Alleanza tra in e out

La proposta di una alleanza tra contrattualizzati e collaboratori esterni, pubblicata sul sito del Barbiere della Sera, viene da una rappresentante sindacale del mondo dei giornalisti freelance, Simona Fossati, del gruppo Senza Bavaglio, ma potrebbe essere presa a paradigma di tutte le situazioni di disparità retributiva tra chi beneficia delle condizioni di un contratto di lavoro e chi offre consulenza o collaborazione in mercati a forte precarizzazione.

Il ragionamento è semplice: portando il livello dei compensi dei collaboratori ad “altezza contrattualizzati”, si rendebbe più forte l’intero mercato del lavoro. Questo perché migliora la qualità della vita di chi presta opera occasionale o continuativa, ma senza vincoli di subordinazione, e tutela maggiormente anche chi un contratto ce l’ha, perché impedisce a un datore di lavoro di guardare al mercato esterno come a una soluzione a cui attingere, magari licenziando risorse interne, per risparmiare sui costi.

Vale nel giornalismo, e sarebbe ora che questo lo capissero all’interno delle redazioni e nei CdR, ma credo si possa anche allargare ad altri contesti lavorativi, in special modo nel mondo del terziario avanzato. D’altra parte l’idea di alzare le aliquote contributive per i collaboratori (Cfr. Legge Finanziaria, punto D.4) va proprio in questa direzione: eliminare la forte sperequazione tra in e out, a partire da maternità e contributi sociali.

Prossimamente (se verrà definita meglio la questione per via legislativa) anche l’aspetto retributivo verrà considerato. Per Co.Co.Pro si adotterà la regola: senza specifica identificazione nei Contratti collettivi di un compenso minimo, questo dovrà essere paragonabile sempre al livello dei lavoratori dipendenti a cui è assimilabile il lavoro del collaboratore.

P.S. Intanto il contratto dei giornalisti è scaduto da 750 giorni. Anche il ministro Cesare Damiano dice di non sapere come venirne a capo.

Ultima modifica: 2007-03-19T19:37:27+01:00 Autore: Dario Banfi

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