Flexibility? Yes, of course

[Quando il dibattito si impadronisce delle parole è difficile trovare spunti freschi e valutare il nuovo. Il termine “flessibilità”, per esempio è nell’uso comune contrapposto alla precarietà. La flexibility, tuttavia, non ha lo stesso significato in Europa e neppure per chi un lavoro lo ha stabilmente. Anche un dipendente cerca flessibilità. Sì, ma in che senso?]

Beyond Boundaries (file .PDF, 980 Kbyte) significa dietro alle quinte, al di là dei confini. E già questo mette in guardia: le aziende sono territori ben protetti. Li ha perlustrati Orange Business Services, con una survey condotta sulla base di 1.440 interviste a lavoratori dipendenti, affrontando il tema della flessibilità, intesa come nuovo modo di interagire con l’organizzazione per trovare soluzioni lavorative adatte alle singole persone. Tempo e luoghi, ma anche responsabilità e livelli di soddisfazione (e stress) sono state messe sotto la lente d’ingrandimento.

Le tipologie di lavoro flessibile nelle imprese del Regno Unito

Tipologie di lavoro flessibileQueste le evidenze generali [all’interno del “confine” UK]:

– la metà (53%) della popolazione lavorativa del Regno Unito ha già forme di flessibilità (Cfr. grafico), ma il 23% dei lavoratori non ha accordi formali con l’azienda;

– il 50% dei dipendenti afferma che l’opportunità di lavorare in maniera più flessibile è un fattore importante nella scelta del prossimo impiego. Nei 12 mesi a venire, però, soltanto il 24% degli intervistati ha intenzione di cercare realmente un lavoro più flessibile;

– due terzi sostiene che sarebbe un ottimo benefit guadagnare tempo nel viaggio; tre quarti che un lavoro flessibile aiuterebbe a raggiungere una maggiore concentrazione;

– un beneficio che ci si aspetta dal “lavoro flessibile” è nell’85% dei casi quello di poter lavorare “a proprio agio”, poi si scopre però che tra chi ha già modo di lavorare in maniera flessibile il 45% svolge attività lavorative durante il tempo libero, alla sera e al week-end;

chi guadagna di più sembra avere un maggior controllo sulle ore lavorate in confronto a chi ha retribuzioni più basse.

In altre parole, la reale flessibilità è più un desiderio che una certezza. Sebbene diffusa come formula, rischia di riempire spazi vuoti più che crearli e invade il tempo libero, la sera e i fine settimana. Soprattutto nelle fasce medio basse di lavoratori.

D. Quanti giorni lavoreresti in un altro luogo (rispetto all’ufficio) di tua scelta [per esempio a casa]?

Lavorare da casa - Beyond Boundaries

[Fonte: Beyond Boudaries, Orange Business Services – 2007]

Flessibilità desiderata, dunque. Il 44% se ne starebbe tranquillamente a casa almeno un giorno alla settimana. In molti, però, temono che l’assenza dall’ufficio potrebbe in qualche maniera allontanarli dal ciclo produttivo e dalla struttura organizzativa. Le imprese che gestiscono bene la flessibilità, però, conclude la ricerca, migliorano i propri livelli competitivi e hanno maggiore successo nel trattenere i talenti.

Ultima modifica: 2007-09-25T14:23:16+02:00 Autore: Dario Banfi

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