibilità di assentarmi dal lavoro per 4 mesi. Come la prenderanno? Che situazione troverò quando sarà il momento di tornare in ufficio? Mi potrebbero demansionare o licenziare?

Vi assicuro che non è stato facile per me, “dipendente e assuefatto”, confrontarmi con queste domande soprattutto perché affiorava la paura di rimanere senza lavoro in questo periodo in cui siamo una famiglia monoreddito.

Poi le cose hanno preso una luce diversa quando ho sentito che la mia voglia di paternità era la cosa che contava e dalla quale muovere le mie decisioni. Così i 4 mesi di congedo parentale li ho cominciati a vedere come una breve parentesi lungo un arco lunghissimo di lavoro (tanto non andremo mai in pensione!),  la possibilità di perdere qualcosa di quanto conquistato in azienda una conseguenza superabile con il tempo e la possibilità di perdere “il posto” un’ipotesi remota.

Al lavoro la possono prendere male? Probabile. Ma se avessi dovuto decidere sulle base delle esigenze organizzative dell’azienda ci sarebbe stato soltanto una data ideale per cominciare il congedo parentale: MAI!

Invece le reazioni in azienda sono state sorprendenti! E’ prevalsa l’ammirazione per una scelta definita “coraggiosa”, il rispetto nei confronti di una scelta pro famiglia. Sicuramente un problema organizzativo per il mio capo e i miei collaboratori che hanno dovuto colmare un vuoto, ma di certo se la sono cavata e soprattutto non è morto nessuno. Poi sono comparsi personaggi compiaciuti per lo sgarbo nei confronti dell’azienda e che mi devono avere visto come uno che gliela messo in quel… Infine si sono presentati coloro che ti vedono non come una persona che ha un diritto, ma uno che ruba i soldi pubblici (INPS). Ci sono poi i gelidi che dicono soltanto “scelta condivisibile” e per terminare i minacciosi:…attento, riflettici bene, con i tempi che corrono potrebbero tagliarti la testa e tu hai un mutuo, una figlia da mandare all’università!” (ma è appena nata!).

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Congedo parentale, un diritto importante

Paternità & dintorni

Se ne parla poco e se ne usufruisce ancora meno da parte dei papà lavoratori dipendenti, ma il congedo parentale in Italia è entrato in vigore già dal 2000. In sintesi gli aspetti rilevanti della Legge 53 dell’8 marzo 2000:

  • il congedo parentale è la possibilità anche per il papà di prendere una pausa dal lavoro per accudire il proprio figlio;
  • ha diritto a un congedo complessivo di 6 mesi, liberamente frazionabile, retribuito al 30%  se fruito entro il terzo anno di età del figlio;
  • il papà può usufruire del congedo in contemporanea con l’astensione sia obbligatoria e sia facoltativa della mamma.

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Congedo parentale e paternità in Europa

Visto l’interesse riscosso dalla bella rubrica di Livio “Paternità & dintorni” e le segnalazioni recenti di Alberto Pellai sui libri in uscita sul tema, pubblico alcuni dati che ho recuperato sul trattamento del congedo parentale e sulla paternità in Europa. Sono del 2005, non del tutto recenti, ma è quanto di meglio avevo nel cassetto in materia sul diritto europeo comparato.

Congedo Parentale e Paternità in Europa

[Fonte: European Conditions of Employment Sourcebook, 2005]

Un nuova identità tra lavoro e paternità

[Terza riflessione]. Come ho scritto in precedenza, ho deciso di usufruire della paternità, ma tra perplessità e una difficile accoglienza sono molte le questioni che vorrei discutere apertamente. Per esempio..

.. stare in casa e in famiglia mi basterà? Non sarà un pò soffocante? Prendere un lungo periodo di distacco dal lavoro, usufruendo del congedo parentale, aiuta sicuramente a conoscere il proprio ruolo di padre. Tuttavia, sono abituato a uscire ogni giorno per andare al lavoro, a stare insieme ai colleghi, ad andare a trovare i clienti! Ce la farò? Tutta questa parte della vita, fatta di impegni personali, adrenalina e un network di relazioni mi manca sicuramente. Il lavoro contribuisce a dare un senso alla mia vita: il ruolo che ho nel lavoro è importantissimo per la mia realizzazione personale.

Soluzioni? No, è una rinuncia. Forse l’unico suggerimento che (ho dato a me stesso e) offro agli altri è di non perdere completamente il contatto con il lavoro: posta elettronica, qualche attività ristretta e specifica da portare avanti ecc. Anche per avere un rientro più semplice.

Fare il casalingo mi ha convinto di quanto sia importante il lavoro per le mamme e quindi meritino tutto il nostro (dei padri) supporto.

Livio Martucci

La scelta e la famiglia

[Riprende la Rubrica “Paternità & dintorni”, curata da Livio Martucci, papà in congedo parentale. Ecco la sua esperienza..]

Paternità e dintorni

All’inizio scegliere di prendere la paternità (congedo parentale) assentandomi per alcuni mesi dal lavoro mi sembrava inopportuno, esagerato, impossibile! Perché? Ma come perché? Intanto le possibili ripercussioni sul lavoro (ne parlerò meglio in un altro post). E poi il modello consoldidato è: la mamma a casa ad accudire e allattare la figlia e il papà che continua ad andare in ufficio, semmai cercando di tornare prima per stare insieme al suo tamagogi perchè dopo le 8.00 dorme. Già, ma i modelli spesso non sono appaganti, piuttosto sono facili da indossare, salvo scoprire col tempo che stringono in vita propio dove risiede l’anima.

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Paternità, perché parlarne?

[Inizia con questa prima puntata la rubrica “Paternità & dintorni” a cura di Livio Martucci, un amico e bravissimo papà, che presenterà luci e ombre della paternità e del rapporto con la vita lavorativa e familiare. Un tema stupendo, poco conosciuto in Italia, che sono contento di ospitare su Humanitech. Grazie Livio!! ]

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Perché questo forum sulla Paternità? Beh i motivi sono diversi, vediamo. Prima di tutto il sottoscritto in questo momento è in paternità (dicasi “congedo parentale”) e voglio raccontare la mia esperienza. Mi sono reso conto delle difficoltà che si affrontano nel prendere questa decisione e ritengo importante incoraggiare i nuovi papà a usufruire di questo strumento legislativo discutendo degli impatti sia sul lavoro sia in famiglia.

Un altro argomento (non privo di aspetti comici) sono le reazioni alla decisione di colleghi, clienti, amici e parenti. Poi c’è la questione legata agli aspetti legislativi e voglio sottolineare da subito l’enorme mancanza di conoscenza della legge in materia e in particolare un aspetto: il padre può prendere il congedo parentale in concomitanza con la madre, sia nel periodo di maternità obbligatoria sia in quello del congedo parentale facoltativo di cui può usufruire la mamma.

Ripeto: non è vero che il papa ha diritto al congedo parentale soltanto se la mamma ritorna al lavoro. NON E’ VERO!!!  Anche i vostri commenti serviranno a chiarire le varie sfaccettature che il monolite paternità può presentare.

Questo ovviamente è un primo post per prendere confidenza con il blog. Vi rimando a settembre, per sviluppare insieme la questione. A presto dunque.

Livio Martucci