Stranieri e diritti, se ne parla a Milano

Un evento che ho avuto il piacere di costruire insieme all’Associazione sindacale dei Notai della Lombardia, che hanno finalmente deciso di uscire dal guscio e proporsi con una iniziativa rivolta alle associazioni del Terzo settore, di Enti e Istituzioni che si occupano dell’integrazione degli stranieri. Qui la notizia: “I notai della Lombardia per gli immigrati“.

Migranti, Diritto e Mediazione

Appuntamento oggi (Invito e Programma). Ore 14:30 all’Unione del Commercio, P.ta Venezia – MILANO.

Di seguito lascio alcuni materiali, nel caso vogliate approfondire:
1) Dati statistici forniti da ISMU (da “Rapporto Migranti 2008”);
2) Una presentazione di ISMU;
3) La relazione di Patrizia Madoni di ASL Città di Milano;
4) Un abstract dell’intervento di Anna Maria Crotti dell’Ufficio Regionale Scolastico;
5) Un documento di scenario su “Notai e stranieri” dell’Associazione sindacale dei Notai della Lombardia;
6) Un abstract della relazione del notaio Eliana Morandi [che consiglio!];
7) Un documento della Caritas dedicato alle attività rivolte agli stranieri.

P.S. Per chi volesse avere maggiori dati sugli stranieri in Italia c’è anche il Rapporto CNEL, pubblicato venerdì 7 marzo (qui uno ZIP con due documenti di sintesi).

Mediazione culturale e migranti

Si discute di questo tema il 10 marzo 2008 a Milano, al convegno “Migranti, Diritto e Mediazione“, promosso dall’Associazione sindacale notarile della Lombardia.

Migranti, Diritto e Mediazione

Se servissero (fate girare, please), qui trovate l’invito e il programma. Per ulteriori info scrivetemi, perché con l’amico Domenico sto organizzando la giornata.

Nuova occupazione = stranieri + contratti a termine

Il giono seguente all’uscita dei dati Istat sull’occupazione la stampa si è decisamante scatenata. La rassegna: Corriere della Sera, Sole 24 Ore (1) e (2), La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, Il Foglio.

La disoccupazione, è vero, è scesa ai minimi dal 1992, ma nessuno si è preso la briga (tranne la Banca d’Italia recentemente, ma su dati emessi in passato) di calcolare l’esatto aumento dell’occupazione valutando attentamente il fenomeno degli inattivi e l’incidenza degli immigrati sulla forza lavoro. In altre parole: poiché la disoccupazione esprime una frazione, incidendo sul denominatore (regolarizzazioni) e riducendosi il valore del numeratore (molti smettono di cercare lavoro perché scoraggiati) una certa artificialità del fenomeno è evidente.. Se ne accorge per esempio Francesco Prisco che pubblica queste parole sul dorso Sud del Sole 24 Ore:

“Mistero sulla scomparsa dei disoccupati al Mezzogiorno. Secondo le rilevazioni Istat sulle Forze Lavoro nel terzo trimestre 2006 il tasso di disoccupazione nella parte meno sviluppata del Paese è pari al 10,7%, oltre nove punti percentuali rispetto al 19,8% del 1999”.

Una cosa è messa in chiaro comunque da tutti: il lavoro che cresce è quello “a termine” e legato agli immigrati.

Interessante approfondimento di Carlo Dell’Aringa e di Pietro Garibaldi, invece, sulla questione produttività. In sintesi: il PIL è fermo, ma ci sono più lavoratori, ergo gli italiani stanno diminuendo la loro capacità di produrre valore con il proprio lavoro.. Giusto. Talvolta però succede anche il contrario. Durante i Governi Craxi (per indicare un periodo, non una responsabilità), per esempio, il PIL volava e l’occupazione era ferma al palo. La questione comunque resta, non è un gioco di parole.

Il premio lettura favolistica dei dati va invece al Foglio che indica la Legge Biagi come la Gallina dalle uova d’Oro nella creazione di nuova occupazione. Beh, d’oro proprio non direi.