Glossario retributivo autonomo

Lo stipendio si riceve alla fine del mese sulla scrivania dell’ufficio: sono gli altri (la tua amministrazione) a dovertelo recapitare. C’è anche chi si incazza se arriva il giorno dopo. Per un lavoratore autonomo è il contrario. E’ lui a spedirlo per posta alle amministrazioni, sotto forma di fattura, soltanto a lavoro ultimato. Deve perdere tempo per farsi pagare (ed è tempo non pagato) e incrociare le dita ogni volta che imbuca la lettera.

Al posto degli scatti di anzianità ha spesso quelli di nervi. Contingenza, poi ha tutto un altro significato, più simile a “casualità” e “accidentalità”. Di variabile invece ha soltanto i tempi di pagamento: 60, 120 o più giorni. E come premi al massimo quelli sulla spesa. Sui rimborsi spese stendiamo un velo pietoso..

Possibile che esistano due culture così distanti per figure professionali (subordnati e autonomi) che concorrono ugualmente alla crescita e allo sviluppo di un’impresa?

P.S. Altri post sullo stesso tema: “A mie spese“; “I tre gringos“; “Costo orario e consulenza“; “Pagamenti dei professionisti“; “Surriscaldamanto da rotazione bassoventrale“.

Ultima modifica: 2007-10-07T14:22:56+00:00 Autore: Dario Banfi

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