Provincia al voto, la politica e il lavoro autonomo

La ReteVotare alle Provinciali di Milano il prossimo 6-7 giugno: la neonata Rete (questa guida in .PDF spiega chi raccoglie oggi questa associazione…) si è chiesta che cosa i politici potessero fare in concreto, prendendo impegni elettorarli davanti ai professionisti della conoscenza. Anzi lo ha chiesto direttamente ai politici, mercoledì scorso a Milano. Questa è una sintesi dell’evento.

Se vuoi dare il tuo voto consapevolmente sciroppati questo post, e ricorda: mentre i panettieri sono in Commissione Lavoro, i lavoratori autonomi se ne stanno beatamente fuori dalla porta della Provincia. Cortesemente però rivolgono domande, queste appunto. E si aspettano risposte, non soltanto oggi.

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Pillole di coworking

Segnalo ai liberi professionisti e ai lavoratori indipendenti l’articolo “Se il collega fa un altro lavoro. Professioni diverse, stesso ufficio: per risparmiare e allargare gli orizzonti” (.PDF), uscito domenica su La Stampa, dedicato al tema del coworking e realizzato da Valentina Avon che ringrazio per la gentile citazione di Humanitech.it.

Come racconta la giornalista, le iniziative di Coworking Project a Milano e di La Pillola a Bologna sono assolutamente da seguire…

Nate con la ruggine

Milano la grande Milano quando si mette a costruire lo fa senza risparmiare cemento. Nella zona ex Carlo Erba (a Nord vicino a P.za Maciachini) ha puntato invece sul vetro, forse per nasconderlo il cemento. Questi grandi colossi industriali ospiteranno le nuove sedi di Société Générale, Mont Blanc, Sorin Group e altre multinazionali. Sorin Group - Societe Generale - Mont Blanc

La cosa che stupisce di più è che dopo tanti sforzi di apparire meno ingombranti, leggeri come il silicio ed eleganti, hanno piazzato nel bel mezzo delle mastodontiche costruzioni delle imponenti strutture in ruggine. Sì, in ferro arrugginito. E non contenti ci hanno pure messo sopra il proprio logo. Poi spendono miliardi per la brand awareness.

Qualche dettaglio fotografico (clicca per ingrandire).
Sorin Group Societe Generale Mont Blanc

Manodopera a 5 euro a Milano

Altro che Bolkestein e concorrenza ai professionisti. Altro che dentisti della Croazia ecc. L’ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE sta producendo effetti devastanti per le fasce di lavoratori più basse, una questione che Belgio, Olanda e Germania hanno già sperimentato grazie all’ingresso della Polonia. Si veda l’inchiesta (.PDF) di Rita Querzé sul Corriere della Sera di oggi.

P.S. Il ministero Damiano aveva promosso un progetto sul tema dell’emersione che metteva insieme Paesi (Romania, Belgio, Italia ecc.) ed esperienze europee in materia di irregolarità transfrontaliere. Speriamo non vada perso il lavoro fatto.

Milano al femminile

Per gli amanti delle statistiche sul capoluogo lombardo, lascio in download l’ultimo Rapporto sul Lavoro nella città di Milano (file .PDF) curato da sindacati e Assolombarda. Due valori mi hanno impressionato: l’altissimo tasso di femminilizzazione del mercato (grafico A) e l’ampia diffusione in Italia (grafico B) di società controllate da imprese milanesi (pari al 43% del totale).

A – Tasso di occupazione femminile a Milano (2007)

Tasso di occupazione femminile a Milano

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Reddito minimo di cittadinanza

La follia imperversa. L’ultima genialata del sindaco di Milano (che vuole imitare i leghisti di Cittadella) pare essere quella di non volere concedere la residenza agli extracomunitari che non hanno un reddito minimo.

Ora il tema del reddito minimo di cittadinanza è una cosa seria. Non capisco come nessun politico (di sinistra, soprattutto) sollevi almeno due obiezioni: 1) è esattamente con termini inversi che va posta la questione: dovrebbe essere garantito a chi non lo ha, non tanto diventare condizione per essere cittadini; 2) se tiriamo in ballo il reddito minimo, allora dovremmo parlare anche di salari minimi nei contratti di lavoro. No?

P.S. A pensarci bene, comprendo come nessuno sollevi obiezioni. Nella comprensione comune, il welfare non è “dei cittadini”, bensì “dei lavoratori”. Questo modo di concepire le basi del problema è forse più radicato a sinistra che nella cultura discriminatoria dei sindaci leghisti e affini.

E’ vietato digiunare in spiaggia

Per quanto assurdo possa sembrare questo divieto venne realmente stabilito nel 1956 in un paesino della Sicilia dove Danilo Dolci, insieme a un migliaio di pescatori, diede vita a uno sciopero della fame. Sulla spiaggia protestarono contro la pesca di frodo, protetta dalla mafia.

Danilo Dolci

Oggi è anche il titolo di uno spettacolo teatrale messo in scena dal Teatro della Cooperativa, a Milano, che ripercorre la storia e le difficoltà di Danilo Dolci*, scrittore, pedagogo, sociologo e poeta, che dedicò la vita all’insegnamento, alla lotta non violenta contro la mafia e alla difesa dei diritti di cittadinanza, primo tra i quali il lavoro.

Il testo, leggero e moderno, scritto da Renato Sarti, tratta soprattutto della protesta contro la disoccupazione e la miseria e racconta la vicenda più controversa che portò al processo di Danilo Dolci: la realizzazione del primo “sciopero al contrario“. Invece di incrociare le braccia o assaltare qualche fabbrica, numerosi manifestanti, sotto al sua guida, decisero di protestare pacificamente, sistemando una vecchia strada. Lavorono per dimostrare di essere senza lavoro. Un colpo di genio, che mostra un’interessante modernità, ovvero la possibilità di fare notizia e creare opinione pubblica pacificamente da parte di chi non ha una precisa controparte nei confronti della quale potere esercitare il proprio diritto di sciopero (si pensi oggi ai lavoratori autonomi, ai disoccupati, ai precari..).

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