La trasparenza del sindacato

Quanti sono gli iscritti al sindacato in Italia? Vallo a sapere. In Usa il preciso U.S. Bureau of Labour Statistics produce un dettagliatissimo report da cui è possibile anche trarre informazioni per disegnare mappe statistiche.

Sindacato USA

Ultima modifica: 2011-03-07T17:58:00+01:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “La trasparenza del sindacato”

  1. La carenza di bureau simili a quelli americani (e non), che diano informazioni non su campione ma su popolazione, è una delle pecche, a mio avviso, più gravi del “Sistema Italia“: si lavora sempre con rilevazioni degli anni precedenti che lasciano l’attualità che trovano..

    La diffusione del Sindacato è forse uno dei temi meno interessanti..

    Quando, qualche anno fa, l’F24 è stato portato (quasi) obbligatoriamente on-line – anche per i piccolissimi, che possono deputare il commercialista o quant’altro alla pratica del versamento – mi sono chiesto: ..e perché non si fa così anche per i contratti???

    Ogni volta che recluti qualcuno – e la legge impone di registrarlo il giorno prima dell’effettivo impiego – si dovrebbe comunicarlo ad un database centrale fornendo pure i dettagli del contratto stesso: tipologia, durata (se applicabile), retribuzione, etc..

    Di pubblico o riservato accesso questo database dovrebbe fornire in tempo reale la situazione del “chi fa cosa, e come..“, e soprattutto del “per quanto” (penso alla “generazione 823 €”..).

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  2. Davide mi pare che le CO – Comunicazioni Obbligatorie facciano proprio questo, ma soltanto per gli avviamenti, non per cessazioni, lavoro occasionale, lavoro di consulenza. Se non erro ci sono state 27 mln di Comunicazioni nel 2010, contro 24 mln di lavoratori. Questo già la dice lunga sull’uso della flessibilità..

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  3. Appunto.. Alle CO mancancano molti dei contenuti utili (e.g. la durata di un contratto) per poter fare ricerca sociologica e, magari, per anticipare trend occupazionali (formazione, riqualificazione, etc.). Tecnicamente parlando si tratterebbe di avere due campi – e non uno solo – in una tabella di DB e poi una regola che non ti permetta di aggiungere nuove comunicazioni se prima non hai amministrato correttamente le vecchie (i.e. perché non hai inserito la cessazione di un contratto prevista tot gg prima). Non ho controllato ultimamente ma lo stesso bureau mi pare avesse pure i dati delle scadenze “naturali” dei contratti Temp, ed infatti li avevano anche usati per confrontare i licenziamenti dal 2008 con le “dismissioni” già ampiamente preventivate in modo da ottenere un valore più preciso della ricaduta occupazionale della crisi..

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