Inizia oggi a Roma Vivere di Cultura, bella iniziativa ospitata negli spazi dell’Auditorium, per riflettere – come scrive Lucea Reitano – sul “tema del lavoro (e dei lavoratori) culturale nel suo insieme“. Se vedi il programma, un piccolo spazio per dire la mia ce l’ho anch’io domani sera (h.18.30). Che cosa dici, ci vediamo?
Parole-Visioni
Anniversari misteriosi
In macchina con mia figlia di quattro anni e mezzo. Osserva attentamente la strada e poi…
Papà…
Dimmi.
Vabbè che l’Italia ha compiuto così tanti anni, ma quanto dura questa festa?
Che figura, non non ne ho idea.
E’ un anniversario importante, ma esattamente fino a quando dureranno i festeggiamenti non lo so, perché?
Per le bandiere… guarda quante sono!
Ha ragione sono perfino fastidiose, tantissime, alle finestre dei palazzi sulla circonvallazione.
Per esempio là, guarda…;
Ma quella è una scuola, ha una bandiera perché è un edificio pubblico!
Che cosa vuol dire ‘pubblico’?
Nah. Merda, come me la cavo? Non posso parlare di Stato e roba simile a una bimba di quattro anni.
Sono quei luoghi dove possono andare tutti, non sono soltanto tuoi o di qualcuno, ma di tutti…;
Ah… ho capito, come il mio asilo, il Grimm…;
Ho una figlia ‘genio’.
Esatto. Oppure il Comune, l’Ospedale…;
Ah ecco, e quella?
Quella cosa?
Quella Chiesa, perché non ha la bandiera d’Italia?
Mi è toccato cambiare discorso, le ho dato il Blackberry per giocare.
Noi mica eravamo così maledettamente perspicaci una volta…
Libertà e capitalismo
La recensione di Lelio Demichelis a Vita da freelance e altri libri. La peggiore finora letta (avrà più che sfogliato il libro?), uscita sull’inserto “Tutto Libri” della Stampa, il 4 giugno 2011. Qui la pagina in .PDF.

Si chiama libertà ma è capitalismo
di Lelio Demichelis
«I confini della libertà economica»: è questo il tema – intrigante e ambivalente – del Festival dell’Economia di Trento che si chiude domani. Dove la parola-chiave sembra appunto «confini» (fisici, etici, culturali): importante ieri ma ancor più oggi, dopo quest’ultima crisi (ancora in corso) provocata da una corrotta idea di libertà economica che ha aperto le porte alla speculazione e ai disastri attuali. Portando allo stesso tempo il capitalismo a conquistare un’egemonia (in senso gramsciano) ormai globale. E apparentemente inattaccabile. Ma cos’è questo neoliberismo imperante da trent’anni? Il termine – e seguiamo l’analisi critica dell’inglese David Harvey in L’enigma del capitale – si riferisce «ad un progetto di classe mascherato da una buona dose di retorica sulle libertà individuali, responsabilità personale e virtù della privatizzazione, del libero mercato e del libero scambio», progetto che ha legittimato politiche «mirate a ristabilire e a consolidare il potere della classe capitalista».
Appuntamento per freelance (e non solo) a Torino
Vita da freelance
I lavoratori della conoscenza e il loro futuro
6 GIUGNO 2011 / ORE 16.30-18.30
c/o FONDAZIONE EINAUDI – VIA PRINCIPE AMEDEO 34 TORINO
A due anni di distanza dalla ricerca sui Lavoratori della conoscenza a Torino, che ha tratteggiato il profilo, il rapporto con il contesto urbano e gli specifici problemi di rappresentanza di questo nuovo ceto di professionisti, che operano a vario titolo nei processi di elaborazione, organizzazione e diffusione del sapere, Torino Internazionale e Torino Nord Ovest riprendono con l’appuntamento di oggi il filo del discorso. L’occasione è data dalla recente pubblicazione del libro Vita da freelance di Sergio Bologna e Dario Banfi, protagonisti di due differenti generazioni di freelance, che affronta il tema di come anche l’universo del lavoro indipendente postfordista si trovi in una fase di profonda trasformazione. L’individualismo del lavoratore indipendente, infatti, sembra stemperarsi in una nuova spinta all’associazionismo, alla coalizione, alla community, e al confronto diretto con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative.
