Diritti, nudità e vergogne

Sono passato alla strip conference. Ecco un resoconto per chi sta seguendo la vicenda.

Età media 35 anni, un diploma in tasca, a eccezione di Paola che si è laureata in Scienze Politiche. Da sei anni lavorano al Call Center dell’Azienda Ospedialiera di Legnano, con contratti a termine: Adecco, eWork e poi LavoroPiù sono le tre agenzie di somministrazione che hanno vinto gli appalti. Il personale, però, non è mai cambiato, sono rimaste loro, 11 ragazze oggi messe alla porta. Un susseguirsi di contratti a termine le ha riconfermate, pur cambiando le agenzie. Nessun giorno di interruzione in sei anni. Lo stop è arrivato per questioni legislative, oltre che – come dichiarano le ragazze – “per tagliare i costi”. Dopo l’entrata in vigore della cosiddetta Legge Brunetta (D.L. 112/2008 – che all’art. 49, comma 3, ha recepito la legislazione del settore privato del Protocollo sul Welfare, Legge 247/2007 del Ministero Damiano) non è più possibile iterare contratti a termine oltre i tre anni, di conseguenza è stato dato loro il benservito. Una settimana prima, senza preavviso di alcun genere (la società di lavoro interinale si è giustigficata con un “Lo sapevate che vi scadeva il contratto!”…) è stato comunicato il termine definitivo. Il caso, come noto, è diventato nazionale, grazie a YouTube. Brunetta, intervistato, ha rimarcato che non si tratti di “licenziamento”, ma di normale scadenza dei termini.

Loro non ci stanno ed ecco la provocazione. Ne sono consapevoli, visto che lo dichiarano apertamente.

Strip Conference
[Foto: Humanitech.it]

Salgono sul palco per presentarsi, raccontano di avere ricevuto qualche centinaio di e-mail di solidarietà. Sono in nove: una non si è sentita di accompagnale, un’altra aveva impegni familiari. Martedì si vedranno con l’assessore provinciale, ma non vogliono attendere. “Si tratta di una provocazione – affermano – per coinvolgere la stampa e per porre la giusta attenzione sul tema del precariato“. E non sbagliano, visto che i giornalisti in sala sono oltre 50. Tutte le agenzie presenti, molte le tv, e non soltanto locali. C’è la Rai e La7. C’è anche Pavarotti, in sottofondo, con “Nessun dorma“. A ritmo di questa musica anomala per uno strip-tease, le ragazze passano nel retro del palco, dietro un separé fatto da un lenzuolo e si spogliano, senza eccessiva volontà di esibirsi né scioltezza. Quando si ripresentano, in camicia da notte, mostrano lo striscione “A.A.A. Vendesi… precarie”. Infine rispondono alla stampa.

Strip Conference - Le ragazze si mettono in vendita
[Foto: Humanitech.it]

Chiedono “un posto di lavoro non precario“. Nulla più. Le proposte arrivate in questi giorni riguardano l’impiego come addette alle pulizie presso una cooperativa. Ci stanno pensando. “Non pensavamo che la ‘Legge sui fannulloni’ ci riguardasse, visto che abbiamo sempre lavorato bene“. Oggi chi svolge le loro mansioni? “Per ora stanno rispondendo al call center i dirigenti!!“. Questo è un fatto importante, che secondo le RdB giustifica uno sciopero di tutti gli addetti presenti presso l’Azienda Ospedaliera. L’appalto in cooperativa sostituito da lavoratori aziendali non è infatti male come illecito. In futuro parte del servizio verrà dirottato probabilmente verso il numero unico della Sanità di Regione Lombardia, ma si parla anche di un nuovo appalto dato a una società di Paternò (Catania). Dalla dirigenza dell’Ospedale arriva il commento: “Tutta una chiassata!“.

Le ragazze per ora sono senza impiego, un lavoro che fruttava a chi faceva i turni ridotti (c’è anche chi guadagnava molto di più), circa 20 ore a settimana, 600 euro nette al mese. Invitano a partecipare alla manifestazione di Roma, il 19 settembre, contro il precariato e informano che – nella stessa Azienda Ospedaliera – non sono le ultime a cui verrà riservato tale trattamento. 

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P.S. Una nota a margine che riguarda la stampa. Avvicinando una di esse ho chiesto spiegazione sui contratti* che avevano. Mi hanno domandato se facevo il giornalista. Alla risposta affermativa hanno stigmatizzato il comportamento dei miei “colleghi” che hanno scritto in questi giorni “che, rispetto a come si stanno comportando (NdR, rispetto alla “volontà esibizionistica” su YouTube), non avrebbero più trovato lavoro!  Non dormiamo la notte – mi dicono personalmente – per quello che scrivete…”. Deglutisco, involontariamente, ed esco dalla conferenza.

*Se posso esprimere una valutazione: può sembrare che da un punto di vista meramente tecnico non abbiano ragione, ma nella realtà dei fatti l’Ospedale le ha impiegate come lavoratrici subordinate, pur mascherando il meccanismo d’impiego con subappalto tripartito e per ogni partizione contratti a termine – il trait d’unione erano comunque loro, le ragazze, che facevano lavoro inbound e per sei anni non hanno saltato un giorno. Si veda anche la circolare Damiano, a proposito…

Ultima modifica: 2008-09-05T11:28:38+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Diritti, nudità e vergogne”

  1. Non è chiaro per niente. Come il vostro commento. Che cosa vuol dire? Già in nell’articolo precedente avete scritto delle imbecillità patenti sulla prostituzione. Ma chi diavolo siete?

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  2. Martina, sbagli scambiando l’onesto lavoro della pornostar che pagale tasse con la prostituzione illegale, sono 2 cose che non hanno niente a che vedere.

    Il resto di quel che dici non è commentabile putroppo …

    :-)

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