Nate con la ruggine

Milano la grande Milano quando si mette a costruire lo fa senza risparmiare cemento. Nella zona ex Carlo Erba (a Nord vicino a P.za Maciachini) ha puntato invece sul vetro, forse per nasconderlo il cemento. Questi grandi colossi industriali ospiteranno le nuove sedi di Société Générale, Mont Blanc, Sorin Group e altre multinazionali. Sorin Group - Societe Generale - Mont Blanc

La cosa che stupisce di più è che dopo tanti sforzi di apparire meno ingombranti, leggeri come il silicio ed eleganti, hanno piazzato nel bel mezzo delle mastodontiche costruzioni delle imponenti strutture in ruggine. Sì, in ferro arrugginito. E non contenti ci hanno pure messo sopra il proprio logo. Poi spendono miliardi per la brand awareness.

Qualche dettaglio fotografico (clicca per ingrandire).
Sorin Group Societe Generale Mont Blanc

Questioni di lingua

[Due brevi]

1. Perché nessuno fa notare che il contrario di precario non è flessibile, ma stabile?

2. Se l’accordo Alitalia dovesse andare in porto, con i tagli al costo del lavoro previsti da CAI, con la messa in cassa integrazione per 7 anni (!) di 7.000 persone e questa cordata pagasse veramente il prezzo di 400 milioni di euro l’operazione, propongo di chiamare i promotori del salvataggio non più imprenditori, ma semplicemente prenditori.

Il giusto peso dell’infortunio

[La mia avventura nel mondo delle ristrutturazioni edilizie non è terminata. Per “vendicarmi” delle assurdità che mi tocca subire (il prossimo post offrirà maggiori prove…), beccatevi questo gustosto intermezzo firmato D. F. Wallace – a mio modesto avviso uno dei massimi scrittori viventi, geniale, surreale e provocante, un mix tra James Joyce e Chuck Palaniunk  – che riproduce una finta e-mail di un lavoratore edile, o come diremmo in Italia, di una “ditta individuale” del settore dell’Edilizia]

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DALLA E-MAIL INTERNA CAH-NNE22-3575634-22
DEL SISTEMA INTERLACE, QUARTIER GENERALE
DELLA SEZIONE RECLAMI DELLA STATE FARM
INSURANCE COMPANY, INC., DI BLOOMINGTON
IL GIORNO 26 GIUGNO DELL’ANNO
DEI PRODOTTI CASEARI DAL CUORE DELL’AMERICA

Dwayne R. Glynn
176 N. Faneuil Blvd.
Stoneham, Mass. 021808754/4
21 giugno, ADPCDCDA

Sezione Accertamento Incidenti sul Lavoro
State Farm Insurance
1 State Farm Plaza
Normal, III, 617062262/6

Egregi Signori,
La presente fa seguito alla Vostra richiesta di maggiori informazioni. Nella Sezione n. 3 del modulo di denuncia incidente ho riportato come causa dell’incidente “tentativo di svolgere il lavoro da solo”. Nella Vostra lettera scrivete che dovrei spiegarmi meglio e spero che i seguenti dettagli saranno sufficienti.

Di mestiere faccio il muratore. Il giorno dell’incidente, 27 marzo u.s., lavoravo da solo sul tetto di un edificio di sei piani. Quando completai il lavoro scoprii che mi erano avanzati circa 900 kg di mattoni.
Invece di portare giù i mattoni a mano, che è un’impresa laboriosa, decisi di metterli in un grosso barile e calarlo per mezzo di una puleggia che era attaccata sul lato dell’edificio al sesto piano.

Dopo aver assicurato la fune al pianoterra tornai sul tetto, spostai il barile lasciandolo sospeso in aria e vi caricai i mattoni. Poi tornai a terra e slegai la fune, tenendola ben stretta per far scendere piano i 900 kg di mattoni. Come risulta dalla sezione n. 11 del modulo di denuncia incidente, io peso 75 kg.

