Salari, produttività e sindacato

Tra le cose di cui capisco abbastanza (credo) ci sono le dinamiche retributive. Ho letto il recente studio di IRES-Cgil su “Salari e produttività” e mi ha colpito per la complessità e ricchezza di dettagli. (Qui sono disponibili: la Rassegna Stampa; i take di Agenzia usciti per l’occasione e tutti i pezzi della ricerca). Si mettono a confronto su base temporale le retribuzioni lorde, l’inflazione programmata, il fiscal drag, la produttività e alcuni benchmark di altri Paesi. Bene.

In sintesi, ne esce un’Italia in cui la crescita della produttività non è stata spalmata sul lavoro, in cui i salari non sono allineati all’inflazione (causa anche i ritardi nei rinnovi dei CCNL e la mancata applicazione dell’accordo del 93 negli anni recenti) e dove ad arricchirsi sono state soltanto le libere professioni e gli imprenditori.

La media delle medie, basate su dati istituzionali, dice che sono andati persi nel salario reale 1.900 euro in Italia. Per quanto possa valere un “medione” del genere è un dato importante. Un’analisi impietosa e molto tecnica, dove per la prima volta vedo inserire il mancato recupero del fiscal drag come parametro per il calcolo del valore reale della busta paga. Ci sono anche dati qualitativi. Insomma una ricerca da tenere nel cassetto, magari in attesa che esca un commento di economisti del calibro di Giavazzi o di altri, citati esplicitamente.

Tutto ben strutturato, ma manca soltanto un importante dettaglio: a chi attribuire le responsabilità?

Ultima modifica: 2007-11-21T18:44:35+01:00 Autore: Dario Banfi

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