Causa Job Bombing, questo blog non subirà aggiornamenti per qualche settimana. Mi scuso, ma s’ha da campà.
Parole-Visioni
Minima immoralia / 4
“Cresce la caccia al profittatore, al pescecane che succhia l’osso della crisi e si arricchisce: un tempo erano i fornai e i mercanti di grano, oggi sono il banchiere, il manager, i frequentatori del Cambio e di Forquet’s, i ricchi in quanto tali.” (Alain Minc, La Stampa di oggi)
“Nell’economia fasulla, dove non si produce più niente, non c’è più distinzione tra vittima e carnefice.” (Paolo Virzì, presentando “Tutta la vita davanti”)
“Nel mercato delle risorse umane, quando le cose vanno bene, vanno benissimo, ma quando vanno male, vanno malissimo.”
“E oggi?”
“Stanno sprofondando.” (un mio cliente)
“Hai più tessere per la raccolta punti di quanti soldi tu non abbia in tasca da spendere…” (mia moglie)
Per un Manifesto dei lavoratori della conoscenza
Quelli di Chainworkers 3.0 e Intelligence precaria fanno un passo avanti, provocando la riflessione sull’ipotesi di una Carta dei diritti dei lavoratori della conoscenza (.DOC) e di un Manifesto dei Lavoratori della Conoscenza (.DOC).
Minima immoralia / 3
“Ubi major minor cessat, sed sfanculat major” (dai contatti sul messanger)
“Grazie per l’intervista e la foto, il direttore chiede però di farti dire che questo e quest’altro sito per trovare lavoro sono ottimi. Posso mettere in coda qualche indicazione a tuo nome?” (da un’intervista la cui pubblicazione non ho poi autorizzato)
“Settimana prossima sono in cassa integrazione. Il mio capo mi ha chiesto di apprendere, a mie spese, questo nuovo linguaggio di programmazione, così verrò presentato al mio rientro, a un nuovo cliente, come uno dei massimi esperti in materia.” (M.C.)
Quale diritto nell’epoca tecnica
Segnalo volentieri questa bella iniziativa, organizzata dall’Associazione Sindacale dei Notai della Lombardia:
Il diritto nell’età della tecnica
Sabato 7 marzo 2009 Ore 9.30 – 13.30
Centro Congressi Fondazione Cariplo, Via Romagnosi 8 – Milano
Intervengono tra gli altri, Umberto Galimberti, Pier Luigi Celli, Stefano Rodotà.
Qui l’invito con il programma completo.
Voce collettiva
“Cancellato” da cancello, sbarramento, ostacolo. Cassato con sfregi che ne deturpano l’immagine scritta, le tracce. Cancellato perché rimosso e perduto, dimenticabile, emendabile, inutile, debole. Cancellato dalla vista, spostato altrove, non-si-sa-dove. Meglio lontano, perché sia presto scordato. Depennato, annullato, eliminato.
Questa semantica appartiene faziosamente alla realtà. Poi c’è la narrazione e c’è Internet.
I molti che stanno perdendo il lavoro in questi mesi o vivono da anni condizioni instabili di lavoro se ne sono accorti. Stanno scrivendo, lasciando tracce di questo momento storico, con una narrazione collettiva che non ha precedenti e forse ancora non ce ne siamo accorti. L’esperimento che fu di Beppe Grillo e da cui nacque anche il libro “Schiavi moderni”, oggi è replicato da La Repubblica (500 post in due giorni!), dall’Unità e da molti blog collettivi, soprattutto legati ad ambienti universitari o di lavoratori del pubblico impiego.
È bello scoprire come la forza della Rete sia anche questa, legata alla volontà di rimettere in vita tracce e percorsi narrativi, riscrivendo una verità che soltanto con una voce collettiva può trovare la migliore esposizione. Storie cancellate nella presunzione che la singolarità di una vicenda personale si annacqui nel tempo, ritornano a galla e, per quanto conti, rimarranno a disposizione del confronto sociale, indicizzate sul Web finché qualche server non tirerà le cuoia.
Update: qui il commento di Luciano Gallino al diluvio di racconti comparsi su Repubblica.it.
Minima immoralia / 2
“In Italia ci sono tre categorie di senza lavoro: gli iperprotetti, i protetti e i derelitti.” (Nicola Rossi)
“Se l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, ecco perchè è una democrazia così precaria” (Anonimo, da “Perdere il Lavoro in Italia” Racconto n. 194)
“So che per fare un preventivo servirebbe un’adeguata descrizione del lavoro, ma non sono in grado di fornirti alcun dettaglio. Fammi lo stesso un preventivo per questi articoletti suvvia, poi vediamo…”. “Ok, cinquantamila euro!” (da una recente conversazione telefonica)
“Sei un co.co.pro., un assegnista, un dottorando, o peggio un consulente della Sapienza? Beh, allora non ci pensare nemmeno all’asilo sotto il tuo posto di lavoro! Anzi, non fare figli.” (Giulio Marini, via SA-LA).
Minima immoralia / 1
“Lo schiavo si affeziona. L’impiegato no“. (Banda Putiferio)
“È inutile rodersi il fegato per questi soldi che non percepisco dal cliente. Semplicemente perché non li avrei mai guadagnati“. (l’amico Lucio, chiosando Eric Fromm)
“L’immaginazione è più importante della conoscenza, diceva Einstein. Certo però che se non sai chi è…” (Ale)
“Tu lavora sodo. Che a lavorare à la coque ci pensa giù lui.. ” (un mio cliente, capo di un’agenzia di pubblicità, a due dipendenti)
Metterci la faccia

Forse l’ultima spiaggia, in un momento storico così caldo in cui il nostro Paese si è preso una vacanza dalla democrazia, il mondo del lavoro pare bruciare ogni certezza, la finanza ha preso fuoco e la politica è oramai lessa grazie a un’opposizione scottata da sconfitte cocenti e nuove nomine bollite…
…ecco forse l’unica via d’uscita è l’evasione, la risata dal profondo, l’impegno decostruito, la volontà di ricostruire partendo dalla metamorfosi, è la scelta di rendere palese come l’assurdo faccia parte della vita quotidiana, l’instabilità sia una regola, la facciata il tuo interlocutore principale.
Forse. Non saprei. Resta il fatto che questa copertina è comunque geniale.
[Flash Art, Mese di Febbraio-Marzo 2009]