Un Festival per digital addicted

Cantieri Digitali

Lo organizzano quelli di More Then Zero a Milano. Appuntamento il 18 giugno. Qui tutti i dettagli sul Cross Media Festival 2009 in Triennale.

Update. Mi sia consentito aggiungere in coda che in questi giorni è in corso anche il Warm Up dell’hackmeeting di Milano (dove, il 20 giugno, si parlerà anche di IT Jobs, ovvero di “diritti e forme di lotta del terzo millennio”…).

Non sparate sul creativo

Così Hubert Jaoui di GIMCA (il cui sito, diciamo, fa schifo, altro che creatività!) nell’intervista concessa a Walter Passerini su Italia Oggi dal titolo “Troppe aziende uccidono i creativi” (.PDF):

“[…] L’innovazione viene dalle minoranze, da piccoli gruppi, che si prendono dei rischi, compreso quello di non essere capiti […]”

Messaggio: non sparate sui creativi. Troppe aziende lo fanno. E la tua?

Promettere la fortuna

Striscia la NotiziaLavora gratis alle idee per rifare il sito della trasmissione di Antonio Ricci. Dai, forza, che aspetti? Se sei uno studente talentuoso, esperto di Web design, e non vedi l’ora di regalare il tuo lavoro al fortunato programma che incassa miliardi dalla pubblicità, fatti avanti. Non avrai nessuna retribuzione in cambio, anche se vinci, ma in fondo che vuoi di più? Non perdere l’occasione, perché la fila per partecipare alla trasmissione Rai Affari Tuoi per aprire pacchi che ti cambieranno la vita è assai lunga e i Gratta e Vinci ora costano 3 euro.

ABC dell’employer branding

Un video di Think Communication sul tema. A parte la definizione sbagliata di “talento” fornita da Stefano Epifani (ma parzialmente recuperata da Luigi Mazzotta di Poste Italiane che tra le righe parla di performance e potenziale..), il resto del documento è una sintesi semplice semplice di che cosa vogliano dire questa parolaccia e altri termini inglesi.

Tigri, telescopi e salario

Massimo Gramellini su La Stampa di ieri.

Questa è la storia più avvincente del mondo. Dieci ricercatori italiani hanno realizzato un telescopio rivoluzionario che la Nasa manderà in orbita mercoledì prossimo da Cape Canaveral. A Houston lo chiamano Tiger Team, Squadra della Tigre: ragazze e ragazzi intorno ai 30 anni, laureati a Pisa in Fisica nucleare. Giovani, ottimisti, consapevoli di aver scelto un mestiere stupendo e di esportare la faccia sorridente dell’Italia. Il loro stipendio? 950 euro al mese. Questa è la storia più avvilente del mondo. Un mondo dove un fisico nucleare che realizza telescopi per la Nasa guadagna 950 euro al mese, mentre quel manager telefonico che parlava per frasi fatte confondendo Waterloo con Austerlitz ne prende cento volte tanto. Il problema contro cui si sta inchiodando il liberismo è che non collega il salario al talento e all’impegno del lavoratore, ma alla commerciabilità del prodotto. E’ giusto che i compensi li faccia il mercato. Ma in questo mercato senza regole prevalgono sempre le pulsioni più basse: sesso, calcio, tv, cellulari. Il fisico dei telescopi guadagna cento volte meno del manager dei telefonini o del centravanti della Nazionale perché voi e io usiamo i telefonini e guardiamo le partite della Nazionale, mentre dei telescopi non sappiamo che farcene. Il giorno in cui quegli aggeggi servissero a scovare petrolio nel sistema solare o a rintracciare terzini sperduti nelle galassie, immediatamente il loro valore di mercato si impennerebbe, trascinando al rialzo anche lo stipendio del Tiger Team. Torno a leggere le notizie di calciomercato sul telefonino, ma mi sento un verme.”

P.S. Chissà quanto pagano a La Stampa un buon giovane collaboratore…

Avatar e talento

Sì, beh, l’hanno già linkato in molti, ma vale la pena di dare un’ulteriore segnalazione alla bella storia di Simone Brunozzi, oggi Technology Evangelist per Amazon in Europa, che per trovare questo lavoro si è presentato a uno stand virtuale su Second Life e poi…

Nel suo racconto “Come sono stato assunto da Amazon” c’è spazio anche per alcuni consigli, come questo, per esempio:

Quando cerchi un lavoro, o una donna, o degli amici, è meglio focalizzarsi su poche opportunità, e dare loro il massimo, piuttosto che disperdere le tue energie su tutto quello che ti passa davanti ogni giorno.

Talento da svendere

Talento da svendereEsce oggi il libro di Irene Tinagli “Talento da svendere” (Einaudi, 14,5 euro).

Lo attendevo, suggeritomi da qualche tempo anche dall’amica Loredana. Scrive così Michele Smargiassi, oggi, su Repubblica.it in merito al genio italico:

“Poveri ma geniali? Ma dove? A che serve il genio, quand’anche l’avessero nel Dna, ai 48 italiani su cento che non sanno usare Internet, alla spaventosa maggioranza che non sa neanche una lingua straniera, alla quasi totalità che non sa cosa succede nel mondo? Dove starebbe questo genio, poi, che nomi ha? Rubbia, Levi Montalcini, Dulbecco, i nostri premi Nobel, che poi hanno tutti studiato e lavorato all’estero? “Michelangelo diventò un grande artista perché aveva un muro da affrescare, e io in Italia non avevo un muro”, così, amaro, Riccardo Giacconi, premio Nobel 2002 per la Fisica, italiano all’anagrafe, americano per obbligo“.

E penso a tre miei amici d’infanzia, forse i più talentuosi che abbia conosciuto. Max vive a Oklahoma City, è urologo, Alberto a San José, fa il ricercatore a Stanford, e Simone vive a Stoccolma, progetta aerei senza pilota per conto della Saab. Ci sono poi Marco a Lisbona, Erica e Cristiano a Parigi, Tommaso a Colonia. Miei coetanei, alcuni hanno famiglia e figli all’estero. Persone che stimo e vorrei fossero qui, in Italia, a portare valore. A camminare sulla fune.