Nero e Internet
Qualcuno potrà pensarla diversamente, ma secondo me l’estensione delle comunicazioni obbligatorie e il DURC (per esempio obbligatorio nelle DIA per le ristrutturazioni edilizie) sono due imposizioni importanti, per nulla inutili, nella lotta al lavoro nero. Non è vuoto potere dell’ufficialità (burocrazia), ma ha sane ragioni di trasparenza. Non è un caso che per entrambe le dichiarazioni Internet c’entri moltissimo.
Senza soluzione di flessibilità
Quando accadrà che il nostro sistema in cambio della disponibilità verso la flessibilità non ci restituisca più un calcio sui denti? Con maggiore tatto, Ladypeterpan, in un post molto bello (da leggere) dice la stessa cosa, così:
Una vita lavorativa più flessibile non può spezzarsi quando si passa da un impiego all’altro, oppure da un lavoro dipendente a un lavoro autonomo, o viceversa. Chi è più mobile non può essere meno tutelato o più penalizzato: dovrebbe essere, maggiormente ricompensato, perché dà al sistema la snellezza che esso richiede. Questo principio è basilare per una sicurezza sociale che aggiorni le tutele di ieri senza rinunciare al cammino storico della solidarietà e dell’uguaglianza.
Le novità previdenziali del 2008
L’attuazione del Protocollo sul Welfare (L. 247/2007 ) ha toccato questioni previdenziali. Una sintesi delle novità più importanti, come dall’ultimo Bollettino Inps:
Maternità e malattia per parasubordinati
Le aliquote contributive della gestione separata passano da tre a due: a) 24% per i lavoratori non iscritti a un’altra forma di previdenza obbligatoria (per es. gli Albi) e non pensionati; b) 17% tutti gli altri. Il contributo per il finanziamento dell’indennità di maternità, assegno per il nucleo familiare e indennità di malattia, passa dallo 0,50% allo 0,72%. Il diritto al congedo di maternità e all’astensione dal lavoro per motivi di salute [finora previsto soltanto per le lavoratrici dipendenti] viene esteso ad alcune tipologie di lavoratrici parasubordinate iscritte alla Gestione separata (lavoratrici a progetto, associate in partecipazione) con determinati requisiti contributivi.
Elogiatori della precarietà
Anni fa mi capitò di seguire Stefano Zecchi per un esame universitario. In quel periodo (’93-’95) passava molto tempo nel salottino del Costanzo Show, forse più che a contatto con gli studenti. Con gli anni [ma già era chiaro dai suoi corsi su Wagner] è diventato un intellettuale di destra. Della sua estrazione fenomenologica non gli è rimasto molto. Prova ne è l’ideologia che traspare da questo testo sulla precarietà, pubblicato sul Giornale qualche settimana fa.
Da leggere, per capire su quale livello oggi vuole essere portata la questione del lavoro precario dagli intellettuali. Il piano è puramente esistenziale. Al diritto si contrappone la libertà. Al socialismo (realizzato?) e al materialismo nichilista l’idealismo per una vita di speranza. Suggestivo, tutto. Molto bello, ma senza tempo e senza un briciolo di contatto con il mondo reale. E il “calcolato opportunismo” diventa, addirittura, un espediente di chi cerca un impiego oggi.
Spero gli abbiano pagato questo pezzo il prezzo medio di mercato offerto a un freelance di 22 anni.
Tu chiamalo se vuoi forfettone
Novità della Finanziaria 2008. Segreti da tenere stretti, se chiedete al vostro commercialista, giusto perché spiegano come fare a meno di lui. Per chi è interessato, a ogni modo, è meglio che si dia una mossa, perché non deve fatturare con IVA già dal primo gennaio.
Che cos’è sto forfettone? “Un regime semplificato di tassazione per gli imprenditori minimi o marginali” (= partite IVA) che prevede l’imposta secca del 20% per chi ha un giro d’affari inferiore a 30.000 euro lordi annui in sostituzione di Irpef, Irap e addizionali“.
Creativi reattivi
Se chiedi a tuo cugino se sia o meno un creativo è ovvio che, a modo suo, con buona approssimazione, nel 90% dei casi, dirà di essere tale. Ogni cugino che si rispetti è infatti creativo per definizione. Quello di Elio una volta è addirittura morto. E chi non è cugino nello spirito?
Se, invece, tu (non tuo cugino) fai il creativo di professione magari ti interessa questo approfondimento. Un servizio che ho scritto per Il Sole 24 Ore – Job 24 Online:
Chi rappresenta i lavori creativi? [Excursus sulle associazioni per creativi];
Nuovi profili, il brand designer fa gioco di squadra [Intervista a A. Marazza di Landor];
La busta paga del talento [Un’analisi di OD&M Consulting sugli stipendi dei creativi];
Tabella sulle retribuzioni dei creativi (.PDF – Fonte: OD&M Consulting).
Questa frase di Marazza di Landor mi ha colpito, particolarmente:
“Se tirassimo un’ipotetica linea che unisse Jean Paul Gaultier all’ingegnere nucleare, i pubblicitari certamente sarebbero più vicini allo stilista, ma i designer stanno sul polo opposto: sono sistematici quanto gli architetti. Tutto ciò che costruiscono deve stare in piedi. Non è sufficiente essere dei guru, come va di moda oggi. Il talento, nel mestiere dei creativi che lavorano sul branding, si deve sempre confrontare con regole concrete ed essere messo al servizio del business“.