Treu, Ichino e Cazzola sulla Legge Biagi

C’è chi sostiene che il modello dei giornali sia oramai obsoleto rispetto a Internet per creare dibattito, repliche o inoltrare risposte dirette. Da un punto di vista dell’apertura al grande pubblico è vero, ma vorrei segnalare un caso interessante relativo al tema del lavoro. Ieri Tiziano Treu ha rilasciato un’intervista a La Repubblica dedicata a Marco Biagi e alla legge che porta il suo nome. A distanza di 24 ore sul Corriere della Sera di oggi e la stessa Repubblica sono arrivati su fronti opposti i contro-interventi di Pietro Ichino e Giuliano Cazzola.

Discorsi tra giuslavoristi, super esperti e tecnici ? Sì e no. Una cosa è certa: sono temi forti, di attualità e per i quali è giusto che siano persone competenti a tracciare analisi e momenti di sintesi che abbiano la più larga diffusione possibile. Il tema del lavoro forse si presta più di altri, ma insieme alla qualità delle persone intervenute nel dibattito, è certamente anche l’uso dei giornali in chiave sociale, come strumento per una comunicazione condivisa, a fare la differenza. Lo stesso “ping-pong” non accade così spesso intorno ad altri temi.

In Rete – su questioni tecniche di rilievo istituzionale – fa eccezione soltanto il dibattito sviluppato da quel circuto di studiosi che gravita intorno a La voce.info. Giusto o sbagliato, questo dimostra comunque che il giornale o meglio i giornali, che tra loro si possono richiamare come si clicca, per esempio, su un link online, non sono morti. Anzi, forse mettono in luce ancora di più una (positiva) vocazione a ospitare interventi di alto profilo e confronti serrati.

Ultima modifica: 2007-03-21T21:32:28+01:00 Autore: Dario Banfi

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