Scacco matto

Il Settimo sigillo - Ingmar BergmanFu il primo regista che mi convinse a leggere le sue sceneggiature perché quello che mostrava trascendeva sempre la mera narrazione filmica. Ed era folle, diverso, inquietante. Mi innamorai presto dei suoi film ed è stato una pietra miliare della mia formazione.

Il film più apprezzato: Come in uno specchio. Difficile e intenso. Il Posto delle fragole quello che ho visto di più negli anni del liceo, complice la morte, Bibi Anderson e Max Von Sydow che diventarono per me, insieme a Liv Ullman, maschere di nuove tragedie greche al tempo del XX secolo. E ancora, Fanny e Alexander, Il Settimo sigillo, Sussurri e grida. La memoria, l’ineluttabile, la psicoanalisi. Imparai presto le prime battute di Max Von Sydow, guardando e riguardando quell’inizio surreale, magmatico, perfetto:

– Chi sei?
– Sono la morte.
– Che cosa vuoi?
– Sono venuto a prenderti!

Grazie Ingmar Bergman.

Nostalgia da ufficio

Temi leggeri, ogni tanto. Soprattutto in dirittura d’arrivo per le ferie. Se poi non partite, beh, godetevi ugualmente questi video che hanno la capacità di far passare all’istante la nostalgia da ufficio, quell’amara sensazione di avere sbagliato a lasciare il lavoro in estate e che potrebbe venirvi sotto l’ombrellone, quando sarete circondati da 100mila vacanzieri assatanati di relax.

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L’importanza del nome

Il Governo in questi giorni sta mettendo mano alla normativa che regola il mercato del lavoro. E’ cosa nota e torneremo più avanti sui dettagli. [Se vi interessa la fonte originale del documento presentato alle parti sociali: “Protocollo su crescita, lavoro e competitività. Per l’equità e la crescita sostenibili“. Una versione, in un file digitale più decente, si trova qui].

Ma come chiamare questo pacchetto? Riforma Damiano? Pacchetto Prodi? Manovra 2007? Oggi i giornali la definiscono genericamente “Riforma del Welfare” (è curioso che il nome più naturale sia quello di un ex Ministero spacchettato, a riprova che la ripartizione non è poi così utile nei momenti di sintesi). Un nome migliore per ora non si trova, anche se credo sarà necessario.

La Legge Biagi è la Legge Biagi, per esempio. E questo aiuta a capire quali siano i benefici e le problematiche che con il tempo si sono generate. Un nome identifica chiaramente chi ha definito l’imprinting di determinate manovre legislative. Già, ma chi è oggi? Senza nome e senza padri, le grandi Riforme zoppicano.

Mi piacerebbe che qualcuno si assumesse la responsabilità di questo blocco di modifiche. Come per il Decreto Bersani. O come fanno gli americani per gli uragani. Per Katrina, Andrew o Charley (che ho schivato per un pelo nel 2004). Pensate che negli Usa stabiliscono addirittura una lista di nomi da usare per gli uragani ancora non arrivati. Per classificarli ovviamente, ma anche perché così è più facile ricordarsi in futuro degli effetti prodotti.

Focus sulle relazioni industriali in Italia

Oggi OD&M Consulting ha rilasciato la prima survey sulle Relazioni Industriali 2007 in Italia. Ne parla in maniera estesa Walter Passerini sul Sole 24 Ore con l’articolo “Nelle vertenze d’azienda in testa soldi, orari e salute” (file .PDF). In un’intervista a margine a Bruno Manghi (Cisl) si legge: “Il sindacato oggi è il monopolista della terza età. [..] dipende spesso dalle crisi e dalle ristrutturazioni, di cui è lo specialista, e dalla presenza di un imprenditore illuminato, che lo sa coinvolgere nella soluzione di problemi. Il sindacato intelligente è quello che sa cogliere le occasioni.

Di seguito qualche dato tratto dalla survey “Relazioni Industriali” che mostra la diffusione del sindacato e il grado di coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d’impresa. Le risposte sono fornite da responsabili di 175 aziende di ogni dimensione e settore.
Livello sindacalizzazione e presenza RSU
Il coinvolgimento nelle decisioni d’impresa
In arancione le decisioni strategiche, in giallo quelle tattiche e azzurro quelle di breve periodo.

Grande Impresa Media Impresa Piccola Impresa
[Passa con il mouse sui tre bottoni per cambiare i valori della  Tabella]

Il coinvolgimento delle RSU nelle decisioni d'impresa

[Fonte: OD&M Consulting – Relazioni Industriali, 2007]

Unconference per professionisti

Qualche giorno fa si è tenuta a Minneapolis la prima unconference per selezionatori professionali. Denominata “Recruiting Un-Conference – Intergenerational Recruiting” è finora unica nel suo genere perché rivolta principalmente a un pubblico di specialisti.

Si è discusso di “intergenerational recruiting”, di best practice nell’ambito del social networking e dell’uso dei blog per il recruiting e per l’employer branding.

Non mi dispiacerebbe vedere anche in Italia professionisti o meglio ancora piccoli imprenditori, giovani o lavoratori autonomi con alta specializzazione (in comunicazione, design, consulenza in direzione d’impresa ecc.) muoversi in questa direzione.

Lavoro, una fotografia sul 2006

Chi legge Humanitech sa che questo blog ha anche una funzione di servizio essendo talvolta una specie di deposito di documenti e informazioni sul lavoro. A me serve spesso per tenere traccia di articoli, ricerche e cazzabubbole. In quest’ottica vi propongo un po’ di materiale che parla del 2006 (in vista dei prossimi ragionamenti sulle modifiche della Legge Biagi), documenti “estesi” che un giornalista

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I padroni del sindacato (dei giornalisti)

Una volta i sindacati si contrapponevano ai padroni, oggi si misurano anche e soprattutto con le minoranze sindacali e quelle nuove classi di lavoratori, prive di rappresentanza ufficiale, che ne mettono in luce l’obsoleta incapacità di trasferire le necessità reali sui tavoli della concertazione. Chi legge questo blog sa che non amo la spudorata parzialità con cui CGIL, CISL e UIL proteggono i propri iscritti, anche se ritengo irrinunciabile dialogo, rappresentanza e delega. Qualcosa, però, non va. In ordine soprattutto alle marginalità del mercato, sempre più marcate.

La vicenda dell’Organismo di base dei sindacati dei giornalisti, che avrebbe tutelato i freelance, la dice lunga sullo sfascio di un sistema che mira più alla conservazione del potere che alla rappresentanza. Ciò che è accaduto è indecente: è difficile giustificare come una (oramai) maggioranza di lavoratori di un settore non sia rappresentato. E’ antidemocratico e folle.

Questa malattia porterà alla cancrena le relazioni industriali e incomincia già oggi ad allontanare le giovani generazioni dalle stanze ammuffite dei sindacati. Condivido perciò la dura accusa di Senza Bavaglio alla combriccola di Serventi Longhi e dei suoi Abacuc regionali. Così si conclude la denuncia, che consiglio di leggere:

Un sindacato così rischia di non andare da nessuna parte e deve immediatamente capire che se non si trasforma radicalmente, cambiando funzioni, metodi, e comportamenti – affiancando al tradizionale ruolo da antagonista nuovi ed efficaci compiti da protagonista – e non ultimo liberandosi della zavorra, è destinato a celebrare il suo funerale.