Libertà e capitalismo

La recensione di Lelio Demichelis a Vita da freelance e altri libri. La peggiore finora letta (avrà più che sfogliato il libro?), uscita sull’inserto “Tutto Libri” della Stampa, il 4 giugno 2011. Qui la pagina in .PDF.

Tutto Libri

Si chiama libertà ma è capitalismo

di Lelio Demichelis

«I confini della libertà economica»: è questo il tema – intrigante e ambivalente – del Festival dell’Economia di Trento che si chiude domani. Dove la parola-chiave sembra appunto «confini» (fisici, etici, culturali): importante ieri ma ancor più oggi, dopo quest’ultima crisi (ancora in corso) provocata da una corrotta idea di libertà economica che ha aperto le porte alla speculazione e ai disastri attuali. Portando allo stesso tempo il capitalismo a conquistare un’egemonia (in senso gramsciano) ormai globale. E apparentemente inattaccabile. Ma cos’è questo neoliberismo imperante da trent’anni? Il termine – e seguiamo l’analisi critica dell’inglese David Harvey in L’enigma del capitale – si riferisce «ad un progetto di classe mascherato da una buona dose di retorica sulle libertà individuali, responsabilità personale e virtù della privatizzazione, del libero mercato e del libero scambio», progetto che ha legittimato politiche «mirate a ristabilire e a consolidare il potere della classe capitalista».

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Appuntamento per freelance (e non solo) a Torino

Vita da freelance
I lavoratori della conoscenza e il loro futuro

6 GIUGNO 2011 / ORE 16.30-18.30
c/o FONDAZIONE EINAUDI – VIA PRINCIPE AMEDEO 34 TORINO

A due anni di distanza dalla ricerca sui Lavoratori della conoscenza a Torino, che ha tratteggiato il profilo, il rapporto con il contesto urbano e gli specifici problemi di rappresentanza di questo nuovo ceto di professionisti, che operano a vario titolo nei processi di elaborazione, organizzazione e diffusione del sapere, Torino Internazionale e Torino Nord Ovest riprendono con l’appuntamento di oggi il filo del discorso. L’occasione è data dalla recente pubblicazione del libro Vita da freelance di Sergio Bologna e Dario Banfi, protagonisti di due differenti generazioni di freelance, che affronta il tema di come anche l’universo del lavoro indipendente postfordista si trovi in una fase di profonda trasformazione. L’individualismo del lavoratore indipendente, infatti, sembra stemperarsi in una nuova spinta all’associazionismo, alla coalizione, alla community, e al confronto diretto con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative.
Tutti elementi di un’inedita ricerca di riconoscimento del loro ruolo, operata da questi lavoratori, nell’economia della conoscenza.

NE PARLANO CON GLI AUTORI
Salvatore Cominu
Angelo Pichierri
INTRODUCE Giuseppe Berta

Scarica l’invito (.PDF)

Che cos’è il Quinto Stato

Un’altra bella (e generosa) recensione di Vita da freelance (Feltrinelli, 2011) da parte di Elisabetta Amborosi pubblicata ieri su Europa Quotidiano.

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Che cos’è il Quinto Stato
Elisabetta Ambrosi , Europa, 31 maggio 2001, pagine Libri

Dove va il lavoro autonomo in un’analisi culturale di Bologna e Banfi

Avvertenze prima dell’uso: qualsiasi tipo di contratto abbiate, dopo aver letto il libro di Sergio Bologna e Dario Banfi, Vita da freelance (Feltrinelli, pp. 288, euro 17) molte delle vostre certezze saranno messe in dubbio. E, quasi certamente, vi sentirete chiamati in causa.

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Vita da freelance, confronto in Bocconi con Cacciari e Perulli

Dopo la bella discussione di ieri in Triennale con Aldo Bonomi e Sergio Bologna, si ripresenta oggi (1 giugno) l’occasione per parlare di Vita da freelance. A confrontarsi saranno Massimo Cacciari, Adalberto Perulli, Franco Amatori.

Passa a trovarci, siamo in aula 302 dell’Università Bocconi di Milano. Inizio ore 17.00.

