L’etica della retribuzione

Le modalità di pagamento di un lavoro dicono molto, anzi moltissimo dei committenti. Mostrano quale sia il livello di rispetto della professionalità messa a disposizione se non addirittura la conoscenza stessa di ciò che si va comprando.

È il caso di chi fa sapere ai suoi collaboratori che non accetterà fatture con IVA a esigibilità differità (mi sono stati segnalati almeno tre casi, finora) e che se dovesse vedere arrivare fatture del genere cambierà i suoi rapporti con il collaboratore (!!!) [dei veri animali, direi] oppure di chi neppure si cura di scrivere assolute fesserie negli annunci di lavoro.

Per esempio, perché un editore dovrebbe pagare un giornalista a provvigioni? Si veda questo capolavoro pubblicato da Manpower:

manpower_giornalista

Gli annunci di lavoro di 30 anni fa

Non chiedetemi perché, ma mi sono ritrovato in mano una copia del Corriere della Sera di domenica 1 febbraio 1976. Non saprei dire se la domenica era giornata di annunci di lavoro, ma quelli pubblicati hanno tutta l’aria di essere RPQ (Richieste Personale Qualificato). Gli annunci più grandi riguardano un direttore commerciale, un direttore di stabilimento, un ingegnere meccanico, una segretaria ufficio vendite e ragionieri. Insomma in termini di domanda (o di strategie di recruiting) non mi pare sia cambiato molto a distanza di 30 anni .

Tre grandi diversità, però, saltano all’occhio: 1) non esistevano società di selezione; 2) non c’erano profili lavorativi in inglese [Key account manager e via discorrendo..]; 3) anche qualche richiesta di impiegati si nascondeva tra le ricerche di supermanager.

Ricerca HoneywellAllora come oggi si richiedeva l’essere giovani, conoscere l’inglese ed esperienze di settore. E altra cosa, gli annunci occupavano una sola pagina: i giornali campavano sulle vendite, non sulle inserzioni.

Interessante questo annuncio per la ricerca di un “protoinformatico” addetto a un sistema di General Electric usato da Honeywell per processi di automazione. Trent’anni fa quelli che noi chiamiamo EDP manager erano soltanto “tecnici di manutenzione” e i computer “calcolatori di processo”.

[Fonte: Corriere della Sera, 1 febbraio 1976]

Una professione che va a fondo

La fonte dell’annuncio è nientemeno che il sindacato lombardo di categoria. Degli unici due annunci pubblicati, uno è questo [lo scopo del servizio Web, dichiara l’ALG, è di “creare un punto di incontro qualificato per la condivisione delle informazioni e delle esperienze“].

Cercansi giornalisti che sappiano andare in profondità nei servizi, evitino articoli all’acqua di rose, magari siano i grado di aggiornare un sito con la tuta da palombaro addosso. Strano che non siano richieste competenze in comunicazioni wireless dal largo del Pacifico o la disponibilità a scaricare al porto. E poi lo si chiama lavoro sommerso…

Giornalista Subbbbacqueo