E’ uscito sul più recente numero di “Alfabeta2” (il n° 9) una parte del testo Vita da freelance concessa da autori ed editore alla testata di Nanni Balestini, Umberto Eco & Co. Sotto forma di articolo è stato ripubblicato online anche sul sito di Alfabeta2 con il titolo “Mettersi di traverso. Per una critica del biocapitalismo contemporaneo“.

Se vi interessa, lo riporto anche qui di seguito:
Mettersi di traverso. Per una critica del biocapitalismo contemporaneo
di Sergio Bologna e Dario Banfi
Tutti i sistemi totalizzanti tendono a ridurre l’umanità a un insieme di corpi senz’anima, senza personalità, il capitalismo per primo e il biocapitalismo quasi ci riesce (1). Il problema sta nel rifiuto di subire, di sottomettersi, è l’eterno problema della libertà dell’individuo, qui sta il senso del discorso sulla coalizione. Ma la libertà non è scindibile dalla conoscenza e pertanto l’affermazione che l’informatica ha creato una diversa epistemologia significa che ha modificato i parametri del processo conoscitivo liberandolo in parte dalla dipendenza dell’insegnamento, del lavaggio del cervello, e dalla dipendenza dei procacciatori/manipolatori d’informazioni, aprendo lo spazio a una, seppur parziale e in permanente tensione, autonomia dell’individuo. Parlando il linguaggio dei simboli ha ridotto lo scarto tra la parola e i suoi effetti, il gesto e i suoi riflessi. Ha abbassato la statura dell’autorità, le ha tolto il piedestallo, contribuendo in questo senso alla de-professionalizzazione.
Ai tempi del Liceo feci una cosa piuttosto strana, andai al Conservatorio di Milano a cercare lo spartito della prima sinfonia di 