Vita da Freelance - Università Bocconi

Le cinque giornate del sociale

Oggi in Triennale a Milano si discute della “Vita da freelance” (il libro e non solo), del futuro della città e del lavoro cognitivo e creativo nella città del fare. Con Aldo Bonomi e Sergio Bologna. Ci vediamo?

Cinque Giornate del sociale  - Triennale MILANOMilano anche dentro la crisi rimane una grande stazione della creatività rispetto al mondo: è il primo mercato del lavoro e delle opportunità professionali e questo suo primato continua a fondarsi sul legame genetico tra chi produce “merci” e chi elabora le rappresentazioni perché le merci prodotte possano viaggiare e competere nei mercati del mondo. E’ sulla tenuta di questo legame che si giocano le chance di Milano nella competizione con le altre grandi metropoli terziarie. Perché se Milano continua ad attrarre designer e professionisti dall’Italia e da tutto il mondo, è anche vero che qui si arriva, si accumulano esperienze, relazioni e reputazione che però sempre più si tende a vendere e capitalizzare altrove. Il punto da cui partire è che nel corso dell’ultimo decennio la natura del lavoro professionale e del fare impresa e più in generale la composizione sociale della città hanno conosciuto grandi mutamenti. Mutamenti non solo economici ma antropologici, esito di una grande trasformazione che ci consegna un lavoro professionale sempre più polimorfo, destrutturato sotto il profilo delle condizioni di mercato e dell’identità collettiva e tendenzialmente irriducibile alle forme ricevute di rappresentanza e rappresentazione degli interessi

Le cinque giornate del sociale – PROGRAMMA

15.30 Inizio lavori – Relazioni introduttive:

  • Aldo Bonomi, componente comitato scientifico della Triennale di Milano e direttore del Consorzio AASTER
    Crisi della Rappresentanza e Rappresentazione
  • Sergio Bologna, consigliere ACTA e autore con Dario Banfi di “Vita da freelance. I lavoratori della conoscenza e il loro futuro”
    Da Gentiluomini a Mercenari
  • Andrea Cancellato, direttore della Triennale di Milano
    La Triennale come autonomia funzionale della creativita’

18.00 Aperitivo
18.30-19.15 Proiezione di Oltre il ponte – Storie di lavoro. Regia: Sabina Bologna. Durata: ’39

P.S. Ai partecipanti (ai primi 50) verrà regalata una copia del libro di Sergio Bologna e Dario Banfi, Vita da freelance (Feltrinelli, 2011).

Il professionismo anche senza la P maiuscola

In attesa dell’incontro in Università Bocconi dedicato al libro, vi segnalo qualche nuova recensione di Vita da freelance. Un grazie davvero agli autori!

  • I solitari della consulenza aziendale Iriospark, 5 maggio 2011
  • Universo freelance, i lavoratori della conoscenza di Fabio savelli, Generazione Pro Pro, Corriere.it, 18 maggio 2011 
  • Vita da freelance. Come sopravvivere all’incubo di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair, 24 maggio 2011

Riporto di seguito la bella lettura di Elisabetta Ambrosi, forse una delle più aderenti al senso del testo finora pubblicate, che trovate anche sul sito di Vanityfair.it:

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Vanity FairVita da freelance. Come sopravvivere all’incubo
Lo racconta un libro scritto da Sergio Bologna e Dario Banfi per Feltrinelli. La Bibbia dei lavoratori autonomi di seconda generazione

di Elisabetta Ambrosi – Vanity Fair

Home-Office Hell: così la redattrice di un webmagazine americano dedicato ai professionisti indipendenti raccontava ironicamente il rischio, per chi lavora in proprio, di vedere la propria casa trasformarsi in un girone dantesco.

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Azioni di lobby e (campagne video) per farsi pagare?

Soltanto in un paese come gli Usa i freelance potevano arrivare a fare video musicali come questo per sollecitare l’opinione pubblica durante il LobbyDay della Freelancers Union pensato dall’associazione più forte degli independent americani per farsi approvare The Freelancer Payment Protection Act. A parte la performace video (notare la striscia a scorrimento con i nomi dei freelance e dei pagamenti insoluti!), l’iniziativa politica complessiva – che cade sotto la sigla Unpaid Wage Action – è davvero grandiosa. Forza Freelancers Union! Se vuoi capirci qualcosa, segui anche l’hashtag #LobbyDay su Twitter.