Factcheck: Sacconi e gli ammortizzatori
Ieri l’annuncio del Ministro Maurizio Sacconi. Il futuro darà controprova di questa promessa che credo sia di portata storica per l’Italia, anche se in pochi hanno ripreso la notizia. Humanitech.it si ripromette (secondo uno spirito positivo e propositivo, promosso dall’amico Sergio e con l’iniziativa di Factcheck.it) una verifica di questa dichiarazione:
“[…] presenteremo un disegno di legge delega per disegnare lo Statuto dei Lavori […] un atto conclusivo del disegno che aveva in mente Marco Biagi e che conterrà anche le nuove norme per gli ammortizzatori sociali. Avrà due punti fondanti: un’indennità di disoccupazione su base generalizzata e un secondo strumento integrativo che sarà soprattutto rivolto a conservare il rapporto di lavoro quando dovessero ridursi il volume della produzione e delle ore lavorate”.
(Via Corriere della Sera)
Ciurlare nella crisi
Torna dopo mesi il Manager Papiny. E visto che gli incentivi per il lavoro dipendente non mancheranno…

Algoritmi che annullano la qualità del lavoro
Sempre in tema di Jackpot Economy, ma scritto partendo da un altro punto di vista, quello degli algoritmi di ricerca dei contenuti web, dietro ai quali – guarda a caso – c’è del lavoro:
“Così per una notizia originale, artigianale, e prodotta con 2-3 ore di lavoro e di ricerca, dopo poche ore a partire da questa ce ne sono almeno altre 100 scopiazzate e prodotte in 10 minuti, a cui poi seguono altre 1.000 tra aggregatori, catalogatori e finti blog, tutte fatte senza lavoro. Techcrunch non lo dice, ma la colpa principale è di Google, che davanti a 1 contenuto vero ed artigianale, e 100 copie sciatte, e 1.000 url farlocche di aggregatori NON fa differenza. Non vuole, o non riesce.”
(via Luca Lani, “Fast Food Content“)
Esemplare spiegazione di come lieviti in poco tempo il jackpot. Ma la causa di questo livellamento sta nell’algoritmo che non distingue la fonte originale e che non può essere migliorato o piuttosto nel volere non suddividere la remunerazione dei profitti generati, ovvero dalla sensazione di poter mettere le mani da soli sul jackpot?
Letture per graphic designer
Mentre in Italia fai fatica a trovare anche soltanto un titolo degno di nota sul lavoro dei freelance e se ne proponi uno a una casa editrice ti dice “interessante”, ma poi pubblica le solite stronzate su come mandare a cagare il capo di qualcuno (non certo il tuo), nel variegato mondo anglosassone e americano, dove il mondo degli indipendent worker gode di un rispetto decisamente più elevato, si trovano addirittura libri per nicchie di freelance. Segnalo questa lista dei migliori libri per graphic designer, compilata da FreelanceSwitch, ad amici creativi e grafici.
Regalistica, IVA e poesia di Natale
Fai un regalo e scala l’IVA. Certo non è il massimo: puoi anche dire addio alla poesia del Natale. Ma se proprio devi, magari per un omaggio a un cliente o un fornitore, ecco qualche istruzione. Il limite di spesa? Il costo unitario di 25,82 euro (le vecchie 50mila lire).
Babbo Welfare
– Papàa-à, sai.. ogi amo sclitto la lettela a babo natale..
– D’avvero? Che bello, bravi! Ma tutti i bimbi insieme?
– Sì.
– L’avrà scritta la maestra allora..
– Sì.
– E che cosa avete chiesto a Babbo Natale?
– .. la colla..
– Sì, e poi?
– Due tavoli, un almado..
– Bene. E poi?
– .. caltigenica, un pasol nuovo e giochi..
– Ottimo [dio guarda giù, se ci sei!]. Ma quali giochi?
– non so.. anche solplesa vanno bene.. dice la maestla.
– Ma l’avete già imbucata?
– No.
– I francobolli li avete?
– Mmm, papà… non lo so…