Un nuova identità tra lavoro e paternità

[Terza riflessione]. Come ho scritto in precedenza, ho deciso di usufruire della paternità, ma tra perplessità e una difficile accoglienza sono molte le questioni che vorrei discutere apertamente. Per esempio..

.. stare in casa e in famiglia mi basterà? Non sarà un pò soffocante? Prendere un lungo periodo di distacco dal lavoro, usufruendo del congedo parentale, aiuta sicuramente a conoscere il proprio ruolo di padre. Tuttavia, sono abituato a uscire ogni giorno per andare al lavoro, a stare insieme ai colleghi, ad andare a trovare i clienti! Ce la farò? Tutta questa parte della vita, fatta di impegni personali, adrenalina e un network di relazioni mi manca sicuramente. Il lavoro contribuisce a dare un senso alla mia vita: il ruolo che ho nel lavoro è importantissimo per la mia realizzazione personale.

Soluzioni? No, è una rinuncia. Forse l’unico suggerimento che (ho dato a me stesso e) offro agli altri è di non perdere completamente il contatto con il lavoro: posta elettronica, qualche attività ristretta e specifica da portare avanti ecc. Anche per avere un rientro più semplice.

Fare il casalingo mi ha convinto di quanto sia importante il lavoro per le mamme e quindi meritino tutto il nostro (dei padri) supporto.

Livio Martucci

La scelta e la famiglia

[Riprende la Rubrica “Paternità & dintorni”, curata da Livio Martucci, papà in congedo parentale. Ecco la sua esperienza..]

Paternità e dintorni

All’inizio scegliere di prendere la paternità (congedo parentale) assentandomi per alcuni mesi dal lavoro mi sembrava inopportuno, esagerato, impossibile! Perché? Ma come perché? Intanto le possibili ripercussioni sul lavoro (ne parlerò meglio in un altro post). E poi il modello consoldidato è: la mamma a casa ad accudire e allattare la figlia e il papà che continua ad andare in ufficio, semmai cercando di tornare prima per stare insieme al suo tamagogi perchè dopo le 8.00 dorme. Già, ma i modelli spesso non sono appaganti, piuttosto sono facili da indossare, salvo scoprire col tempo che stringono in vita propio dove risiede l’anima.

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Paternità, perché parlarne?

[Inizia con questa prima puntata la rubrica “Paternità & dintorni” a cura di Livio Martucci, un amico e bravissimo papà, che presenterà luci e ombre della paternità e del rapporto con la vita lavorativa e familiare. Un tema stupendo, poco conosciuto in Italia, che sono contento di ospitare su Humanitech. Grazie Livio!! ]

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Perché questo forum sulla Paternità? Beh i motivi sono diversi, vediamo. Prima di tutto il sottoscritto in questo momento è in paternità (dicasi “congedo parentale”) e voglio raccontare la mia esperienza. Mi sono reso conto delle difficoltà che si affrontano nel prendere questa decisione e ritengo importante incoraggiare i nuovi papà a usufruire di questo strumento legislativo discutendo degli impatti sia sul lavoro sia in famiglia.

Un altro argomento (non privo di aspetti comici) sono le reazioni alla decisione di colleghi, clienti, amici e parenti. Poi c’è la questione legata agli aspetti legislativi e voglio sottolineare da subito l’enorme mancanza di conoscenza della legge in materia e in particolare un aspetto: il padre può prendere il congedo parentale in concomitanza con la madre, sia nel periodo di maternità obbligatoria sia in quello del congedo parentale facoltativo di cui può usufruire la mamma.

Ripeto: non è vero che il papa ha diritto al congedo parentale soltanto se la mamma ritorna al lavoro. NON E’ VERO!!!  Anche i vostri commenti serviranno a chiarire le varie sfaccettature che il monolite paternità può presentare.

Questo ovviamente è un primo post per prendere confidenza con il blog. Vi rimando a settembre, per sviluppare insieme la questione. A presto dunque.

Livio Martucci