Banche dati sul lavoro

Attivate da qualche mese, segnalo le quattro nuove banche dati sul lavoro realizzate da Italia Lavoro. Un insieme di servizi online che Valentina Caracciolo, sul newsmagazine dell’Ente definisce “rivolti a chi deve muoversi nel mercato del lavoro per analizzarlo, per capirlo e per progettarlo e progettarne le politiche avendo a disposizione un quadro chiaro dell’esistente, ma anche del meglio già realizzato in fatto di servizi per il lavoro“. 

Il punto di accesso principale è Documenta, che raccoglie 8.000 documenti di 12 tipologie (normativa europea, nazionale, regionale ecc.) per 34 tematiche diverse (agricoltura, sostegno alle imprese, sommerso ecc.). In Buone Prassi, invece, si possono leggere (per ora) 200 casi di studio. Ci sono poi Normalavoro e Monitor (che raccoglie statistiche e bollettini ufficiali).

La scalata di InfoJobs Italia

Numeri impressionanti quelli snocciolati ieri da InfoJobs Italia, che in soli due anni ha raggiunto il milione di candidati registrati e di 23mila aziende utenti con una media di 55mila nuovi Cv e 20mila nuove offerte di lavoro al mese. Stando ai dati Nielsen//Net Ratings (Cfr. tabella), ha superato anche Monster.it per unique users mensili. A febbraio 2007, sulla base delle rilevazioni di Google Analytics, ha registrato quasi 40 milioni di page views, 4 milioni di visite e 1,5 milioni di utenti unici.

Unique Users - Monster.it VS Infojobs
[Fonte: Nielsen//NetRatings – Unique users: utenze domestiche e aziendali]
All’evidente forza in termini di traffico e utenza

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Storie di digital workstyle

Ogni tanto mi scrive qualcuno in relazione al libro Liberi Professionisti Digitali (Apogeo, 2006) per raccontarmi la sua esperienza e le difficoltà che incontra. Vi riporto soltanto un paio di esempi perché a mio avviso sono incoraggianti per chi cerca strade alternative o vuole migliorare la propria attività quando per esempio accade di sentirsi abbandonati dalla stessa categoria professionale a cui si appartiene.

I caso: un avvocato

Sono avvocato, lavoro in proprio da poco più di un paio d’anni, con pochi mezzi (computer, cellulare, agenda, oltre alla testa, al cuore, inteso come passione, e alle gambe per salire e scendere dalle scale del Tribunale). È la prima volta che leggo suggerimenti concreti, messaggi incoraggianti, parole di buon senso. Una boccata d’aria buona in mezzo a tanto fumo (e niente arrosto) che ci viene quotidianamente propinato, ahimé anche da chi ci rappresenta ai vertici del nostro Ordine professionale e che, a ben vedere, si sciacqua la bocca con la parola “deontologia” ma assai poco fa per darci strumenti per lavorare.”
[Lettera firmata]

II caso: un broker finanziario, passato dal lavoro dipendente a quello autonomo

Questa avventura è iniziata dopo tanti studi e preparativi nel tempo che mi rimaneva a disposizione. Lavoro da casa quando voglio con i miei quattro computer e nove monitor collegati via telefonica in banda larga e satellitare con dei fornitori di dati in real time. Non le nascondo la soddisfazione per questo tipo di attività che al momento sembra funzionare. Inoltre, non sono legato da orari fissi o periodi limitati di ferie. Per la prima volta, assaporo cosa vuol dire lavorare da soli senza capi che ti controllano e senza colleghi di ufficio che ti stressano… In certe giornate c’è veramente la possibilità di guadagnare con un solo contratto quanto guadagnavo in un mese. Da questa esperienza mi è nata una nuova idea su cui lavorare in parallelo nei tempi morti il sabato: aprire una Partita Iva per vendere un 90% (l’altro 10% è un mio segreto) della mia metodologia in corsi e seminari. Mi sto adoperando per costruire un mio sito Web, pubblicità, distribuzione di depliant, presentazione multimediale dei corsi, commercialista e tutto il resto che serve ad avviare un’attività. Le ho scritto per confermare come può cambiare la propria vita grazie alle nuove tecnologie se ben usate.
[Lettera firmata]

Net head hunting

I manager si cacciano anche via Web, lo scrive il Sole 24 Ore oggi (l’articolo è in questo link). Come prevedibile Internet è usato per trovare informazioni sulle persone. L’autore del pezzo, Cristina Casadei, che ama tingere di rosa i temi legati al management, non distingue però correttamante tra chat e forum.

Come fanno gli amici di Monster.it a “intrufolarsi” nelle chat aziendali, che prevalentemente oggi sono basate su instant messanger?

Credo che al contrario, siano invece i newsgroup e i blog (e i commenti interni) le fonti più utili e accreditate per farsi un’idea delle conoscenze espresse da qualcuno e delle competenze maturate, oltre ovviamente alla pubblicazione di materiale scientifico, atti di convegni e interventi ufficiali e non ufficiali su materie specifiche in spazi pubblici di discussione online.

Dal Web alla carta al Web

Giornale di BresciaCuriosa e anomala (rispetto alle logiche classiche del mercato pubblicitario) iniziativa del Giornale di Brescia che è uscito oggi in edicola con quattro pagine di annunci di lavoro tratti dalla Borsa del Lavoro della Lombardia, servizio pubblico, libero e gratuito. In altre parole ha preso gli annunci Web relativi alle offerte per la Provincia di Brescia e messi su carta. Per rispondere si deve accedere alla Borsa Lavoro, visto che l’unico riferimento è www.borsalavorolombardia.net.

Immagino che il ragionamento dell’editore sia stato: visto che la maggior parte delle persone è cyber-ignorante tanto vale rippubblicare su carta così i lettori trovano più annunci e sale il numero delle vendite e sale anche l’attenzione degli inserzionisti che vedono ricchi spazi di offerte (come si dice: “Piatto ricco, mi ci ficco!”).

P.S. Borsa Lavoro Lombardia è al corrente di questa operazione? E cosa accadrà quando gli inserzionisti si accorgeranno che pubblicare online annunci sulla Borsa Lavoro è gratuito?

Comunicazione video, Web e lavoro

L’abbinamento funziona. Il tema del lavoro si sposa bene con Internet quando la materia è trattata per via visiva, là dove la conversazione o la forza dell’intervento sono ben studiate. Mi riferisco all’appuntamento di ieri di Repubblica.it TV, dal titolo “Le faremo sapere“, dedicato alla selezione dei giovani e ai colloqui di lavoro, che ha saputo dosare comunicazione, informazione e dibattito anche scherzoso su temi di attualità. È un buon compromesso, che se rinforzato da articoli di approfondimento e blog, può ben funzionare come modello e media mix per conversare di lavoro via Web.

Ma c’è anche il fronte personale, oltre a quello delle testate giornalistiche, che sta emergendo, quello fatto dai contributi individuali. Non è da meno e su questo tornerò anche in futuro. Basti dire che su Google Video i documenti che risultano dalla ricerca con chiave “Lavoro” sono circa 1.300. Su YouTube il tag “precario” identifica un centinaio di video.

Nascono autori e ne segnalo uno su tutti. Da qualche tempo seguo i post di Paolo Ares Morelli, che definire un pazzo scatenato è poco. Dice di essere un comico, ma non disdegna un vero lavoro come avvocato. La sua ultima “puntata” sui precari è E Dio creò il precario! ma non è male neanche questo pezzo sul mercato del lavoro. O beh, la qualità del video non è il massimo, ma è interessante l’idea di proporsi come autore via YouTube.