Le arti marziali della parola

La nobile arte dell'insultoCome tempo fa ebbi modo di segnalare dalle pagine del Sole 24 Ore il bel testo “L’arte del negoziato” (Corbaccio, 2005) e intervistare il suo autore William Ury, per motivi analoghi (e per riprenderci dalla sbornia di buonismo natalizio) vorrei spezzare una lancia a favore di “La nobile arte dell’insulto” di Liang Shiqiu (Einaudi, 2006), curato da Gianluca Magi. Entrambi sono testi utili quando le relazioni con il vostro capo, i clienti o il direttore si fanno difficili. Per gli amanti delle arti marziali della parola si trovano consigli interessanti, per esempio:

Quando si rivolgono critiche a qualcuno, bisogna farlo in una lingua infinitamente sottile il cui senso rimanga implicito. Conviene evitare che l’avversario si renda conto fin dalle prime parole che lo si sta criticando: è solo al termine di un certo tempo di riflessione, a poco a poco, che questi giunge a prendere consapevolezza che le parole rivoltegli erano tutt’altro che benevoli.

Nell’arte della critica, spiega l’autore, è di estrema importanza bandire l’agitazione, avere un gran sangue freddo.

Senz’ombra di dubbio, l’esperto nell’insulto possiede un contegno pacato e composto. Il modo di comportartarsi di chi appare serenamente distaccato dalle circostanze.

Queste parole mi ricordano l’atteggiamento di Giorgio Pasotti nel film Volevo soltanto dormirle addosso (la cui sceneggiatura, tra l’altro, è di Massimo Lolli direttore del personale della Marzotto), costretto a licenziare in brevissimo tempo un terzo del personale di una multinazionale francese. Di fronte al manager che gli ha assegnato questo compito ripete imperturbabile: “La stimo moltissimo”.

Ultima modifica: 2006-12-27T10:31:51+01:00 Autore: Dario Banfi

2 commenti su “Le arti marziali della parola”

  1. beh, “ti stimo moltissimo” lo dice anche al telefono alla madre, se è per quello :D

    il libro penso sia alla base dei duelli a parolacce del mitico Monkey Island 1 :D

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  2. film non male, ma l’omonimo libro del Lolli è mooolto meglio (sempre stato appassionato di romanzi “aziendali”, ma in italiano ce ne sono così pochi)

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