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Ora puoi riavviare il computer

Altalena
[Nipote su altalena – Giochi del rifugio al Passo delle Erbe. Foto Dariobanfi.it]

La vita reale fa straordinariamente evolvere la nostra natura umana ed è proprio quella che ci offre materiale per vivere” (F. Dostoevskij)

Escludendo la vicenda dell’Ossezia e le Olimpiadi (che non sono riuscito a non seguire) è un gran bello staccare da giornali, blog e notizie. Impigrirsi sui libri, spupazzarsi un bel po’ di figlia, camminare, camminare e camminare in montagna. Vivere senza guadagnarsi da vivere. Ora ci vorrà un bel po’ con il feed reader, rassegne e altro…

Il cambiamento? Un puzzle

Schematizzare è sempre un po’ tradire, soprattutto se si parla di sistemi complessi. A volte però aiuta poiché rimarca appunto gli elementi mancanti, come nello schema riportato qui sotto e che trovo molto interessante.

Il diagramma mette in luce come siano necessari elementi contemporanei per cambiare, innovare, migliorare realmente le imprese italiane (e più in generale il sistema sociale, ma applicate lo schema a ciò che vi pare..). La mancanza di soltanto uno di essi fa crollare l’intero sistema finalizzato al cambiamento.

P.S. Senza contare che se ne manca più di uno si sommano anche gli effetti…

Passi per il cambiamento
Fonte: La visione integrata dell’IT Governance, Risk e Compliance, ADFOR – 2008.

Voi in quale situazione vi trovate?

Camminare a testa alta

Spettacolo di Giuseppe Cederna

E’ proprio vero che Da vicino nessuno è normale (.Pdf). E più guardi da vicino il tuo vicino (quello che a volte chiamiamo “diverso”), o ti osservi, magari allo specchio, per quello che sei, che scrivi o che fai, più comprendi che molte delle certezze in cui credi sono opinabili. Non sempre false, ma certamente discutibili.

E per consolarti in questo esercizio straordinario di epoché individuale, un’attività faticosa e anomala (perché, in fondo, dubitare di se stesso?Giuseppe Cederna), non resta che approntare lentamente e piacevolemente un proprio viaggio, reale o soltanto sentimentale, – come sostiene Giuseppe Cederna, nel suo spettacolo “Storie per sentirsi vivi e camminare a testa alta” – per cercare la verità. La poesia, sembra dire Cederna nelle due ore di letture di testi contemporanei (Paul Auster, Tom Waits, Raymond Carver, Rilke, Pasolini, Erri De Luca, Bob Dylan) e qualche affondo tra i lirici greci ,  è il compagno ideale di viaggio. Non tradisce, consola nella fatica, unisce, rivela, fa persino sorridere sulle banalità più evidenti e per questo invisibili, come nella “Poesia del ciottolo” o nell'”Elogio dei piedi“.  Tenere una poesia in tasca non fa male, quando si viaggia o si cammina.

Tra le certezze che è utile perdere, ci sono certamente anche quelle relative al nostro lavoro, sul quale confidiamo o nel quale crediamo forse troppo. Un esempio. Nel Decalogo finale, presentato da Giuseppe Cederna, si cita una regola che la poesia suggerisce al viandante: “Non complicare ciò che è semplice e non semplificare ciò che è complicato…“. Martin Heidegger una volta definì così i giornalisti, rispetto ai filosofi: “I primi, per mestiere, semplificano ciò che è complicato; i secondi, al contrario, sono portati a complicare ciò che è semplice“. Insomma, in che disgrazia si è messo chi, come me, con una laurea in filosofia, svolge il lavoro di giornalista :-) ?

P.S. A chi interessa, venerdì 18 Giuseppe Cederna replica le sue letture nelle Dolomiti del Brenta, di fronte alle montagne. Ore 6:00 in attesa dell’alba (attenzione, rifugio già completo!).