Monster Employment Index

Ne parla oggi Rosanna Santonocito nell’articolo [File .PDF, fonte: Rassegna Stampa della Borsa Lavoro della Lombardia] di apertura di Job 24 del Sole 24 Ore. E’ un indice che misura l’andamento dell’occupazione attraverso la valutazione trimestrale della domanda di lavoro che passa attraverso 148 siti Internet europei (circa 2,5 milioni di offerte al mese). Da domani avrà anche una versione italiana che monitora 48 siti di e-recruiting.

Questo è un esempio di borsino delle posizioni. E’ un index, ovvero un parametro che misura lo scostamento, e prende come base 100 la media delle offerte mensili del periodo dicembre 2004 – novembre 2005. I valori più alti sono quelli che hanno visto crescere di più la domanda delle imprese.

Monster Employment Index - Italia

P.S. Ringrazio la redazione per avere messo a margine anche l’indicazione del mio libro Trovare Lavoro con Internet!!!

Algoritmi discriminanti

Business Week dedica uno speciale al recruiting online e alle possibili deviazioni discriminanti che derivano da un uso scorretto di strumenti che consentono selezioni con parametri non leciti. Così scrive Kurt Rohn sul popolare newsmagazine:

Technology, and specifically the Internet, have revolutionized recruitment. Recruiters can access millions of job seekers on electronic résumé databases and millions of job seekers can apply online via corporate career sites. Such electronic access broadens the candidate pool, but it can also be used by recruiters to narrow the pool, sometimes with negative or “disparate adverse impact”.

I pericoli di discriminazione sono cioè dietro l’angolo con la tecnologia. Lo ricordano l’Office of the Federal Contract Compliance Programs (OFCCP) e l’Equal Employment Opportunity Commission’s (EEOC) nel Systemic Task Force Report del 2006. Come fare? Basta mettere filtri sul genere o su codici postali relativi, per esempio, a quartieri di grandi città abitati prevalentemente da stranieri per effettuare selezioni scorrette.

Questo impone perciò una grande attenzione alla cosiddetta compliance, al rispetto delle leggi vigenti, nella realizzazione di software e servizi di recruiting diffusi in Rete. Almeno negli USA, dove la commissione di indagine su questo tipo di abusi si è dotata di un action plan degno di 007 telematici.

La scalata di InfoJobs Italia

Numeri impressionanti quelli snocciolati ieri da InfoJobs Italia, che in soli due anni ha raggiunto il milione di candidati registrati e di 23mila aziende utenti con una media di 55mila nuovi Cv e 20mila nuove offerte di lavoro al mese. Stando ai dati Nielsen//Net Ratings (Cfr. tabella), ha superato anche Monster.it per unique users mensili. A febbraio 2007, sulla base delle rilevazioni di Google Analytics, ha registrato quasi 40 milioni di page views, 4 milioni di visite e 1,5 milioni di utenti unici.

Unique Users - Monster.it VS Infojobs
[Fonte: Nielsen//NetRatings – Unique users: utenze domestiche e aziendali]
All’evidente forza in termini di traffico e utenza

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Recruiting online: novità e numeri

JobrapidoSettimana scorsa ho avuto il piacere di incontrare telefonicamante Vito Lomele, managing director di Jobrapido. La nostra chiacchierata e qualche evidenza sul mercato italiano, oltre ad alcuni spunti sull’evoluzione dei servizi di job recruiting, sono contenuti in questo servizio che ha pubblicato oggi il dorso èLavoro di Avvenire.

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I panni sporchi di Jobster.com

Jobster.com

Come definire il taglio di 60 posti su 145? A parte la questione linguistica, il caso Jobster.com, uno dei più grandi network per il recruiting online degli Usa – che ha deciso di eliminare quasi tutta la rete di vendita per non collassare sotto i debiti – ha dell’incredibile [per noi italiani, intendo..] ed è uno dei segni dei tempi nell’epoca dei cosiddetti corporate blog.

Dopo avere sperperato 48 milioni di dollari ottenuti nel 2004 da una cordata di venture capitalist, il giovane CEO Jason Goldberg, 33 anni, ha deciso di fare di testa sua, comunicando i licenziamenti attraverso il blog aziendale! All’accusa di mancanza di sensibilità nei confronti delle persone lasciate a casa, che sostengono di avere trovato maggiori informazioni sulla loro sorte sul blog pubblico, rispetto a quanto comunicato internamente, il CEO-blogger ha risposto (ovviamente online):

Why would a ceo be so public with his thoughts and open himself to so much public scrutiny and criticism? Answer: Shouldn’t we actually ask ourselves: ‘Why not?’ Why am I so comfortable blogging here right alongside the right hand column on this blog which has feed after feed of public comments and criticisms? Answer: transparency. Embrace it. Don’t run from it

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