Anticorpi a tempo indeterminato

Oggi un altro articolo parla di quanto questo Paese sia fuori media (rispetto al Nord Europa, per esempio) sotto il profilo della produttività. Italiani sfaticati, Pubblica Amministrazione inefficiente, servizi senza tecnologie.. Chissà quante volte rileggeremo queste cose.

Mi stupisce invece come mai ancora nessuno abbia seriamente studiato la relazione tra crescita del lavoro atipico e abbassamento della produttività. In una recente intervista radiofonica a Radio Popolare Max Cosmico, noto ai più per il suo presente da musicista (e il suo tormentone 1.000 euro blues), meno per la sua laurea in economia, sostiene – per quanto fantasmagorica/metafisica come tesi – che l’abbassamento della produttività sia dovuto a una sorta di autodifesa del sistema/corpo sociale che oppone questa risposta immunitaria all’aumento dell’insicurezza lavorativa che ne minaccia la salute.

Ultima modifica: 2007-07-04T13:03:22+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Anticorpi a tempo indeterminato”

  1. Per quanto eccentrica, la tesi ha una sua plausibilità. Quant’anche è vero il contrario: un eccesso di sicurezza e garantismo del e sul posto di lavoro genera improduttività (vedi i vecchi sistemi comunisti). Dunque? Sicurezza del posto di lavoro legata a valutazione costante della produttività, con eventuali incentivi e correttivi motivazionali. Ma da noi guai a dirlo ai sindacati.

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  2. Sono incappato in questo ottimo blog e approfitto per lasciare un mio commento. Innanzitutto grazie a Dario per aver colto la mia “visione” durante la mia intervista radiofonica.
    Esiste una teoria NeoKeynesiana che parla di “salari d’efficienza” e che collega il livello di produttività al livello salariale, ma in effetti il legame tra “precarietà” e abbassamento della produttività, anche se intuitivamente esiste, non è mai stato affrontato da alcuna teoria economica (non che io sappia). Io risolvo la lacuna con l’equivalenza tra precariato e basso stipendio. E’ questo il paradosso italiano: in altri paesi economicamente più evoluti la “flessibilità-precarietà” viene premiata con un salario più elevato e comunque connesso alla produttività; in Italia ci becchiamo sia la precarietà che il basso stipendio. Troppo comodo così, cari imprenditori.
    Precariamente vostro,
    Max Cosmico

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