Vuoi leggere il mio CV? Paga!

I database di CV hanno un bel valore, lasciatemelo dire. C’è chi si è chiesto, banalmente: perché lasciarli gratuitamente in mano ai selezionatori professionali? Meglio dividere le revenue derivanti dalle informazioni sui candidati, no? Metto il mio nome, la mia faccia. Mi vuoi vedere? Paga qualcosa, allora. Obiezione scontata: non verrà più nessuno a cercarti a pagamento. Siete così sicuri? E se esistessero network di persone molto qualificate? Voi, selezionatori, non sareste disposti a inbucarvi per qualche spicciolo?

NotchUP

Non ho ancora studiato bene le dinamiche e i servizi, ma nelle ultime due settimane sono stato letteralmente tempestato di richieste per entrare in FaceContact.com e NotchUp (oggi JobFLO). Sistemi di job networking smaliziati, di seconda generazione. Che non svendono il potenziale accumulato a livello informativo sulle persone, ma ridistribuiscono sotto forma di bonus o altro il vantaggio competitivo offerto agli head hunter.

La vicenda è assai intrigante, soprattutto sotto il profilo della maggiore consapevolezza che gli utenti della Rete stanno maturando nella gestione di informazioni considerate nuova “merce di scambio” quando queste finiscono su mercati professionali.

Ultima modifica: 2008-01-30T11:41:11+01:00 Autore: Dario Banfi

6 commenti su “Vuoi leggere il mio CV? Paga!”

  1. E’ una Vision interessante.

    Noi ne abbiamo una opposta ad esempio, che dice che la libera diffusione del proprio cv in rete in un’ottica di libero scambio gratuita favorisce il reperimento di relazioni e quindi anche di lavorazioni.

    Ipotesi: Liberismo versus Protezionismo ?

    ?

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  2. Credo nessuna delle due. Tieni conto che il modello è made in Usa. Semplicemente credo si tratti di “revenue sharing”, come sembra si stiano orientando a fare alcuni servizi Internet in cui partecipano utenti finali e non imprese alla creazione del valore. Nell’ambito della finanza per esempio c’è anche Zopa.com ecc.

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  3. Sono stato invitato anche io su Notchup e vi ho fatto un giro veloce ma l’ho trovato un po inutile (credo basterebbe linkedIN per un qualcosa del genere) oltre che una porcata: magari tra un po LinkedIN farà pagare le raccomandazioni, che ne pensi? ;)

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  4. Mah, far pagare gli endorsement non mi pare una buona cosa perché sono sempre tra persone che tra loro hanno una certa vicinanza… Piuttosto metterei dei rinforzi sui meccanismi di “affidabilità” come su eBay. Punteggi per aumentare la “qualità” del profilo… Segnalazioni da parte di terzi, per esempio, per voci del tipo: 1) mi ha aiutato a trovare un profilo X; 2) mi ha passato lavori; 3) mi ha supportato in X e Y.. ovvero in quei meccanismi tipici del networking… Così ognuno potrà dire qualcosa in più degli altri, in maniera più specifica, per garantirne l’affidabilità sui meccanismi di networking però, non semplicemente sul profilo lavorativo…

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