2,7 milioni, precario più precario meno

Il Ministero fa la conta prima della Finanziaria. Quanti sono i precari in Italia? La risposta fu fornita qualche tempo fa da Lavoce.info e non sorprende che tra le due stime, quella odierna di Cesare Damiano e dei ricercatori del portale, ci sia uno scarto soltanto dello 0,3% per quanto riguarda il lavoro dipendente.

La conferenza di presentazione dei dati del Ministero è visibile in maniera integrale sul sito di Radio Radicale, mentre i materiali proiettati sono a disposizione in queste slide: “Occupazione e forme di lavoro precario” (.PDF). I valori sono riferiti al 2006 e per “precario” – qui sta una delle questioni sottointese, ma più importanti! – s’intendono i lavoratori a termine, i Co.co.co/pro e i lavoratori occasionali, escludendo il lavoro autonomo (tranne quello agricolo). Sono esclusi anche i lavoratori in nero (ca. 3,5 mln) o quelli che hanno smesso di lavorare, oltre ai cosiddetti “scoraggiati”.

Tasso percentuale di permanenza nell’occupazione a termine (in mesi)Tasso percentuale permanenza lavoro a termine

Risultato: nel 2006 i precari erano 2.719 milioni, pari al 13,1% dei lavoratori dipendenti (e all’11,8% degli occupati). Il lavoro a termine è nel 90% dei casi l’unica via per lavorare perché “non si trova altro”. Le donne e i giovani tra 15 e 29 anni sono le fasce più deboli.

Rispetto alla durata del precariato: dopo 36 mesi dall’ingresso nel mondo del lavoro con un contratto a termine (questione al centro della revisione del contratto, inserita nel Protocollo sul Welfare), uno su quattro rimane temporaneo (25,8%), una cifra ben lontana da quanto dichiarato da Michele Tiraboschi che sosteneva essere meno del 3%. I più longevi nella condizione di precarietà – così come identificata dal Ministero – sono gli apprendisti, che dopo 3 anni sono ancora a termine per una quota superiore al 34%. E potrebbero rimanere tali, di principio, fino a sei anni.

UPDATE 14.11: La lettura dei dati di Francesco Riccardi (Avvenire) e di Roberto Rossi (L’Unità) che concordano a distanza nell’escludere una “emergenza” per il lavoro a termine. 

Ultima modifica: 2007-11-13T17:28:58+01:00 Autore: Dario Banfi

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