A me tocca invece rimanere in Italia, sob

Dopo il risultato elettorale a) il mio fisico si è indebolito, sono sotto antibiotici; b) sono in stato mentale catatonico tendente al depresso (dovuto anche al riodino delle fatture da portare oggi al commercialista); c) sto mettendo in ordine le idee per decidere se, prevendendo ciò che accadrà politicamente, sarà più utile scrivere il prossimo libro sul lavoro autonomo o sul precariato…

Per fortuna una telefonata di un’amica mi ha riportato con i piedi per terra, ricordandomi (oh bello!) che oggi è mercoledì. Tra i mille pensieri mi sono perso, infatti, questa importante segnalazione. Spero qualcuno la colga in tempo ed eventualmente ci vediamo domani. Sarà una bella occasione per discutere e valorizzare le buone idee di Loredana sul considerare l’estero come opportunità.

Loredana Oliva presenta il suo libro al Mondadori Center

Ultima modifica: 2008-04-16T10:40:10+02:00 Autore: Dario Banfi

3 commenti su “A me tocca invece rimanere in Italia, sob”

  1. dario… ma non dirmi che pure tu stai risicando…
    ma e’ possibile che non ci sia in rete nessuno che sia soddisfatto?
    io non lo sono, ma per altri motivi, non sono nemmeno andato a votare… ma e’ incredibile non trovare nessun pdllino contento in rete.

    ma allora, chi li ha votati??

    forum, blog, siti di informazione, c’e’ una vena di scetticismo (per stare leggeri, ma anche “incazzatura” come termine sarebbe corretto), c’e’ un fiorire di rifondaioli convinti… sul serio, non sto scherzando.

    ma dov’erano? al mare? oppure parlano, rosicano, si lamentano, ma alla fine hanno votato qualcun’altro?

    mi sembrano le elezioni precedenti, in cui, nella settimana dopo l’elezione di prodi, era quasi impossibile trovare in giro qualcuno che avesse votato prodi.

    misteri italioti…

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  2. Caro Larsen, per me il dato più eclatante non è l’uscita della Sinistra Arcobaleno dal Parlamento (per altro cosa grave), ma la grande affermazione della destra in Italia. In particolare sono senza parole per il voto dato alla Lega. E’ questo il nodo del Paese, ovvero il trasferimento della rappresentanza storica data dai ceti medio-bassi che rappresentano il mondo del lavoro di base a un movimento di boscaioli venuti giù dai monti in un giorno di sole. E’ la Lega oggi a parlare la lingua degli operai, dei piccoli imprenditori artigiani e dei commercianti, dei lavoratori dipendenti senza carriera, di chi lavora nella PA. Questo è il problema, avere consegnato il Paese a una destra che ha prodotto molto poco dal punto di vista della coesione sociale e dello Stato Sociale proprio perché la sinistra radicale ha iniziato a parlare soltanto agli intellettuali, arroccandosi su un mondo del lavoro che esiste soltanto sulla carta dei CCNL, abbandonando le classi più povere (che non hanno santi in paradiso) alla demagogia populista. Questo mi crea qualche perplessità…

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  3. niente da dire… perfetta sintesi dei motivi che hanno portato il paese a dx…

    ma invece di dire “facciamo un governo ombra” perche’ la sinistra non fa un pelo di autocritica, e magari anche delle pubbliche scuse a coloro i quali hanno sempre creduto che fossero loro a difendere i lavoratori?

    la lega e’ di sicuro l’unica vera novita’ in questa tornata elettorale, e, per quanto non ne apprezzi le “esternazioni”, ammiro la capacita’ del partito di stare vicino alla gente.
    si faceva notare che la lega, a livello di presenza televisiva o mediatica in generale, e’ agli ultimi posti… quindi vuol dire che sul territorio fanno un buon lavoro alla fine.
    onestamente questo ci vuole ora, una politica vicina ai cittadini, e i “grandi partiti” non l’hanno mica capito ancora.
    mi spaventa che sia la lega ad averlo capito e messo in pratica… ma non si puo’ mai sapere.
    si vedra’, spero solo di veder cambiare qualcosa perche’ l’immobilismo porta alla morte, il cambiamento, anche in peggio, genera sempre una reazione.

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