Pillole da leggere nel w-e

Qualche post che trovo interessante, sempre sul tema del lavoro e del mondo freelance, giornalismo e diritto del lavoro ecc.:

Carta, zappa e forbice

Crisi, come reagire? Dichiara l’economista Giulio Sapelli:

Rilanciando il sistema manifatturiero, incentivando la formazione tecnico-professionale e rivalutando il lavoro agricolo e operaio. Si è dato troppo spazio a cose effimere come la comunicazione e l'”economia della conoscenza”, è ora di investire nei settori che possono davvero rilanciare il Paese.

(Fonte:  Le IDEE del Sole 24 Ore)

Algoritmi che annullano la qualità del lavoro

Sempre in tema di Jackpot Economy, ma scritto partendo da un altro punto di vista, quello degli algoritmi di ricerca dei contenuti web, dietro ai quali – guarda a caso – c’è del lavoro:

“Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100  scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono  altre 1.000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog,  tutte fatte senza lavoro. Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti a 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1.000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce.”

(via Luca Lani, “Fast Food Content“)

Esemplare spiegazione di come lieviti in poco tempo il jackpot. Ma la causa di questo livellamento sta nell’algoritmo che non distingue la fonte originale e che non può essere migliorato o piuttosto nel volere non suddividere la remunerazione dei profitti generati, ovvero dalla sensazione di poter mettere le mani da soli sul jackpot?

Letture per graphic designer

Mentre in Italia fai fatica a trovare anche soltanto un titolo degno di nota sul lavoro dei freelance e se ne proponi uno a una casa editrice ti dice “interessante”, ma poi pubblica le solite stronzate su come mandare a cagare il capo di qualcuno (non certo il tuo), nel variegato mondo anglosassone e americano, dove il mondo degli indipendent worker gode di un rispetto decisamente più elevato, si trovano addirittura libri per nicchie di freelance. Segnalo questa lista dei migliori libri per graphic designer, compilata da FreelanceSwitch, ad amici creativi e grafici.

Il prezzo pagato dai talenti

Letture interessanti per professionisti autonomi, freelance, lavoratori indipendenti. Da blog made in USA:

  • “On the Digital Labor Question” di Andrew Ross, pubblicato su Where We Are Now.  Articolo importante, direi quasi fondante, per una critica del lavoro digitale, un segmento oggi terra di conquista del lavoro autonomo e freelance, ma che offre anche condizioni terribili, da affrontare con molta molta attenzione. Scrive l’autore degli indipendent workers: “many of whom were the first to fall into the deep hole of the current recession..“. Il cuore dell’articolo ruota intorno al prezzo pagato oggi dai talenti, in particolare nell’ambito del settore del publishing. Da leggere;
  • Sul problema della protezione delle opere dell’ingegno dei freelancers, dove si ricorda che “Freelancers Should Adopt the Creative Commons License as Their Copyright”, si può leggere invece “To Share or Not to Share, That is the Question“, pubblicato sul blog FreelanceSwitch.com.

Reverse job training

Ovvero di come imparare dagli errori. Interessante tentativo di Web Worker Daily di raccogliere nella rubrica dei “Consigli dalla trincea” alcune brevi storie individuali di freelance che hanno sbagliato qualcosa nella loro attività e raccontano perché, citando anche piccole pillole di saggezza per chi lavoroa da solo, come, per esempio: “Non tagliare mai i ponti e relazioni“; “Non attendere troppo di conoscere le istruzioni” ecc. Ricordando Thomas Edison, non si tratta di fallire, ma di incappare in strade, pensare idee, impiegare strumenti che non funzionano e vale la pena di raccontare anche queste di storie.

Minima immoralia / 6

L’ultima e-mail di un mio ex cliente. Un committente che seguivo da cinque anni e che un giorno, senza preavviso, con effetto immediato, ha deciso di non avere più bisogno delle mie attività di consulenza per la gestione esterna dell’ufficio stampa, un’attività che in questi anni ha fruttato oltre 500 articoli sulla stampa nazionale, passaggi a Ballarò e una copertina di Panorama.

 

Ciao Dario,

mi dispiace per la tua dipartita, mi sono trovato bene a lavorare con te e spero che comunque ci si possa sentire in futuro per qualsiasi cosa.

Ho bisogno di un piacere, potresti inviarmi una rubrica di tutti gli indirizzi di giornali e giornalisti che hanno pubblicato per [nome azienda]?

Ti ringrazio.
[Firma]

Un fulmine in ufficio

Pensato “per chi al lavoro ha dato tutto ricevendo in cambio soltanto un’ernia iatale da stress…” nasce ZZZOT, sitcom online e sito Web a cura di Newton Management Innovation, società di consulenza e formazione manageriale del Gruppo 24 ORE. Un interessante tentativo di fare comunicazione virale prendendo in giro la vita d’ufficio. Girato e interpretato così così, ma scritto benino.