Tutti elementi di un’inedita ricerca di riconoscimento del loro ruolo, operata da questi lavoratori, nell’economia della conoscenza.
NE PARLANO CON GLI AUTORI
Salvatore Cominu
Angelo Pichierri
INTRODUCE Giuseppe Berta
Scarica l’invito (.PDF)
Indipendenti uniti al lavoro
“Un libro che scava nel mito, nella retorica e nell’ideologia, nella genesi stessa della nostra attuale forma di lavoro“. Così Aldo Bonomi definisce oggi su Nova il libro scritto insieme a Sergio Bologna, Vita da freelance.
“Non è un libro da happy hour, da professionisti rampanti e di successo. E’ un libro da leggere nella solitudine dell’ufficio-casa […] un manuale-racconto del come negoziare senso e reddito“, che, come coglie opportunamente Bonomi, si sposa con una speranza, quella di trovare nuovi ‘magneti’, forme di aggregazione e coalizione, luoghi, letture, associazioni come la Triennale, come Nova o ACTA, che sappiano raccogliere e dare forma alle istanze emergenti del lavoro autonomo e della società che viene.
Per leggere la recensione fai un click sull’immagine qui sopra.
Che cos’è il Quinto Stato
Un’altra bella (e generosa) recensione di Vita da freelance (Feltrinelli, 2011) da parte di Elisabetta Amborosi pubblicata ieri su Europa Quotidiano.
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Che cos’è il Quinto Stato
Elisabetta Ambrosi , Europa, 31 maggio 2001, pagine Libri
Dove va il lavoro autonomo in un’analisi culturale di Bologna e Banfi
Vita da freelance, confronto in Bocconi con Cacciari e Perulli
Dopo la bella discussione di ieri in Triennale con Aldo Bonomi e Sergio Bologna, si ripresenta oggi (1 giugno) l’occasione per parlare di Vita da freelance. A confrontarsi saranno Massimo Cacciari, Adalberto Perulli, Franco Amatori.
Passa a trovarci, siamo in aula 302 dell’Università Bocconi di Milano. Inizio ore 17.00.

Il professionismo anche senza la P maiuscola
In attesa dell’incontro in Università Bocconi dedicato al libro, vi segnalo qualche nuova recensione di Vita da freelance. Un grazie davvero agli autori!
- I solitari della consulenza aziendale Iriospark, 5 maggio 2011
- Universo freelance, i lavoratori della conoscenza di Fabio savelli, Generazione Pro Pro, Corriere.it, 18 maggio 2011
- Vita da freelance. Come sopravvivere all’incubo di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair, 24 maggio 2011
Riporto di seguito la bella lettura di Elisabetta Ambrosi, forse una delle più aderenti al senso del testo finora pubblicate, che trovate anche sul sito di Vanityfair.it:
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Vita da freelance. Come sopravvivere all’incubo
Lo racconta un libro scritto da Sergio Bologna e Dario Banfi per Feltrinelli. La Bibbia dei lavoratori autonomi di seconda generazione
di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair
Home-Office Hell: così la redattrice di un webmagazine americano dedicato ai professionisti indipendenti raccontava ironicamente il rischio, per chi lavora in proprio, di vedere la propria casa trasformarsi in un girone dantesco.
Rimboccarsi le maniche come freelance
Sergio Bologna, coautore del saggio Vita da freelance, parla del nostro libro, ospite di Rai3 nella puntata di Apprescindere dedicata a come rimboccarsi le maniche in un’Italia sempre più problematica sul fronte del mercato del lavoro.
L’intervista a Sergio inizia al minuto 37′ e 05”.

