Dipendenti cercano manager capaci

Il collettivo dei lavoratori di ogni impresa fa una scelta tutti i giorni: quella di non mandare a casa il proprio capo-azienda. E quindi, in caso di insoddisfazione, potrebbe anche cambiarlo e mettersi in cerca di un manager migliore“. Questo è ancora una volta Pietro Ichino che parla, provocatorio e diretto. Il suo intervento a “Lavoro e PrecariEtà” – giornata del Forum Economia e Società dedicata al mercato del lavoro – ha creato scompiglio e qualche prurito in molti relatori e ascoltatori. Massimo Sideri offre un sunto dell’intervento sul Corriere della Sera di venerdì.

L’idea proposta, paradossale (quanto impossibile) da realizzare, è quella di dare maggiore potere ai dipendenti per “licenziare” i capi incapaci, rovesciando una legge di mercato nota ai più: quanto più un lavoratore è sostituibile, tanto più il suo potere contrattuale è debole. Perché non dichiarare invece apertamente la sostituibilità del vertice [effetto di sostituibilità secondo Marshall-Hicks esteso agli “insostituibili”], se la base è più solida? Attenzione, non si sta parlando di esproprio [a chi non è venuto in mente The Take della Kleine?], ma di libertà di “sbattere la porta” in uscita. Magari tutti insieme.

Oggi, invece, l’azienda sceglie, il lavoratore subisce, il sindacato cerca di mediare. Ma questa correzione funziona quando il sindacato ha potere e opera in maniera opportuna. Se invece è debole (si legga anche l’articolo La flessibilità dei padroni uscito sul Riformista in contemporanea con quello di Sideri, dedicato al testo “A che cosa serve il sindacato?“), la sostituibilità del dipendente resta elevata. E l’unico modo di contrastare il fenomeno è aumentare la mobilità del mercato del lavoro, mettendo in difficoltà gli insostituibili che al vertice non fanno bene il loro mestiere..

Aggiungo io, servirebbe anche un mercato che premia il merito. E qui, però, fantasilandia svanisce in un soffio.

Ultima modifica: 2007-05-14T14:43:19+02:00 Autore: Dario Banfi

0 commenti su “Dipendenti cercano manager capaci”

  1. Cambiamento delle mentalità solo così si potrà operare un vero cambiamento. Spostare sempre l’asse del ragionamento, punti di vista, angolazioni differenziate. Un vero dibattito potrà essere imbastito solo con un serio, serrato confronto. Dal rapporto imbastito sulle singole idee alla contaminazione, alla visione di punti di vista differenziati solo così sarà possibile trovare una nuova via per cercare di dominare/controllare i nuovi scenari che adesso si stanno solo intravedendo ma per il futuro potrebbero essere loro stessi a domianre NOI…….

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