Laureato in chimica cercasi, astenersi imbranati

I casi della vita. Mentre leggevo questo servizio del Sole 24 Ore dal titolo “L’Ateneo apre la strada al mondo del lavoro” sui canali universitari di raccordo con le imprese [per chi non sapesse: gli Atenei sono oggi soggetti autorizzati all’intermediazione], mi è stato girato via e-mail un simpatico annuncio ricevuto dall’Ufficio Placement di un’importante Università italiana. Tolti i riferimenti all’impresa, questo è l’annuncio (vero):

Gentili signori, la nostra piccola azienda produce [..] con una tecnica di [..].
Da tempo cerchiamo un chimico laureato per affidargli [..] anche nell’ottica di creare un sostituto al nostro Titolare. Viste le nostre precedenti esperienze, siamo disposti ad accettare qualunque candidato uomo o donna, italiano o straniero, con o senza esperienza, ma chiediamo i seguenti requisiti:
1) Voglia di studiare e approfondire anche gli aspetti teorici;
2) Non venire al colloquio accompagnato dalla mamma;
3) Avere la piena consapevolezza che per guadagnarsi da vivere è necessario lavorare;
4) Saper scrivere una relazione in buon italiano o in alternativa in forma comprensibile a terzi;
5) Non essere razzista perché deve rapportarsi con extracomunitari;
6) Non tenere il posto di lavoro o gli oggetti di normale uso in uno stato da post Tsunami;
7) Non perdersi in un rischioso itinerario come, per esempio, tra Como e Rimini in treno;
8) Non chiamare il Telefono azzurro se si tratta di trascorrere 3 notti in albergo da solo all’estero.

Ultima modifica: 2007-01-22T14:19:54+01:00 Autore: Dario Banfi

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