Piccolo quesito
Il diritto di sciopero è sacrosanto. C’è però un dettaglio che mi sfugge – e se c’è qualche esperto di diritto amministrativo in circolazione è ben accetto un commento… – e che riguarda la funzione pubblica. Nel settore privato per ogni giorno non lavorato viene decurata la busta paga e i soldi restano al datore di lavoro. Nel settore pubblico idem, soltanto che è lo Stato.
Che cosa accade invece quando un servizio pubblico è a pagamento?
Ieri le ragazze dell’asilo di mia figlia hanno scioperato. Sono costrette a turni faticosi, stanno tagliando sulle pulizie e hanno pure stipendi da fame. A loro va la mia solidarietà. Secondo voi posso chiedere al Comune il rimborso del giorno saltato e per il quale ho dovuto pagare una baby-sitter? Credo che la stessa logica si applichi a chi ha un abbonamento del treno, si becca lo sciopero e deve pagarsi il taxi.
P.S. Non è per i miei 23 euro, ma immaginate se tutte le 72 famiglie dei bambini recuperasseso questo credito da restituire alle maestre…
Promettere la fortuna
Lavora gratis alle idee per rifare il sito della trasmissione di Antonio Ricci. Dai, forza, che aspetti? Se sei uno studente talentuoso, esperto di Web design, e non vedi l’ora di regalare il tuo lavoro al fortunato programma che incassa miliardi dalla pubblicità, fatti avanti. Non avrai nessuna retribuzione in cambio, anche se vinci, ma in fondo che vuoi di più? Non perdere l’occasione, perché la fila per partecipare alla trasmissione Rai Affari Tuoi per aprire pacchi che ti cambieranno la vita è assai lunga e i Gratta e Vinci ora costano 3 euro.
Quando non c’è la fine del mese
Non resta che aspettare, sperando che quel famoso pagamento a 90 giorni – giorni conteggiati a partire dalla fine del mese relativo alla data con cui è stata emessa la fattura, una fattura che è stato possibile emettere a fine lavoro, ma non subito, bensì dopo alcune settimane in cui l’amministrazione ha generato un codice che rendesse valido l’ordine ex-post – ecco, non resta che aspettare che quei 90 giorni siano tali e non 120 o 180 e che il pagamento dell’IVA a tuo carico, non ancora intascata, non faccia finire il tuo conto in rosso, per pagare interessi sul debito del 12%.
Il periodo ha molte subordinate, ma si tratta della vita del lavoratore autonomo.
Cronache dal Mgiv/2 e 3
[Seconda e terza puntata – La lezione del venerdì scorso salta, per mia fortuna, poiché ero a Parma a seguire un barbosissimo convegno sulla sicurezza informatica e la compliance. Sabato ottima lezione del giudice Salvini, questo week-end invece è centrato su macroeconomia e finanza]
Sabato 7. Procedura penale è come una bellissima scacchiera in cui si posizionano i pezzi secondo regole precise. C’è un orologio che scorre e non si vince mai in poche mosse. Quando la partita si complica serve esperienza, calma, massima attenzione. Qualità che mostra di avere in aula il bravo Guido Salvini, GIP di Milano, esperto di terrorismo ed eversione di destra. Fotografa ogni singolo passaggio del procedimento penale, partendo dai giocatori in campo per spiegare ogni tappa che dalla notizia di reato porta al giudizio, citando molti casi di cronaca, dal processo Andreotti a quello legato ai fatti del Vajont o del caso Ilaria Alpi.
Una partita lunghissima quella pre-processuale e legata alle udienze, che in alcuni casi mostra eccezioni di grandissimo rilievo. Salvini ne cita molte. La più intrigante (a mio avviso) è l’attuale fase di stallo legata ai processi per spionaggio ad opera della banda di Cipriani & Co. nel caso Telecom. Il decreto che blocca la lettura dei contenuti delle intercettazioni (che potrebbero essere fonti per notizie di reato) è in Corte Costituzionale: come devono essere trattate queste prove? Il Decreto è realmente a norma di legge? Salvini cita un caso opposto, legato anch’esso alla possibilità di accedere a contenuti di intercettazioni ordinate illegalmente da Coca-Cola nei confronti di un suo dirigente, il quale potrebbe usarle proprio (e al contrario) per vincere – non è detto, ma perché escluderne la possibilità? – la propria causa. Sui mezzi di prova si ferma la lezione, con grande tempismo, visto che da lì a poche ore inizia la trafila del D(D)L sulle intercettazioni a firma del Governo. Ne parleremo nelle prossime lezioni…
L’openlab “Massimo D’Antona”
Segnalo una buona fonte Web che ho scoperto di recente per approfondire temi generali relativi al mercato del lavoro in Italia. E’ il Labour Web, Centro di Documentazione sull’evoluzione del Diritto del Lavoro, delle relazioni industriali e dello Stato Sociale, a cura del Centro Studi del Diritto del Lavoro Europeo “Massimo D’antona” della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania.
Un piccolo gruppo che nulla ha da invidiare ai più noti omologhi di Modena guidati da Michele Tiraboschi e che produce documentazione veramente buona.
