Filo da torcere
In rete si chiamano fake, ovvero falsi, finzioni, opere sotto mentite spoglie. Nel mondo reale hanno minore fortuna, perché spesso smascherate, a volte anche grazie al mondo di Internet. Si veda il caso Mastella/Neruda.
Imbarazzante ed esemplare è invece la storia di una giovane scrittrice che manda versi di Emily Dickinson, Orietta Berti, Bukowski, Tiziano Ferro, Tagore e altri, in un mix surreale di autori, alla casa editrice Il Filo. Questa si dichiara pronta a pubblicarli e propone la solita camuffa: stampa di 150 copie a pagamento (da parte del presunto autore). Ovviamante tutto questo è stato poi raccontato da chi ha architettato la beffa.
P.S. Ecco, in un certo senso, era proprio questo che intendevo quando pensavo all’idea di restituire pane per focaccia a chi non rispetta le condizioni minime della dignità di una professione.
Ricerca di lavoro, bugie e Internet
Italiani e ricerca di lavoro. Smaliziati, concreti, realisti o fessi? Ne parlano con dovizia di particolari Rosanna su JobTalk (Gli italiani mentono nel curriculum vitae e al colloquio, però adorano cercare lavoro in Internet) e Federico su MioJob (Fenomenologia della ricerca di lavoro “Troppo lunga l’attesa per una risposta”). Se siete interessati, in questo documento PDF (Fonte: Kelly Services) trovate tutti i dati per esteso.
P.S. Una sola nota. Personalmente non ritengo credibili alcuni valori, come i seguenti: 
Questi riportano il “principale mezzo grazie al quale i lavoratori hanno trovato il proprio attuale lavoro“. Un valore così elevato per la voce “chiamata da parte del datore di lavoro” indica chiaramente come il panel sia basato sui lavoratori che transitano dall’agenzia di lavoro che ha condotto il sondaggio (una simile distorsione si trova, per esempio, anche nelle Manpower Employment Outlook Survey, sulla domanda di lavoro, pubblicate mensilmente sulla base delle dichiarazioni dei clienti del Gruppo).
Dubito che gli annunci online superino il passaparola in Italia. Sarebbe un traguardo importante, ma ho come l’impressione che non siamo ancora arrivati a questo punto.
Nero su nero
[Post pessimista] Brutta aria quella che tira quando la bandiera in difesa della sicurezza sul lavoro viene impugnata (oggi) dagli esaltati di Forza Nuova. Tempo fa, cercando di studiare l’ideologia di estrema destra sul tema del lavoro
Vuoi leggere il mio CV? Paga!
I database di CV hanno un bel valore, lasciatemelo dire. C’è chi si è chiesto, banalmente: perché lasciarli gratuitamente in mano ai selezionatori professionali? Meglio dividere le revenue derivanti dalle informazioni sui candidati, no? Metto il mio nome, la mia faccia. Mi vuoi vedere? Paga qualcosa, allora. Obiezione scontata: non verrà più nessuno a cercarti a pagamento. Siete così sicuri? E se esistessero network di persone molto qualificate? Voi, selezionatori, non sareste disposti a inbucarvi per qualche spicciolo?

Non ho ancora studiato bene le dinamiche e i servizi, ma nelle ultime due settimane sono stato letteralmente tempestato di richieste per entrare in FaceContact.com e NotchUp (oggi JobFLO). Sistemi di job networking smaliziati, di seconda generazione. Che non svendono il potenziale accumulato a livello informativo sulle persone, ma ridistribuiscono sotto forma di bonus o altro il vantaggio competitivo offerto agli head hunter.
La vicenda è assai intrigante, soprattutto sotto il profilo della maggiore consapevolezza che gli utenti della Rete stanno maturando nella gestione di informazioni considerate nuova “merce di scambio” quando queste finiscono su mercati professionali.
I furbetti del Co.co.pro
Zitto zitto, il ministro Damiano non si ferma. In questi anni ha dimostrato di usare una regola generale, ripetuta più volte. In pochi se ne sono accorti e ne hanno scritto, ma a lungo andare (è un peccato, per questo, che la sua azione si sia fermata a Ceppaloni), avrebbe creato un modus operandi chiaro, diciamo una filosofia politica legata alla regolarità del lavoro in Italia. Un imprinting di sinistra (meglio, dell’attuale ministro), se mi passate l’interpretazione.
L’azione di Governo, in due tempi. Primo: apri una “finestra”, stabilendo regole di condono o parziale parificazione delle irregolarità e poi chiudi. In alternativa, metti in chiaro con una circolare che certe cose non si possono fare. Secondo: riapri subito la porta e manda fuori gli ispettori a pescare
Damiano, la conferenza di fine mandato
Cesare Damiano ha presentato un consuntivo degli interventi (file .PDF) che il suo mandato ministeriale ha messo in campo in questi anni, in particolare ha illustrato le novità contenute nel protocollo sul Welfare e nella Legge Finanziaria. Alcune sono azioni soltanto previste, basate su una delega a un Governo che non esiste ancora, altre sono modifiche strutturali al nostro sistema di protezione sociale.
Il documento riassuntivo: “Dalla Legge alle persone“. L’intervento audio si trova qui (si ascoltino gli ultimi 10 minuti sulla responsabilità della politica). Secondo Cesare Diamiano la crisi di Governo ha bloccato 5 tavoli di concertazione su modelli contrattuali, prezzi e tariffe, sicurezza, CCNL aperti e salari.