Paternità, perché parlarne?

[Inizia con questa prima puntata la rubrica “Paternità & dintorni” a cura di Livio Martucci, un amico e bravissimo papà, che presenterà luci e ombre della paternità e del rapporto con la vita lavorativa e familiare. Un tema stupendo, poco conosciuto in Italia, che sono contento di ospitare su Humanitech. Grazie Livio!! ]

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Perché questo forum sulla Paternità? Beh i motivi sono diversi, vediamo. Prima di tutto il sottoscritto in questo momento è in paternità (dicasi “congedo parentale”) e voglio raccontare la mia esperienza. Mi sono reso conto delle difficoltà che si affrontano nel prendere questa decisione e ritengo importante incoraggiare i nuovi papà a usufruire di questo strumento legislativo discutendo degli impatti sia sul lavoro sia in famiglia.

Un altro argomento (non privo di aspetti comici) sono le reazioni alla decisione di colleghi, clienti, amici e parenti. Poi c’è la questione legata agli aspetti legislativi e voglio sottolineare da subito l’enorme mancanza di conoscenza della legge in materia e in particolare un aspetto: il padre può prendere il congedo parentale in concomitanza con la madre, sia nel periodo di maternità obbligatoria sia in quello del congedo parentale facoltativo di cui può usufruire la mamma.

Ripeto: non è vero che il papa ha diritto al congedo parentale soltanto se la mamma ritorna al lavoro. NON E’ VERO!!!  Anche i vostri commenti serviranno a chiarire le varie sfaccettature che il monolite paternità può presentare.

Questo ovviamente è un primo post per prendere confidenza con il blog. Vi rimando a settembre, per sviluppare insieme la questione. A presto dunque.

Livio Martucci

Ultima modifica: 2007-07-31T17:12:56+02:00 Autore: Dario Banfi

9 commenti su “Paternità, perché parlarne?”

  1. Bellissimo argomento, spero che i colleghi maschi rispondano numerosi. Parteciperò attivamente, anche se non padre, ma mi ritengo qualificata in quanto madre single, che fa da madre e padre contemporaneamente! Un’idea: perché non lanciamo questo tema congiuntamente? Potremmo forse raggiungere un pubblico maggiore e, se ci impegniamo, potremmo alargare il dibattito anche fuori da internet… In ogni caso mi impegno a lanciarlo sul mio blog.
    A Dario Banfi: complimenti per il blog, si vede che sei un esperto. E’ uno dei pochi, l’unico blog, da me trovato che non segue la linea delle lamentazioni, ma ha un punto di vista realistico informato e concreto. Tornerò regolarmente perché con un po’ più di tempo mi piacerebbe commentare i singoli temi. A proposito, complimentissimi per i video sull’ufficio! Possono copiarteli? Sono strepitosi
    ;-)
    A presto
    angela padrone

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  2. Angela direi che se Livio è d’accordo un “gemellaggio blog” su un tema del genere sarebbe bellissimo!! Grazie per l’apprezzamento, anch’io seguo Cambiamondo da un po’ e trovo materia per buone letture :-)
    Per i video fai pure.. ti consiglio di cercare su You Tube o altri siti con la chiave “office stress” o “freak out”.. ne troverai di folli..

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  3. Angela, per me va benissimo gemellare le nostre attività sul tema Paternità e simili. Ci sentiamo verso fine agosto? Mi puoi scrivere sulla mia mail : mio nome.cognome su gmail.com. a presto
    Livio

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  4. so caro, quanto é bello diventare padre, ma quando te ne accorgi che la paternità, non ti aspetta per diritto, si rimmane lo stesso contento perché il figlio éé una gioia ed é la forza e la ragione di un amore di 2 persone e che hanno fatto un scelta ri rigenerarsi in un essere! sorriso e forti conforti per un futuro chiaro e sereno!

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  5. Complimenti e felicitazioni per Livio ed Anna.
    Ho pensato analogicamente ed ho scoperto la ” nonnità”,
    un meraviglioso stato d’animo.
    Non ci sono cavilli o complicazioni normative e sindacali, nè colleghi impegnati in elecubrazioni mentali.
    Solo da sgomitare un po’ quando in pista ci saranno i nonni tutti assieme. Consigliabili “turni nonno” da concordare.
    Meno male che Sara ne ha solamente quattro e non sempre a portata di mano!
    Ciao,
    Pierangelo.

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  6. Spero che questo colloquio a distanza non serva solo per parlare egoisticamente dei figli e delle gioie e/o problemi connessi.
    Ritengo che l’unica speranza che ha l’umanità, per uscire da questa società maschilista fondata solo sulla competizione feroce per il possesso del territorio, consista nella creazione di una rete di gruppi familiari che collaborino per offrire un servizio pubblico per rendere possibile la pacifica convivenza nel villaggio globale.
    Non la famiglia mafiosa che attualmente chiamiamo politica, ma quella che i padri della nostra giovane Repubblica misero alla base della Costituzione Italiana.
    Per giungere a questo bisogna avere il coraggio di abbattere gli steccati fra maschile e femminile.
    Quando le persone fondano una famiglia (senza distinzione di genere o rapporti parentali) cessano di pensare al singolare e iniziano a pensare al plurale. Appunto questo pensiero plurale (tipicamente femminile) è il principio rivoluzionario che ci salverà dalla follia distruttiva dominante.
    Senza uomini come Livio non ce la possiamo fare. Mi correggo, noi donne da sole non vogliamo farcela, proprio perchè nel pensiero plurale non è concepibile il potere fine a se stesso.
    Solo la completa accettazione del diverso da noi, per genere, razza, religione, cultura o altro porterà la pace.
    Benvenuto Livio, uomo del terzo millennio.
    mariangela

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  7. Benvenuta Mariangela. In merito ai rapporti maschile-femminile hai toccato un tema centrale nella mia esperienza di paternità e che affronterò nel prossimo post in pubblicazione domani o dopodomani. In questi anni di vita matrimoniale senza figli io e mia moglie avevamo trovato un buon equilibrio tra momenti di coppia e i propri momenti individuali. Con l’arrivo di nostra figlia stiamo facendo una rivoluzione del nostro rapporto ed è un occasione anche per ridefinire ruoli e relazioni. E anche aspetti molto pratici come chi fà cosa in casa e nella gestione di nostra figlia, piuttosto che la necessità da parte di mia moglie di avere del tempo per fare dell’altro che non sia accudire la figlia e la casa. Anche su questo tema, affrontato da una ricerca Istat, scriverò un post prossimamente. Comunque credo che complementarietà e flessibilità siano gli aspetti chiave da mettere in pratica. A presto

    Livio

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  8. Pensavo di pubblicare un post sul mio blog, rimandando a questo dibattito: potrebbe servire a raccogliere commenti da due pubblici diversi e a discuterli insieme. Credo che ci possano essere molti spunti e forse anche qualche dissenso, perché non tutti sono d’accordo con questa impostazione di perfetta condivisione….
    Per Mariangela: è giusto auspicare che non si parli di problemi personali o “egoistici”, ma è proprio dai problemi dei singoli che vengono fuori gli aspetti più critici. Ci sono problemi di lavoro e problemi psicologici che non vanno sottovalutati, se non a rischio di andarci poi a sbattere contro molto duramente. Farò degli esempi concreti, ma prima mi piacerebbe leggere qualche esperienza molto “egoistica”..;-)
    angela padrone

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