Carta, zappa e forbice
Crisi, come reagire? Dichiara l’economista Giulio Sapelli:
Rilanciando il sistema manifatturiero, incentivando la formazione tecnico-professionale e rivalutando il lavoro agricolo e operaio. Si è dato troppo spazio a cose effimere come la comunicazione e l'”economia della conoscenza”, è ora di investire nei settori che possono davvero rilanciare il Paese.
(Fonte: Le IDEE del Sole 24 Ore)
Saldi 2010 e consigli per formulare prezzi
Prezzi per prestazioni di lavoro professionale autonomo, non altro. Cacciatori di saldi: fuori da questo blog! L’occasione per questo post nasce ancora una volta da situazioni personali, che vorrei raccontarvi. Entrando in scia sulla questione di come formulare un prezzo, già affrontata in passato, vorrei aggiungere qualche postilla.
Premessa: fine anno è per molti occasione per il rinnovo di contratti e commesse. Così anche per me. Un cliente che seguo da tre anni mi ha chiesto correttamente un preventivo per la mia consulenza, chiedendomi questo volta di non proporre una durata di sei mesi (ogni anno a giugno ridiscutevo l’incarico), ma di pensare attività per un anno. Buono, mi dico, ma mi sbagliavo (capirete perché…).
Sviluppo: dopo avere formulato come sempre un articolato insieme di attività e definito un costo a forfait, il cliente mi chiede di spacchettare le singole attività a seconda della durata e disegnare una sorta di Gantt durante l’anno. Detto fatto. La ragione è di tenere sotto controllo le azioni e gli obiettivi parziali. Mi è sembrato corretto.
L’inghippo: dopo questa fase di raffinamento preliminare del preventivo con disegno delle attività su scala temporale arriva la sorpresa. Il cliente mi chiede di scomporre il preventivo per costi associati alle singole attività. La ragione? Una generica necessità di “tenere sotto controllo i costi”.
A Natale siamo tutti..
Qui si chiude per qualche giorno. I prossimi giorni si lavora con pignatte e fornelli, cavatappi e bavaglini, sob.
Auguri e buone Feste! (anche da parte di Papiny).
Il regalo di Natale per le partite IVA
La Legge Delega [N. 3035 dell’11.12.2009, come primo firmatario on. Cazzola] per la revisione del sistema previdenziale basato sul meccanismo contributivo (che da anni su questo blog si dice essere un colabrodo e motivo di serissima preoccupazione) ha qualche regalo, visto il periodo natalizio, per le partite IVA. Il dono di lasciare tutto come sta:
a) applicazione, secondo criteri di gradualità, di un’aliquota unificata di contribuzione alla gestione di previdenza obbligatoria di appartenenza, in misura complessiva pari al ventisei per cento del reddito lordo da lavoro, per due terzi a carico del datore di lavoro, del committente ovvero dell’associante e per un terzo a carico del prestatore; per i soggetti titolari di partita IVA sono fatte salve le disposizioni e le modalità vigenti in materia di versamento dei contributi previdenziali;
(Art. 1 Comma A)
Così non stanno esattamente le cose
Puntata ieri di “Così stanno le cose” (La7) dedicata ai lavoratori senza tredicesima, con approfondimento sulle partite IVA. Per l’intero corso del programma la conduttrice ha cercato di fare passare il messaggio che le partite IVA fossero in prevalenza lavoratori dipendenti mascherati. Per l’intero corso della puntata tutti i suoi ospiti e gli interventi di Adele Olivieri, Salvo Barrano e Giulio Marini, hanno invece dichiarato esattamente il contrario. Persino la sindacalista di Nidil CGIL.
Ma è così difficile raffigurare una realtà che cambia e il mondo del lavoro professionale autonomo senza ricadere nello stereotipo del “mancato dipendente” o del “precario”?
Usa pure per lavoro un programma pirata
Divertente dimostrazione delle conseguenze che derivano da Leggi scritte in corsa o forse da un avvocato? :-) e dunque incomplete:
Non punibile il professionista che utilizza in studio programmi “pirata”
Negli studi professionali non è reato usare sui computer dei programmi pirata. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 49385 del 22/12/2009, ha sottolineato che l’uso di programmi “piratati” non è punibile in uno studio professionale. La norma parla infatti di imprenditori o commercianti. È invece sempre punibile la riproduzione illegale dei programmi. Ma va provata.
(via Cassazione.net)
